Ma chi era patanjali?

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Paolo proietti
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Ma chi era patanjali?

Messaggioda Paolo proietti » 24 giugno 2014, 23:27

Qualcuno, credo fosse Einstein, ma potrei sbagliare, una volta disse che "il vero ricercatore è colui che si pone le domande stupide che altri non hanno il coraggio di fare".
Io non so se sono un ricercatore autentico.
Di certo faccio spesso domande stupide.
Tempo fa mi sono chiesto: "Ma chi era Patanjali?".
Lo so che a qualcuno non parrà affatto una domanda cretina, visto che molti sono coloro che non hanno neppure mai sentito parlare di Patanjali, ma per me, che pratico yoga da una vita e ho passato anni (non sto mica scherzando!) sugli Yoga Sutra è un po' come se un tifoso di calcio si chiedesse "Chi è Balotelli?".

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Le notizie che ci danno gli studiosi più seri, o che così si definiscono, sono piuttosto vaghe.
Alcuni lo ritengono un personaggio mitico o un nom de Plume sotto il quale trovano dimora ricercatori di varie epoche.
Altri parlano di due Patanjali distinti, un grammatico, allievo di Pāṇini, ed uno Yogin maestro del maestro di Shankara Bhagavatpada.
Per i miei istruttori Patanjali, anzi Patañjali, che significa "Offerta Caduta dall'Alto" é il Nagaraja, il Re dei Naga, il serpentone che, dopo aver spiato da sotto le terga di Vishnu le danze di Shiva, decide di scendere sulla terra, nel ventre di una donna sterile, per insegnare lo Yoga agli uomini.

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Certo, tutto è possibile, ma la storia dell'incarnazione del serpentone, plausibilissima nel mondo del Sogno e dell'allegoria, riportata sul piano grossolano, se non si fa atto di fede, pare, per lo meno, stravagante.
Comunque, ed è un fatto, Patanjali è sempre associato al Serpente.
Di solito lo si rappresenta come un monaco buddista - cranio pelato, grandi orecchie, sorriso enigmatico - pieno di code e teste di serpente come Shakyamuni nel momento della realizzazione:


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Altre volte lo si trova rappresentato come un asceta freackettone, barbuto e capelluto, vagamente cristico:


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Sembra quasi che ognuno si costruisca il proprio Patanjali personale, così come negli Yoga Sutra, a seconda delle credenze e delle finalità, ognuno vede un po' ciò che più gli fa comodo.
Ma sarà esistito davvero Patanjali?
Tempo fa ho fatto una ricerca sui siti di alcune università indiane e degli Usa, ed ho trovato decine di documenti e studi assai interessanti.
A quanto ho capito il Patanjali storico sarebbe uno dei Mahasiddha della tradizione Shaiva Siddhanta.
L'aspetto serpentino sarebbe dovuto al fatto che era un danzatore, così sciolto e morbido da essere paragonato ad un rettile.
Così come Vyaghrapada (Piede di Tigre) suo compagno di viaggi e di avventure, veniva assimilato alla tigre per la sua attitudine al combattimento (era un lottatore).
Sembra quasi troppo semplice...
Ma vediamo la storia:
Qualche secolo prima di Cristo ( N.B.le date riportate nei documenti che ho consultato sono abbastanza ballerine, si va dal 3.000 al 250 a.C. secondo i Nath questo dipende dalla longevità assicurata dallo Yoga, ma può darsi che col tempo i nomi Patanjali, Vyaghrapada ecc. abbiano finito per simboleggiare determinati stati coscienziali, siano diventati, cioè dei nomi spirituali) un gruppo di ricercatori si riunì nella foresta di Chidambaram.
Erano astronomi, medici, danzatori, musicisti e marzialista.
Sotto la guida di un maestro chiamato Nandi autore dei mille libri del Kamashastra (probabilmente si trattava di una donna: Nandi, che significa GIOIA è un nome femminile. Solo in epoca recente qualcuno che non conosceva il sanscrito affibbiò il nome Nandi al Toro di Shiva: improbabile che sia stato un indiano! Sarebbe come se noi chiamassimo uno stallone "Letizia" o "Graziosa").
Dalle loro ricerche nacquero lo Hatha Yoga, il Kalaripayattu e la danza classica indiana.
Che strano.
A me avevano sempre detto che di Patanjali non si sapeva niente e invece l'unica cosa che non è sicura è l'anno di nascita (ma sapendo che è stato il maestro del maestro di Shankara Bhavagatpada che, a prescindere da cosa dice Wikipedia, ha fondato il Math di Kanci tra il secondo e il terzo secolo a.C. si può ragionevolmente supporre che sia stato un contemporaneo di Socrate e Lao Tzu).
Patanjali nacque a cavallo del 400 a.C nella città di Thiru-Gona-Malai, nell'attuale Sri Lanka.


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Oltre agli Yoga sutra ha scritto diversi altri testi, tutt'ora reperibili, come il Charana Shrungarahita Stotram dedicato al Nataraja.
Era uno Yogi tantrico, un maestro di danza ed un grande esperto di Ayurveda.
La sua tomba è conservata nel tempio di Brahmapureeswarar.


Di seguito trascrivo un brano di un testo di Tirumular (Tirumandiram) dove si parla della nascita del Natya Yoga LO YOGA DANZATO DA CUI DERIVA LO STILE DI DANZA CHIAMATO Bharata Natyam


Nandhi arul Petra Nadharai Naadinom
Nandhigal Nalvar Siva Yoga MaaMuni
Mandru thozhuda Patañjali Vyakramar
Endrivar Ennodu (Thirumular) Enmarumaame

traduzione inglese:
We sought the feet of the Lord who graced Nandikesvara
The Four Nandhis,
Sivayoga Muni, Patañjali, Vyaghrapada and I (Thirumoolar)
We were these eight.

Mi sembra chiaro che nel testo si parla di 8 allievi di Nandi: i quattro nandi, Shivayoga muni, Patanjali, Viaghrapada e Thirumular.




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Che Patanjali sia stato un alieno o l'incarnazione di un mitico serpente è ipotesi sicuramente interessante, ma, secondo me, è molto più affascinate pensare che facesse parte di un gruppo di "Ricercatori della Verità", persone in carne ed ossa che dedicarono la loro vita a studiare e sperimentare tecniche finalizzate alla felicità dell'essere umano.



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Cerco di riassumere i risultati delle mie ricerche:

IV -III secolo a. C.
Nel Tamil Nadu una "Yogini chiamata Nandi o Adinandinath mette su una scuola vicino all'attuale tempio di Shiva Nataraja, a Chidambaram.
I suoi principali allievi sono Sivayoga Muni, Patañjali, Vyaghrapada, Thirumular e "i quattro Nandhi (probabilmente i figli di Nandinath)
Parte dell'insegnamento si esprime danzando per cui lo yoga creato da quel gruppo (i maha Siddha fondatori Siddha Siddhantha ) inizialmente si chiama Natya Yoga, yoga danzato o yoga della danza.
Ognuno degli allievi sviluppa delle caratteristiche e dei poteri.
Vyagrapada (piede di tigre) così chiamato probabilmente per la forza e l'agilità, crea le arti marziali del sud dell'india tirumular si dedica ai mantra e alla poesia (anche se ha scritto un trattato sullo yoga simile in tutto e per tutto agli yoga sutra, Patanjali (paragonato ad un serpente per la qualità dei movimenti) alla danza e alla medicina, gli altri non so.....
A questo gruppo (soprattutto al guru Nandi divenuto così famoso da fornire il nome al veicolo di Shiva) si deve gran parte del kama shastra che nasce come descrizione degli insegnamenti di Shiva e Parvati agli esseri umani.
Le posizioni di base del kamasutra, scritto qualche secolo dopo, sono riprese dalle tecniche di quella scuola, e sono 64 come i quadrati del manduka Mandala e gli esagrammi, 8 varianti delle 8 maniere di congiungere FUOCO (Parvati) e LUNA (Shiva)Le basi delle tecniche tantriche dei nandinath erano la corrispondenza tra influssi planetari e sillabe dell'alfabeto e il desiderio come tecnica operativa per sviluppare l'energia da loro chiamata Virya dalla vitalità innata o Ojas.

NATYA YOGA-VIDEO

Ovviamente si tratta di una mia ipotesi, ma pensando che a qualcuno potrebbe venir voglia di verificare aggiungo un po' di bibliografia:
Jonardon Ganeri, Artha: Meaning, Oxford University Press 2006, 1.2, p. 12

S. Radhakrishnan, and C.A. Moore, (1957). A Source Book in Indian Philosophy. Princeton, New Jersey: Princeton University, ch. XIII, Yoga, p. 453

Gavin A. Flood, 1996

Mishra, Giridhar (1981). "प्रस्तावना [Introduction]" (in Sanskrit). अध्यात्मरामायणेऽपाणिनीयप्रयोगानां विमर्शः [Deliberation on non-Paninian usages in the Adhyatma Ramayana] (Ph.D.). Varanasi, India: Sampurnanand Sanskrit University. Retrieved May 21 2013.

Srimad Bhagavatam: Glossary of Sanskrit Terms
P.8 Shankaracharya by Prem Lata

The Yoga Sutras of Patanjali, ed. James Haughton Woods, 1914, p. xv

Patañjali; James Haughton Woods (transl.) (1914).
The Yoga Sutras of Patañjali. Published for Harvard University by Ginn & Co. p. 434

Mahābhāṣya, Joshi/Roodbergen: 1968, p. 68

The word and the world: India's contribution to the study of language (1990). Bimal Krishna Matilal. Oxford. ISBN 0-19-562515-3.

Romila Thapar, Interpreting Early India. Oxford University Press, 1992, p.63

Chryssides, George D. (1999-12-01). Exploring new religions. London: Cassell. pp. 293–301. ISBN 978-0-8264-5959-6.

Tirumantiram A Tamil scriptural Classic. By Tirumular. Tamil Text with English Translation and Notes, B. Natarajan. Madras, Sri Ramakrishna Math, 1991, p.12.

Vaiyapuripillai's History of Tamil Language and Literature (From the Beginning to 1000 A.D.), Madras, New Century Book House, 1988 (after the first edition of 1956), particularly footnote 1 on p.78.

pp.xxix-xxx in a Preface (entitled Explanatory remarks about the Śaiva Siddhānta and its treatment in modern secondary literature) to The Parākhyatantra. A Scripture of the Śaiva Siddhānta, Dominic Goodall, Pondicherry, French Institute of Pondicherry and Ecole française d'Extrême-Orient, 2004.

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Messaggioda mauro » 25 giugno 2014, 9:38

cosa faceta: balotelli mettiamolo da parte dopo la misera figura di ieri...
cosa seria: ma il serpente attorcigliato su cui vishnu e' steso non e' ananta shesha, principio causale, arrotolato perche' si devono ancora dischiudere i cicli temporali (rappresentati dalle sue spire) messi in moto dal sogno di vishnu?

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Messaggioda Paolo proietti » 25 giugno 2014, 11:33

mauro ha scritto:cosa faceta: balotelli mettiamolo da parte dopo la misera figura di ieri...
cosa seria: ma il serpente attorcigliato su cui vishnu e' steso non e' ananta shesha, principio causale, arrotolato perche' si devono ancora dischiudere i cicli temporali (rappresentati dalle sue spire) messi in moto dal sogno di vishnu?


Adi shesha o ananta shesha è un serpente dalle molte teste ed è il re dei naga.
i termini principio causale, cicli temporali ecc. derivano da interpretazioni di filosofi occidentali.
Il problema come sempre, secondo me ovviamente, è nel linguaggio.
Ciò che tu chiami sonno di vishnu in realtà è NIDRA che non è affatto il sonno, ma lo stato della creazione tra virgolette involontaria.
Guarda questa immagine:

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Vishnu ha gli occhi bene aperti, se dormisse li avrebbe chiusi, non trovi?
Una cosa che credo di aver imparato negli ultimi tempi è che a volte è meglio non prendere le immagini che noi chiamiamo simboliche per metafore o allegorie.
Se si disegna un serpente c'è qualche serpente di mezzo.
Se si disegna un pesce c'è qualche pesce di mezzo.
la lingua sanscrita è ricchissima, se Vyasa avesse voluto parlare di PRINCIPIO CAUSALE avrebbe scritto PRINCIPIO CAUSALE, se parla di SERPENTE vuol dire SERPENTE.
se svogliamo sviscerare il significato di certi simboli non dobbiamo chiederci, sempre secondo me ovviamente...., per esempio, "qual'è il significato del SERPENTE?" ma "Dove è il SERPENTE?".
Se si agisce in questa maniera le cose diventano assai più semplici.
tempo fa ho fatto la stessa cosa con il CIGNO, HAMSA.
Mi sono chiesto. "Dove è il CIGNO?"

Eccolo qua:

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Si estende per tutta la via Lattea, chiamata dagli indiani "Oceano di latte".

Per ciò che riguarda il Serpentone su cui siede Vishnu ecco qua:

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Come vedi Asclepio (vishnu?) il guaritore dal cui fianco destro esce l'elisir dell'immortalità (amrita) e dal fianco sinistro il veleno mortale, è seduto su di lui.
In alto vedi Orione (Shiva Nataraja in India).
Sopra (ma in questa figura non si vede, c'è la Nebulosa dell'Aquila (Garuda?).

Nell'India antica ogni divinità, simbolo, asana, metro poetico corrisponde ad una costellazione, un asterismo o una stella.
La cosa interessante è che loro, gli indiani antichi, lo dicono chiaramente nei Purana e nei vedanga, ma le menti dei nostri contemporanei sono troppo piene di speculazioni filosofiche per prendere sul serio gli insegnamenti degli antichi scienziati indiani.

Un sorriso,
P.
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Messaggioda mauro » 25 giugno 2014, 12:39

bello, grazie paolo. In effetti noi occidentali siamo molto attratti dai simboli arcani che richiamano in genere ad altro. Ne e' piena la tradizione antica, nonche' quella semitica. Tu dici dunque che le allegorie indiane sono semplicemente trascrizioni di costellazioni? E sia cosi'. Perche' questa dicotomia tra tradizione occidentale ed orientale?
Altra domanda. Mi sai dire che rappresenta allora il mito di brahma che nasce dal fiore di loto dal lungo stelo che fuoriesce dall ombelico di vishnu? Io ne avevo dato una interpretazione simbolica ma vorrei a questo punto leggere la tua.
Una precisazione: so bene che il sonno di vishnu non e' sonno tradizionale ma sonno yogico...

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Messaggioda mauro » 9 luglio 2014, 20:56

mauro ha scritto:bello, grazie paolo. In effetti noi occidentali siamo molto attratti dai simboli arcani che richiamano in genere ad altro. Ne e' piena la tradizione antica, nonche' quella semitica. Tu dici dunque che le allegorie indiane sono semplicemente trascrizioni di costellazioni? E sia cosi'. Perche' questa dicotomia tra tradizione occidentale ed orientale?
Altra domanda. Mi sai dire che rappresenta allora il mito di brahma che nasce dal fiore di loto dal lungo stelo che fuoriesce dall ombelico di vishnu? Io ne avevo dato una interpretazione simbolica ma vorrei a questo punto leggere la tua.
Una precisazione: so bene che il sonno di vishnu non e' sonno tradizionale ma sonno yogico...


Paoloooo mi rispondi qui???

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Messaggioda trasparente » 10 luglio 2014, 12:24

"DOVE" e "SIGNIFICA", sono [entrambi] di chi cerca.

Se tu dici via lattea per un pezzo è VIA, per l'altro LATTE.

Il serpente ha morso col suo veleno d'immortalità.


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