La via del sesso

tantra-yoga, vie dello yoga vecchie e nuove
AT
brahmana
brahmana
Messaggi: 2509
Iscritto il: 28 marzo 2005, 19:38

Messaggioda AT » 6 luglio 2013, 23:15

Paolo proietti ha scritto:[Di fatto innamorarsi delle teorie non serve a niente.
l'unica possibilità è la pratica.
Chiappe sul tappetino.
Il resto è masturbazione mentale.
Un sorriso,
p.

Ora ti riconosco! I tuoi cavalli di battaglia, le chiappe sul tappetino e le pippe mentali! E poi via con le semplificazioni e gli stravolgimenti, dando per il resto tutta la colpa ai gesuiti o agli inglesi.

Ventus
ksatriya
ksatriya
Messaggi: 402
Iscritto il: 9 gennaio 2010, 17:34

Messaggioda Ventus » 7 luglio 2013, 4:22

AT, aggiungo solo qualcosa rispetto al punto 2.
Non mi sono proprio accorto. Forse non ho seguito abbastanza thread.
Però è ben vero che lo stesso mondo che ha creato lo yoga e le Upanisad, che sono fra i più bei libri di filosofia/cosmogonia/religione/poesia/scienza del loro tempo e di tutti i tempi, quello stesso mondo ha creato anche cose meno belle. A partire dal sistema delle caste, legalmente superato ma socialmente perdurante, contro il quale nel corso dei millenni hanno lavorato troppo pochi indiani illuminati (ma tutto l’indianissimo Buddismo, per esempio). Addirittura, solo di recente ho letto che per secoli o millenni, se un appartenente a una casta non ammessa ascoltava, anche per caso, le Upanisad… veniva ucciso molto malamente.
Ed è sicuramente triste che libri tanto belli e che possono dare così tanto all’umanità possano essersi accompagnati a una tale incomprensione e tragedia. Purtroppo è accaduto in tante culture, anche nella nostra. Abbiamo avuto Leonardo, Leopardi, San Francesco, Goethe e anche il loro contrario, il Colosseo e i suoi “Giochi”, l’Inquisizione, i Lager... Poi la luce della Normandia…

Ventus
ksatriya
ksatriya
Messaggi: 402
Iscritto il: 9 gennaio 2010, 17:34

Messaggioda Ventus » 7 luglio 2013, 10:18

Qualche parola anche sul Punto 1.
Io non amo i dualismi, al contrario, mi piacciono i monismi: ogni Altro non può che provenire da uno Stesso. Però, che il Samkhia sia ateo mi sembra poco importante nella dinamica fondamentale, perché si sta guardando a una esperienza, mentre le porte restano aperte (o dovrebbero restare aperte) a quel che può accadere fuori dalla esperienza.
Il senso che, secondo me, potrebbe funzionare, è che se dei Purusa non si vede nulla, “dovrebbe” essere impossibile parlare di ateismo. Vederlo sarebbe Prakrti.
Che il Samkhia si consideri ateo, può essere il portato di una cultura tradizionale, niente altro che Prakrti. E loro dovrebbero, o avrebbero dovuto, accorgersene.
Ma mi accorgo che probabilmente sto forzando il Samkhia. Del resto a me interessa il cammino e non i nomi dei sistemi che ci si mettono accanto (magari usati da antichi maestri per essere più chiari e farsi capire da allievi abituati al Samkhia).

Lo stesso yoga di Yoga Sutra e dei commentatori Taimni (moderno) e Vyasa (più antico) forza il sistema del Samkhia, al quale tuttavia anche si appoggia. Per questo il Purusa vi è trattato in modo poco tradizionale e vi compare anche Isvara.

Ma questo mi sembra il bello delle discipline nate da vere “menti pensanti”, fatte a posteriori e durante, ossia dopo e durante un cammino, e con l’intento di facilitarlo anche ad altri e andare avanti. Non il contrario, con discipline nate da menti bloccate, con intenti poco chiari e generalmente senza alcun cammino, con l’intento di bloccare anche altri e di fermarsi allo status quo. Come accade in ogni cultura nella “quotidianità media” della semplice “funzione domenicale”.

Ogni dualismo è chiuso nei suoi limiti. Se se ne accorge, non può che uscirne, e allora inizia a percorrere un monismo nelle sue tante varianti (trenino con binari ancora separati oppure con binari saldati, e poi binario lungo, binario corto, oppure nuvola con goccia lunga, goccia corta, oppure nuvola intorno…).
Purtroppo fra gli appartenenti a una tradizione questo accade assai raramente. Si preferisce, per lo più, pensare ad altro. E gli basta “la funzione” della domenica, ma ben distrattamente, sicché poi a volte non sanno cosa sia la Comunione.

Per fortuna però ci sono menti illuminate che vivono e pensano questi dinamismi meglio che possono. E allora ecco che Vivekananda o Dogen e tanti altri maestri potrebbero dire: “Dharma Megha”/“nuvola di Dharma” oppure “Paradiso”/“Creazione intorno”… in fondo sono lo stesso.

In ogni caso, a volte mi sembra come se la “polvere” del vivente volesse mettersi a sindacare se il vento del Creatore ha le caratteristiche dei suoi (della polvere) libricini oppure no. Senza accorgersi che le pagine, incredibilmente, durano, perdurano, si inoltrano assieme al lettore nel futuro continuamente offerto. O ne provengono, in una continuità che dovrebbe essere sorprendente.

Paolo proietti
brahmana
brahmana
Messaggi: 5599
Iscritto il: 8 maggio 2005, 20:58
Località: Padova
Contatta:

LA VIA DEL SESSO - Quarta parte

Messaggioda Paolo proietti » 3 agosto 2013, 10:12

La Grazia, nel tantrismo, viene avvertita come una "carezza divina". In pratica si percepisce un formicolio o vibrazione sottopelle. Una vibrazione che diviene sempre più profonda e sottile man mano che, tramite gli asana e la pratica della meditazione si sciolgono i blocchi psicofisici. Le zone più sensibili sono clitoride e glande collegati direttamente ai cakra superiori mediante il canale energetico chiamato vajra nadi.
Immagine

Quando nel rapporto sessuale, la stimolazione di clitoride e glande diviene fastidiosa o dolorosa, come accade spesso dopo l'orgasmo, significa che l'energia del desiderio (che è sempre e comunque kundalini) è risalita fino al cakra dell'ombelico per poi ridiscendere alla zona genitale. Questo è, per così dire, il percorso ordinario, naturale, di Kundalini. Ogni volta che i sensi "ENTRANO IN EFFERVESCENZA", a causa dell'eccitazione, non solo sessuale, Kundalini viene risvegliata, ma se il corpo non è addestrato mediante la pratica Yoga, la dea in forma di serpente tende a ridiscendere verso il basso e a riassopirsi. Lo scopo degli esercizi psicofisici tantrici non è tanto quello di ridestare la "Dea " (presente come energia potenziale in tutti gli elementi della materia), ma di sciogliere i nodi (Granthi) che ne impediscono la “risalita”. Il primo nodo o blocco è detto Brahma Granthi e viene, spesso, localizzato proprio nella zona del glande (negli uomini) e del clitoride (nelle donne). Teoricamente è il nodo delle energie fisiche, riferito alla lettera A dell'AUM e alla coscienza di veglia. Anatomicamente corrisponde alla zona compresa tra l'ombelico e il pavimento pelvico. Per lo Hatha Yoga è il nodo che lega i primi tre cakra.
Immagine
A propositi di cakra: su internet e sulla miriadi di libri in commercio si legge di tutto e di più e, spesso, ho l'idea che chi ne scrive, purtroppo, non abbia la più pallida idea di cosa siano e di quale sia la loro funzione nelle pratiche yogiche. La balla più comune riguarda la cosiddetta CHIUSURA dei cakra. Si fanno addirittura dei corsi in cui si insegna ad APRIRLI nei modi più bizzarri. IN REALTA' SE I CAKRA NON FOSSERO APERTI SAREMMO DEI CADAVERI.
Un'altra credenza fantasiosa riguarda l'appartenenza dei cakra ad una qualche dimensione superiore, ad una realtà parallela o alla sfera metafisica: ciò che chiamiamo corpo, nello Yoga, è l'insieme di CORPO (materia cioè carne, ossa, sangue ecc.), PAROLA (processi fisiologici ovvero respirazione, digestione ecc.), MENTE (capacità di pensare, percepire, elaborare le percezioni ecc. ) se sostituiamo a Corpo/Parola/Mente le parole Materia, Energia e Coscienza riconosceremo questa triplice partizione in tutte le cose esistenti, dall'universo alla singola cellula.
La cosiddetta illuminazione consiste nella comprensione/realizzazione dell'identità fondamentale tra materia, energia e coscienza, percepite come un unico flusso o Potenza che nel tantrismo è detto kundalini, o Shakti o Dea.
Immagine
In altre parole per lo yoga non c'è nessuna differenza sostanziale tra sfera fisica, psichica o mentale: ogni simbolo, pensiero o emozione ha una sua corrispondenza visibile e tangibile. I cakra sono una realtà fisica, e sono localizzati nel corpo con estrema precisione. Ogni centro dista dal successivo e dal precedente 12 dita, tre palmi sovrapposti.

A partire dal primo, corrispondente al perineo, ad una distanza corrispondente a tre palmi sovrapposti troviamo la base dei genitali, poi l'ombelico, quindi, il cuore, la gola, il punto tra le sopracciglia, la fontanella.

Ogni cakra è formato da un centro (pericarpo) individuabile con il canale centrale della colonna vertebrale una serie di canali (nadi) rappresentati come petali, ma che in realtà sono dei tubicini nei quali scorrono energie a diverse frequenze, indicate dalle diverse sillabe dell'alfabeto sanscrito, ed un certo numero di raggi (Marici o radianze).
In totale avremo, escludendo il cakra della fontanella, 50 petali (nadi fondamentali) e 360 raggi corrispondenti ai 360° dell'eclittica (la sfera immaginaria sulla quale sono disposte le stelle fisse), come a dire che il sistema solare e l'universo interno, sono riflessi all'interno del corpo.
Immagine
Nei petali (nadi) di sinistra scorre l'insieme di energie dette LUNARI (kundalini di Luna) e in quella di destra le energie dette SOLARI (kundalini di sole).

La vita dell'essere umano è scandita dai ritmi di queste energie così come la vita della terra è scandita dall'alternarsi dei cicli di sole e luna. L'ascesa di kundalini consiste nell'unificarsi delle energie solari e lunari in un unico flusso (kundalini di fuoco) che scorre sulla via mediana (sushumna) anziché nelle nadi laterali.
Immagine
Per cominciare a comprendere le tecniche sessuali tantriche occorre considerare la circolazione delle energie sottili per quello che è: un processo fisico.
Iil corpo umano è un recipiente, un vaso, nel quale circola l'energia. Ci sono dieci orifizi, o meglio dieci valvole, attraverso le quali il flusso di energia penetra all'interno o esce all'esterno. Nove sono i “buchi “del corpo: due occhi, due orecchie, due narici, la bocca, l'ano e il sesso. La decima valvola, spesso definita porta segreta, ha la funzione di mettere in collegamento la testa con il bacino attraverso la cosiddetta “VIA MEDIANA”.
Di solito questa valvola resta chiusa fino al momento della morte, quando i soffi vitali si dirigono verso l'alto, verso la fontanella o porta di Brahma, ma con lo hatha yoga si lavora per aprire la “porta segreta” prima del decesso, in modo da far risalire le energie vitali alla fontanella (nel caso degli uomini, le donne invece devono richiamarle al cuore).
Il secondo passo sarà quello di stabilizzare le energie, di farle"sentire a casa" per impedir loro di ridiscendere.
Infine le si condurranno volontariamente verso il basso.

In questa ridiscesa volontaria, nella quale si ripete il processo creativo che ha dato origine al nostro corpo, si assiste ad una vera e propria seconda nascita legata, secondo i testi tantrici, alla trasformazione del corpo fisico, alla rigenerazione delle cellule, all'insorgere di poteri psichici ecc. ecc.
Immagine

Tra gli strumenti a disposizione dello yogin le tecniche sessuali sono il più potente e, insieme alle droghe, il più pericoloso.

Il desiderio sessuale, cui è collegata la possibilità di perpetuare la vita umana sulla terra, è energia creativa allo stato puro. Se si vuole utilizzare questa Potenza per aprire la porta segreta (la via mediana) occorre maneggiarla con estrema cautela.
***
Immaginiamo che il ventre e il bacino siano una pentola a pressione piena d'acqua. Il desiderio sessuale è la scintilla con cui accendo il gas. Le carezze, i baci, lo sfregamento dei corpi e, in seguito, i movimenti sempre più rapidi della penetrazione sono il fuoco che aumenta la temperatura e, quindi, accelera il movimento delle molecole d'acqua nella pentole. Più sale la temperatura e più aumenta la turbolenza delle molecole d'acqua che trasformandosi in vapore aumentano la pressione interna della pentola.
Immagine

Quando la pressione è troppa si apre la valvola sul coperchio ("valvola di esercizio") e, accompagnata da un suono acuto, esce una colonna di vapore. Nella nostra banale metafora l'emissione del vapore corrisponde all'emissione dello sperma, ovvero alla conclusione del rapporto e alla fine del desiderio. Se la valvola posta sul coperchio della pentola a pressione fosse otturata la pentola si trasformerebbe in una bomba. E' per questo che i costruttori hanno inserito una valvola di sicurezza, un diaframma che esplode quando la pressione interna diviene eccessiva.
Anche nel corpo maschile, per il tantra, ci sono due valvole, poste alla base del pene. La prima, corrispondente ai primi tre petali dello svadhistana cakra, si apre per far uscire lo sperma quando, durante il rapporto sessuale, la temperatura interna supera i 39° (è divertente notare che all'interno di questi tre petali sono iscritte le sillabe BA, BHA e MA combinando le quali si ottengono le parole sanscrite corrispondenti a babbo e a mamma).
Immagine
La seconda valvola è invece rappresentata dagli ultimi tre petali dello svadhistana cakra, contrassegnati dalle sillabe YAM, RAM e LAM, ovvero i bija mantra dei cakra del cuore, dell'ombelico e del perineo, posti sul canale mediano. Alcuni ritengono che per aprire la “valvola di sicurezza” sia sufficiente arrestare meccanicamente il flusso di sperma, strizzando la base del pene o il perineo, o raffreddando i testicoli con del ghiaccio, in realtà ciò che deve risalire nel canale mediano non è lo sperma, ma la vibrazione del desiderio. Gli unici effetti che si possono ottenere arrestando meccanicamente l'emissione di sperma sono dei danni alla prostata ed una vaga sensazione di forza e potenza dovuta in gran parte a fattori psicologici e, in minima parte, all'eccesso di testosterone in circolazione nel corpo.

Immagine

Il lavoro necessario per aprire la “porta segreta” è molto più sottile e delicato di quanto si possa pensare. La dinamica eccitazione - penetrazione - emissione di sperma corrisponde ad un processo fisiologico, naturale, finalizzato al mantenimento della specie umana. Le pratiche sessuali tantriche si basano invece sull'inversione del processo naturale e la conoscenza necessaria per attuare questa “'inversione dell'acqua e del fuoco” non è cosa che si possa imparare in poco tempo affidandosi a letture approssimative o all'istinto.

L'uomo e la donna sono dotati di caratteristiche opposte e complementari. I canali sottili (nadi)dell'uomo sono stretti e rigidi e la maggior parte dell'energia che vi circola, che possiamo definire OJAS (termine che si può tradurre con vitalità o forza) tende naturalmente verso l'esterno. I canali sottili della donna sono invece morbidi ed ampi e l'energia che vi circola e che possiamo definire genericamente PRANA, tende all'interiorizzazione.
Immagine
Per cercare di capire cosa significhi possiamo provare ad osservare l'istintivo armonizzarsi dei respiri e dei gemiti durante il rapporto sessuale: l'uomo tende ad inspirare quando il pene esce dalla vagina e ad espirare ed emettere suoni nella fase di penetrazione. La donna, all'inverso, espira e geme, in linea di massima, nella fase di “vuoto”. Se si considera la respirazione come una modalità di comunicazione la fase inspiratoria corrisponderà all'ASCOLTO e la fase espiratoria all'ESPRESSIONE.

L'uomo esprime la propria interiorità, ovvero conduce le energie dal centro all'esterno, durante le fasi di pieno (penetrazione).
La donna all'inverso esprime la propria interiorità durante le fasi di vuoto.


Chi volesse addentrarsi nella via del tantrismo sessuale dovrebbe innanzitutto dedicarsi all'osservazione di questa tendenza, opposta e complementare, e all'analisi delle sue implicazioni , sia filosofiche che fisiche.




4 - Continua.......
Il Manzo non Esiste

Paolo proietti
brahmana
brahmana
Messaggi: 5599
Iscritto il: 8 maggio 2005, 20:58
Località: Padova
Contatta:

Il cakra segreto del cuore

Messaggioda Paolo proietti » 11 agosto 2013, 18:15

Come si è detto in precedenza
"L'uomo e la donna sono dotati di caratteristiche opposte e complementari. I canali sottili (nadi) dell'uomo sono stretti e rigidi e la maggior parte dell'energia che vi circola, che possiamo definire OJAS (termine che si può tradurre con vitalità o forza) tende naturalmente verso l'esterno. I canali sottili della donna sono invece morbidi ed ampi e l'energia che vi circola e che possiamo definire genericamente PRANA, tende all'interiorizzazione."

Immagine
In ragione della diversa direzione e qualità della circolazione energetica, la donna ha più facilmente accesso al cakra del cuore, detto hṛdaya (centro, cuore, mente) cakra.
Hṛdaya non va confuso con il centro detto anāhata cakra!
Si tratta di due cakra diversi, collocati in zone diverse del corpo.

Anāhata cakra è un "loto" a dodici petali rossi posto sull'asse della colonna vertebrale, al centro del quale troviamo il suono seme dell'aria, यं yaṃ, mentre nei petali sono inscritte, in senso orario, le cinque consonanti gutturali dell'alfabeto sanscrito, le cinque palatali e le prime due retroflesse, ovvero:

क ka ख kha ग ga घ gha ङ ṅa च ca छ cha ज ja झ jha ञ ña ट ṭa ठ ṭha
Immagine

Hṛdaya o hrit cakra è invece un fiore di loto ad 8 petali posto al centro del torace, sopra il diaframma.

Immagine

Hrit cakra è il centro dell'Essere, ma potrebbe anche essere definito "MANDALA DELLE PERFEZIONI E DELLE PERVERSIONI". I suoi colori sono l'oro (kundalini di sole) il bianco (kundalini di luna) e il rosso (kundalini di fuoco) ad indicare che è il luogo in cui si riuniscono le correnti energetiche, e i suoi petali corrispondono alle 8 direzioni dello spazio, agli 8 poteri psichici, o siddhi maggiori, e alle 8 vṛtti (parola che significa modificazione, specializzazione, ruolo) legate alla sfera sessuale.
Immagine
Per praticare il tantra occorre pensare come un tantrico. I siddha e i nath non ragionavano (non ragionano...) come noi e avvicinarsi alle tecniche sessuali con le nostre strutture mentali e la nostra "tecnica del pensiero" può essere causa di dolore e sofferenza per noi e per i nostri cari. Innanzitutto il punto di vista tantrico non è duale. Non c'è traccia della dicotomia maschile/femminile o luce/ombra o bene/male che caratterizza il pensiero occidentale. L'energia che tutto muove è UNA e si esprime attraverso una triade di potenze rappresentate da FUOCO ( śakti), SOLE ( kāma e la sua sposa) e LUNA (śiva). In secondo luogo il GODIMENTO è uno dei principi fondamentali dell'esistenza: non c'è spazio per i sensi di colpa. Ogni fenomeno, per raggiungere la dignità dell'esistere, deve essere caratterizzato da ESISTENZA ( asti che significa "è"), COSCIENZA (bhāti che significa "splendore", "apparenza", "luce interiore") e PIACERE (priya che significa "piaciuto", "goduto", "desiderabile").
Se non c'è possibilità di godere di un oggetto non c'è necessità della sua esistenza.
Tutto nasce dal desiderio, nel Tantra, ovvero dalla tensione verso il godimento, ma se il desiderio divino è puro, libero da attaccamento (al centro del mandala del cakra del cuore c'è vairāgya inteso come divino distacco), nell'essere umano rischia di "sporcarsi" a causa delle inclinazioni individuali e delle consuetudini sociali. Queste sporcature (vṛtti) coincidono con le 8 direzioni dello spazio e rappresentano (sono) un allontanamento dal centro, dalla vera essenza, dal CUORE.
Nel mandala del cuore (che si legge da Est in senso orario: in India "DAVANTI" è Est e "DIETRO" è Ovest) avremo:
EST = atteggiamenti virtuosi, come la fedeltà coniugale ecc.
SUD-EST = sonno e pigrizia, mancanza di interesse per il piacere e mancanza di vitalità.
SUD = crudeltà, il provare piacere nell'osservare e nel provocare la sofferenza altrui.
SUD OVEST= degenerazione del desiderio - lussuria-atteggiamenti peccaminosi. Buddha Shakyamuni a questo proposito parla di incesto, pedofilia, stupro, dell'avere rapporti sessuali con persone in stato di schiavitù e prigionia, del sedurre persone in procinto di sposarsi ecc. ecc.
OVEST= cattiveria, ovvero il nutrire nei confronti del partner sessuale sentimenti di odio, invidia, disprezzo ecc. che possono degenerare in perversioni di vario genere.
NORD-OVEST = azione, ovvero il muoversi alla ricerca del piacere sessuale.
NORD = ottenimento del piacere, ovvero il ritenersi soddisfatti dopo il rapporto sessuale (rati)
NORD-EST = possesso, ovvero la volontà di possedere fisicamente la persona amata.
Le vṛtti vanno intese come semi che la forza del desiderio può far germogliare e crescere, fino a renderle elementi fondamentali della personalità dell'individuo, e sono sempre e comunque ostacoli alla realizzazione.
Immagine
Riflettere sui significati degli 8 petali di hrit cakra è un esercizio interessante. Anzi credo che sia un passo fondamentale verso la comprensione degli insegnamenti tantrici. Non si tratta di un esercizio facile: che le tendenze alla crudeltà, al sadomasochismo o alla pedofilia possano, ad esempio, essere considerate degli ostacoli alla realizzazione è cosa abbastanza comprensibile, ma con la fedeltà coniugale e la soddisfazione sessuale, ad esempio, come la mettiamo? Come si fa a considerare il sadomasochismo alla stregua della monogomia?
Immagine
La forza del desiderio è pura, innocente e amorale come gli elementi fondamentali della natura. L'acqua che disseta è la stessa che devasta le città e le campagne così come la fiamma che rallegra il focolare è la stessa che distrugge le mura della casa.
Le infinite potenzialità creative del desiderio possono trasformarsi facilmente in energie distruttive e la causa della loro degenerazione è la mente, o meglio, la pretesa di sostituire alle leggi della natura le abitudini, le norme, le credenze create dalla mente umana.
Ai fini della comprensione del tantra può essere utile analizzare con attenzione le vṛtti corrispondenti, nel mandala del cuore, a direzioni contrapposte:
La pigrizia, la mancanza di vitalità sessuale (SUD-EST), ad esempio, è uguale e contraria alla ricerca del piacere sessuale (NORD-OVEST), mentre la fedeltà coniugale (EST) è invece uguale e contraria alla cattiveria/perversione (OVEST).
Se capiamo i motivi di queste contrapposizioni forse possiamo intuire la logica costitutiva del mandala:
Immagine
1) la scarsa vitalità sessuale è considerata un ostacolo insormontabile nel tantra, e questo è abbastanza logico, ma perchè paragonarla alla ricerca della soddisfazione sessuale?
Risponderò con un'altra domanda: perché qualcuno sente il bisogno di dedicare la propria esistenza alla ricerca del piacere?
Il piacere per il Tantra è insito nell'esistenza stessa, è una delle caratteristiche fondamentali dello stato naturale (sahaja) dell'Uomo. Ricercare il piacere in luoghi e persone sempre diverse significa essere incapaci di godere dell' esistenza e credere che la forza del desiderio sia un qualcosa di altro da sé. Ecco perchè lo scarso appetito sessuale e la frenetica ricerca di partner diversi (ad esempio) sono entrambi da considerare sintomi della carenza della qualità fondamentale dello yogin tantrico: la "virilità".(N.B. facciamo attenzione che la parola sanscrita è vīryā che significa vigore sessuale, la traduzione virilità, comunemente accettata può far pensare ad una qualità prettamente maschile, mentre nel tantrismo non si fa alcuna differenza di genere.)
2) la fedeltà coniugale intesa come il continuo rinnovarsi del desiderio in un rapporto di coppia non è certo cosa negativa, nè é un'ostacolo alla realizzazione, anzi, i siddha come Goraksha e gli Yogin tibetani, i togdenma, ad esempio, fanno coppia fissa con una yogini e i figli nati dalle loro pratiche tantriche sono considerati degli esseri speciali, degli yoghinibhu. Ma se viene imposta (o autoimposta) dalle leggi, dalle consuetudini, dalle regole religiose può portare alla repressione più o meno volontaria, del desiderio sessuale, e reprimere il desiderio causa disastri. Può sembrare strano, ma anche la volontà di mantenere unita una coppia può portare alla perversione. Per praticare il tantrismo occorre svincolarsi da ogni genere di pregiudizio, morale ed estetico, alla ricerca dell'innocenza originaria.
Teoricamente ogni pratica che provoca "l'effervescenza dei sensi", può trasformarsi in una "tecnica operativa". L'orgia, l'uso di droghe o la visione di un tramonto per un tantrico sono strumenti con la medesima funzione e la medesima "dignità", ma per essere in grado di utilizzare lo tecnica operativa "orgia" o la tecnica operativa "droga" occorre essere veramente liberi dai condizionamenti, dai vincoli, dai pregiudizi. In caso contrario lo strumento di liberazione si trasformerà automaticamente in strumento di dannazione.
Facciamo adesso l'esempio di una coppia di lunga data, in crisi per il calo del desiderio ( calo fisiologico direbbero i sessuologhi) che per risvegliare il fuoco sopito comincia ad usare dei sex toys, ad assumerei stimolanti chimici, a frequentare locali per scambisti ecc. ecc. e supponiamo (breve parentesi per eliminare ogni dubbio di eventuali pregiudizi morali ed estetici: a me personalmente, se uno/a prova piacere a farsi legare con delle funi e cospargere di sterco di capra non fa nè caldo né freddo e ritengo che tra adulti consenzienti ogni pratica che non provochi danni fisici a sé e agli altri sia lecita) che la "terapia" abbia successo e che i due si ritrovino felici e soddisfatti. Il matrimonio è salvo, ma le pratiche sessuali che hanno permesso di salvarlo non hanno niente a che vedere con lo Yoga e il tantra.
Le tecniche sessuali tantriche si basano, in fin dei conti, sull'alternarsi delle fasi di "assorbimento" (quando, espirando, l'uomo si fa assorbire dalla donna e la donna si fa assorbire dall'Universo) e di "emergenza" (quando, inspirando, l'uomo osserva la donna dall'esterno e la donna ascolta l'uomo dall'interno) che porta ad uno stato non ordinario di coscienza in cui tutte le percezioni vengono unificate nel tatto. Solo così si è in grado di percepire la CAREZZA DIVINA (kundalini) e di indirizzarla nel canale mediano del corpo.
La ricerca e l'uso di oggetti, sostanze chimiche, situazioni "piccanti" allo scopo di rinnovare il desiderio rischia di mettere in secondo piano il partner rendendo protagonista del rapporto l'oggetto, la sostanza chimica o la situazione piccante e risvegliando il principale nemico della pratica tantrica: la mente immaginativa.
Immagine
Se la visione della mia partner mascherata da wonder woman mi eccita e porta ad un rapporto sessuale soddisfacente per entrambi, sicuramente non faccio niente di male, anzi. però sottomettettendo il desiderio ad una fantasia, non solo corro il rischio di aver bisogno, in seguito, di sempre nuovi stimoli per eccitarmi, ma perdo il rapporto con la verità del corpo.
Nella nostra società c'è una specie di mitizzazione della fantasia, vista come positiva capacità creativa. Per ciò che riguarda il sesso poi la fantasia erotica è considerata quasi una necessatà vitale.
Nel sesso tantrico non c'è spazio per la fantasia. e nemmeno per i sex toys. L'attenzione deve essere rivolta al corpo del partner, al suo respiro, al battito del suo cuore, ai gemiti che insorgono. Bisogna utilizzare la visualizzazione, magari, la vista interiore, ma mai la fantasia.
Immagine
Il Tantra è la forma più alta di devozione.
Non si rende omaggio ad una divinità lontana, che ci guarda dall'alto di un paradiso inaccessibile, ma stringiamo le sue mani, anneghiamo nei suoi occhi, sfioriamo le sue labbra sin quando non diventano le nostre mani, i nostri occhi, le nostre labbra: Sa'Ham, io sono Lei.
Lo yogin tantrico guarda alla yogini con venerazione. Il sesso deve essere un rito sacro e le grida degli amanti una preghiera. Ogni volta che un elemento esterno, un pensiero, un gesto inutilmente violento, minano la sacralità del rapporto, trasformando uno dei due in un oggetto sessuale, si perde l'opportunità di entrare nella Città di Dio.
Immagine



- continua.....
Il Manzo non Esiste


Torna a “Tantra e altre vie”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite