Origine dei chakra

tantra-yoga, vie dello yoga vecchie e nuove
Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 6 giugno 2013, 0:39

ah ah, che c'è da realizzare?
yeshe comunque mi sorride spesso, e canta...om ah Hum vajra guru jnana sagara ha ri ni sa siddhi hum
un sorriso,
P.
Il Manzo non Esiste

Indra
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Messaggioda Indra » 6 giugno 2013, 7:30

..
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Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 6 giugno 2013, 8:10

Cero che racconta favole! Pet esempio ha ri ni sa è bellissima..
Il Manzo non Esiste

Ventus
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Messaggioda Ventus » 6 giugno 2013, 11:23

Paolo proietti ha scritto:Cero che racconta favole! Pet esempio ha ri ni sa è bellissima..



Paolo hai detto bene.
Da quel che ho letto, in Anuttarayogatantra si inizia con i Tantra Paterni, (la pratica è la visualizzazione del Mandala, del mondo, come interno al praticante, fase detta creazione. Collegata all’aspetto Upaya, il metodo, la compassione, ossia l’aspetto di chiarezza, maschile-lunare, che possiamo intendere come l’Assoluto che ora si fa tangibile… il corpo).

Poi ci sono i Tantra Materni (la pratica è i Sei Yoga di Naropa, in cui si fa lo stesso ma perfezionando la pratica precedente a livello di energie, prana, nadi, ecc. ma possiamo dire anche e-mozioni… e questo è collegato all’aspetto Prajna, energia, saggezza, femminile-solare, ossia l’aspetto di vacuità, che possiamo intendere anche come familiarità con l’Assoluto… la nutrizione).

Poi ci sono i Tantra non duali (qui la pratica è l’integrazione di tutto in una “unione” che ormai è, si intravede, traluce, una “stessità” soggetto-oggetto, dentro-fuori, lunare-solare, maschile-femminile. Ne hai già parlato più volte in vari modi. E’ la visione di Mahamudra, Grande Simbolo, Ermeneutica, oppure Dzogchen, Grande Perfezione, che possiamo intendere come rilassarsi nella contemplazione, non correggere, magari darsi da fare… Ci si può aiutare con l’introduzione diretta allo stato naturale con la famosa sillaba Phat, che il praticante può dirsi anche da solo, per poter vedere, immediatamente dopo, “come dietro la poppa di una nave” dice il Dalai Lama, lo stato naturale, che potremmo dire di non-Vitarka/ragionamenti ecc. Che Pico De Paperis chiamerebbe “quisquilie, sebbene importanti a loro modo”… aiutare).

Lo zazen è già samadhi di fruizione, Dzogchen è già Chiara Luce (ogni intendimento, ogni presenza reale o concettuale). E così pure Mahamudra, e ogni esperienza fenomenologica o ermeneutica consapevole. Yoga, Zen e Filosofia delle nostre università danno già insegnamenti puri e completi.

Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 12 giugno 2013, 11:44

Il dio śiva è la luna.
Per anni ho avuto sotto il naso le immagini che lo ritraggono con la pelle bluastra e lo spicchio argentato in testa senza rendermene conto.
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Tutta l'iconografia legata a śiva è "lunare": gli zampilla acqua dalla testa (un riferimento alle maree, probabilmente) vive trai ghiacci (la luce lunare non riscalda) e quando non balla o medita, giace cadavere, bianco come la neve, sotto la sua sposa (il FUOCO!) che cerca di rianimarlo.
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Per noi occidentali la luna è l'archetipo della femminilità, così come il sole lo è della virilità, e questa "credenza" è così connaturata al nostro pensare da renderci impossibile la completa comprensione della simbologia indiana e, secondo me, cinese. Da un punto di vista filosofico, in fondo, la cosa ha una importanza relativa, ma quando si lavora con lo yoga, con il qi gong, e in genere con le "energie sottili", facendo riferimento a testi e tavole anatomiche orientali di mille o duemila anni fa, il discorso cambia radicalmente.
I principi fondamentali dello Yoga sono tre: FUOCO, SOLE, LUNA e non sono connotati in maniera femminile o maschile.
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A quanto si legge nella maggior parte dei testi, le tre canali energetici(nadi) principali del corpo umano sono:
इडा iḍā canale "lunare", nella parte sinistra del corpo, in cui scorre energia fresca color bianco argento
पिङ्गल piṅgala canale "solare" , nella parte destra del corpo, in cui scorre energia calda color rosso bruno.
सुषुम्णा suṣumṇā canale centrale, corrispondente al fuoco, in cui scorre energia giallo oro (e o l'insieme delle tre energie.
La maggior parte delle tecniche terapeutiche che oggi definiamo olistiche e il lavoro sul corpo derivante dagli studi junghiani e dalla bioenergetica, si fonda sul riequilibro delle due parti dell'essere umano che vengono fatte corrispondere a MASCHILE e FEMMINILE. Ed esistono migliaia e migliaia di schemi basati sulla concezione duale dell'essere umano, tipo:
DESTRA - MASCHIO
SOLE
ATTIVITA'
PADRE
COLTELLO
LINEA RETTA
.............
SINISTRA - FEMMINA
LUNA
PASSIVITA'
MADRE
CUCCHIAIO
LINEA CURVA

Probabilmente sono anche utili, probabilmente sono fondati su esperienze e studi accurati, ma di certo non hanno niente a che vedere con lo YOGA. Per cominciare, se volessimo utilizzare la nostra ottica duale, i canali "laterali" avrebbero esattamente il significato contrario: इडा iḍā è il canale di sinistra e l'energia che vi scorre è bianca come lo sperma maschile, पिङ्गल piṅgala è invece il canale di destra e l'energia è rossa come il sangue mestruale (almeno nella maggior parte dei testi),
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per cui dovremmo dire, contrariamente a ciò che si pensa e dice comunemente, che il lato destro, collegato all'emisfero celebrale sinistro (il cervello "ingegnere") è la PARTE FEMMINILE, ATTIVA. e il lato sinistro, collegato all'emisfero celebrale destro (il cervello "poeta") è invece la PARTE MASCHILE, PASSIVA. Ma anche questa interpretazione, più in linea con i testi di yoga, si basa sulla contrapposizione tra generi.
Le tre energie che circolano nelle nadi principali rappresentano:
śiva - canale di sinistra, LUNA,
śakti - canale centrale, FUOCO,
kāma - canale di destra, SOLE.
Questa diversa concezione dell'universo e del corpo può avere degli effetti assai interessanti nella pratica dello yoga.
C'è da dire che in alcuni testi alle nadi sono attribuite diverse qualità (piṅgala ad esempio significa anche "fuoco" e "giallo") e che i loro percorsi variano a seconda delle interpretazioni delle diverse scuole (a volte anzichè salire in linea retta le due nadi laterali si incrociano in corrispondenza dei plessi energetici), ma questo, per adesso, non è essenziale.
La cosa da mettere in evidenza è che le tre nadi principali, riferite a LUNA, FUOCO e SOLE, danno una connotazione, un carattere ai vari organi del corpo, alle altre nadi, ai cakra e ai singoli petali dei cakra, e che questa connotazione non ha niente a che vedere con il dualismo MASCHILE-FEMMINILE o LUCE-OMBRA. Dice uno dei testi più famosi dello Yoga (hathayoga pradīpikā, 17-18 ):
"Sole e luna regolano il tempo in forma di giorno e di notte. suṣumṇā nadi divora il tempo. Vi ho rivelato il segreto più profondo: l'importanza suprema di suṣumṇā. In questo corpo ci sono 72.000 nadi. Tra questi suṣumṇā è la consorte di śiva. Tutto il resto è privo di significato".
Suṣumṇā, FUOCO, sarebbe quindi durga la consorte di śiva LUNA, (cosa assai plausibile visto che il significato letterale della parola Suṣumṇa è "naturalmente molto graziosa") e mentre LUNA e SOLE creano il tempo, LEI LO DIVORA.
Cerchiamo di capirci qualcosa: sicuramente i petali dei cakra indicano le nadi più importanti del corpo e le sillabe che sono iscritte nei petali indicano la frequenza delle vibrazioni di quelle specifiche nadi, ma quelle vibrazioni sono tutte "FIGLIE DEL FUOCO", inteso come śakti, anzi ne sono "porzioni", kalā in sanscrito, una parola che secondo me può svelarci alcuni misteri, veri o presunti, che riguardano la circolazione delle energie del corpo secondo lo yoga.
Lo śiva che giace cadavere sotto i piedi della Dea è detto niṣkala parola che significa sia "privo di parti" che "impotente, incapace di produrre sperma"
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Quando si risveglia è invece sakala che significa sia "intero" che "suono, vibrazione"
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Se śiva è la LUNA ciò che gli dà vita, cioè movimento, sono le kalā ovvero le fasi della luna che corrispondono alle 16 nitya e alle 16 sillabe iscritte nei petali del cakra della gola
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Se consideriamo il "percorso" del mese lunare, dalla luna nera alla luna piena, come lo si trova disegnato in alcuni testi tantrici

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si vedrà innanzitutto che la luna piena (la Bella dei tre mondi, simboleggiata dalla sillaba अः aḥ) è posta al centro del diagramma ad indicare che nel momento dell'emissione i due dei sono una cosa sola.
In secondo luogo si potrà notare la similitudine con simboli di altre tradizioni:

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Il gioco di luce ed ombra NON é DATO DALLA FONTE LUMINOSA (sole) o dalla sua assenza, ma dall'energia centrale che dona energia vibratoria a ciò che, se rimanesse immobile, non" esisterebbe" nel senso che non sarebbe percepibile. Infine, se si guardano con attenzione la disposizione dei petali della gola e la riproduzione delle fasi lunari (nitya) corrispondenti, si noterà un'altra cosa: manca metà del "percorso".

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Come recita la saggezza popolare: gobba a ponente luna crescente, gobba a levante luna calante e questo è un proverbio che vale in tutti e due gli emisferi e qui, visto che i cakra tradizionalmente si leggono in senso orario, sono rappresentate le fasi della luna crescente con la gobba alla rovescia e mancano le fasi di luna calante. Potrebbe essere una svista, ma visto che gli indiani erano maestri nei calcoli astronomici almeno dal tempo dei Veda, pare strano
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Viene da pensare che il cakra indichi un doppio percorso, come se il cerchio dei petali fosse una ruota alla quale vengono dati impulsi in due direzioni diverse, o una spirale.
Ogni Nitya in realtà rappresenta due diverse fasi lunari, una ascendente ed una discendente con Tripura Sundari che viene identificata sia con la LUNA PIENA che con la LUNA NERA:

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Citra


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jivalamalini


Ma perchè non mettere trentadue fasi (corrispondenti al giorno più lungo del calendario solare-lunare degli antichi indiani) ? Secondo me nei sedici petali del cakra della gola si cela una qualche indicazione operativa che riguarda, anche, i suoni vocalici.
Forse vanno considerati come le note di una scala musicale, ascendenti e discendenti, ma visto che si ta parlando di nadi e di vibrazioni, probabilmente significa che c'è una gemella per ogni nadi o che la vibrazione segue due percorsi inversi nello stesso canale energetico. In ogni caso occorre considerare due diverse modalità o due diverse direzioni per ogni sillaba/vibrazione.
śiva sakala è śiva che "suona" cioè che vibra e visto che la metafora dell'erezione e della successiva emissione, sono alla base del mito dell'Isola delle Gemme è ovvio che i suoni vocalici, i suoni che "danno vita" alla manifestazione siano i suoni del godimento e dell'orgasmo, ed è questo, per i continui riferimenti che nello yoga si fanno al rapporto sessuale che nasce, nelle nostre menti di occidentali moderni, la dicotomia maschile/femminile: in realtà i due che fanno l'amore sono un unico essere, la dicotomia è caso mai data dall'alternarsi di pieni e vuoti che diviene il ritmo del tempo e delle stagioni.
Visto che i suoni vocalici del cakra della gola sono dichiaramente correlati ai gemiti emessi dalla donna durante l'atto d'amore io credo che la doppia valenza delle Nitya (le 16 divinità che dimorano nei petali del quinto cakra) sia riferita, ai suoni in emissione ed in immissione collegati all'apertura naturale della vagina nella fase della penetrazione ed alla chiusura, quasi un tentativo di trattenere l'oggetto del piacere, nella fase di "vuoto". suoni doppi quindi, dall'interno all'esterno e dall'esterno all'interno, fino a quello che nelle pratiche sessuali tantriche corrisponde al samadhi, il momento in cui i due corpi si fermano ma il movimento delle energie continua interiormente innescando una doppia respirazione che, dall'esterno appare come una fase di ritenzione del respiro: inspirazione verso il basso (pavimento pelvico) e contemporanea espirazione verso l'alto ( diaframma toracico), inspirazione verso l'alto(palato molle) e contemporanea espirazione verso il basso (pavimento pelvico).

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Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 20 giugno 2013, 0:15

"[.......]La Donna è Fuoco
Il Pene è la legna da ardere.
Il desiderio che stordisce gli amanti è il fumo
E la Vagina la fiamma.
L'unione degli amanti è la brace
E l'orgasmo la scintilla che ravviva.
E' in questo Fuoco che gli dei sacrificano lo Sperma.
E' da questa offerta che sorge la vita".
(Chandogya Upanishad)


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Per lo Yoga il corpo umano è percorso da 72.000 canali energetici.
I tre principali sono:
इडा iḍā, "LUNA", riferibile alla parte sinistra del corpo;
पिङ्गला piṅgalā, "SOLE", riferibile alla parte destra del corpo;
सुषुम्णा suṣumṇā, "FUOCO", il canale centrale che dona vita alle altre due e in un certo senso le comprende, così come इडा iḍā "comprende" tutte le nadi della parte sinistra e पिङ्गला piṅgalā tutte le nadi della parte destra.
I petali dei cakra rappresentano altre nadi e le sillabe iscritte ci indicano la frequenza della particolare vibrazione/energia che scorre in quel particolare canale. Come avevamo già accennato per ogni cakra esiste uno specifico mantra collegato all'ordine di emanazione delle sillabe dell'alfabeto sanscrito (vocali, consonanti gutturali, palatali, linguali, dentali, labiali, semivocali, sibilanti). partendo dal basso (plesso del perineo) avremo:

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Sillaba centrale Laṃ.
4 petali, in senso orario, dall'alto in basso:
व va semivocale oṣṭhya Labiale
श śa sibilante tālavya Palatale
ष ṣa sibilante mūrdhanya Linguale
स sa sibilante dantya Dentale


Mantra del cakra del perineo:
auṁ
Laṃ Laṃ Laṃ Laṃ
auṁ
vaṃ śaṃ ṣaṃ saṃ
auṁ


GENITALI
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Sillaba centrale, Bija Mantra, Vaṃ.
6 petali, in senso orario, dall'alto in basso:
3 oṣṭhya labiali
ब ba
भ bha
म ma
e 3 semivocali

य ya semivocale tālavya Palatale.
र ra semivocale mūrdhanya Linguale.
ल la semivocale dantya Dentale.

Mantra del cakra dei genitali:
auṁ
Vaṃ Vaṃ Vaṃ Vaṃ
Vaṃ Vaṃ Vaṃ Vaṃ
auṁ
baṃ bhaṃ maṃ
yaṃ raṃ laṃ
auṁ


OMBELICO
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Sillaba centrale, Bija Mantra, Raṃ.
10 petali, in senso orario dall'alto in basso:

3 mūrdhanya linguali
ड ḍa
ढ ḍha
ण ṇa
5 danthya dentali
त ta
थ tha
द da
ध dha
न na
2 oṣṭhya labiali
प pa
फ pha


Mantra del cakra dell'ombelico:
auṁ
Raṃ Raṃ Raṃ Raṃ Raṃ
Raṃ Raṃ Raṃ Raṃ Raṃ
auṁ
ḍaṃ ḍhaṃ ṇaṃ taṃ thaṃ
daṃ dhaṃ naṃ paṃ phaṃ
auṁ



CUORE
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Sillaba centrale, Bija Mantra, Yaṃ.
12 petali, in senso orario dall'alto in basso:

5 kaṇṭhya Gutturali
क ka
ख kha
ग ga
घ gha
ङ ṅa
5 tālavya Palatali
च ca
छ cha
ज ja
झ jha
ञ ña
2 mūrdhanya Linguali
ट ṭa
ठ ṭha

Mantra del cakra del cuore:
auṁ
yaṃ yaṃ yaṃ yaṃ
yaṃ yaṃ yaṃ yaṃ
yaṃ yaṃ yaṃ yaṃ
auṁ
kaṃ khaṃ gaṃ ghaṃ
ṅaṃ ṭaṃ ṭhaṃ ḍaṃ
ḍhaṃ ṇaṃ ṭaṃ ṭhaṃ
auṁ

GOLA
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Sillaba centrale, Bija Mantra, Haṃ.
16 petali, in senso orario dall'alto in basso:

aṃ - āṃ - iṃ - īṃ - uṃ - ūṃ - ṛṃ - ṝṃ
ḷṃ - ḹṃ - eṃ - aiṃ - oṃ - auṃ - aṁ. -aḥ.

Mantra del cakra della gola:
auṁ
haṃ haṃ haṃ haṃ
haṃ haṃ haṃ haṃ
haṃ haṃ haṃ haṃ
haṃ haṃ haṃ haṃ
auṁ
aṃ - āṃ - iṃ - īṃ -
uṃ - ūṃ - ṛṃ - ṝṃ -
ḷṃ - ḹṃ - eṃ - aiṃ -
oṃ - auṃ - aṁ. -aḥ.
auṁ


FRONTE

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Nel plesso situato tra le sopracciglia sono iscritte sillabe un po' particolari: al centro "vibra" ॐ in caratterilatini auṁ o oṁ, il praṇava, il suono del fluire delle tre potenze originarie (A, I, U), la vibrazione di fondo dell'Universo. Sul petalo di destra (collegato alla narice sinistre e all'emisfero celebrale destro, è iscritta la sillaba हं haṃ, tecnicamente l'ultima sillaba dell'alfabeto, l'OMEGA dei greci, che comprende in sè la "PARTE LUNARE" di tutte le 48 lettere dell'alfabeto (dalla A alla SA). Sul petalo di sinistra (collegato alla narice di destra e all'emisfero celebrale sinistra) troviamo invece la sillaba क्षं kṣaṃ, ovvero la prima (ka, prima gutturale) e la penultima consonante dell'alfabeto, la sibilante linguale ṣa.
Kṣa, la nostra "X", è l'ultimo suono composto pronunciabile (per pronunciare l'ultima sibilante, la dentale SA, dopo la K, si dovrebbero fare manovre innaturali, non armoniose, con la lingua e il palato) e rappresenta, sul petalo di sinistra del cakra della fronte,la "PARTE SOLARE" di tutte le 48 lettere dell'alfabeto.
In ognuno dei due petali di आज्ञा ājňā cakra scorrono, per così dire , 48 nadi o canali energetici corrispondenti alle 46 sillabe dell'alfabeto sanscrito (14 vocali, 25 consonanti, 4 semivocali e 3 sibilanti) più la aṁ e la aḥ.
Il "mantra" di ājňā cakra è:

auṁ haṃ kṣaṃ
auṁ haṃ kṣaṃ
auṁ haṃ kṣaṃ
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