Purna Yoga

tantra-yoga, vie dello yoga vecchie e nuove
devendra
sudra
sudra
Messaggi: 26
Iscritto il: 3 ottobre 2012, 16:03
Località: Trieste

Purna Yoga

Messaggioda devendra » 12 ottobre 2012, 10:43

DOMANI è il nome di una rivista quadrimestrale edita a Pondicherry dall'Ashram di Sri Aurobindo. Questa rivista è stata voluta dalla Madre, per la diffusione dell'insegnamento del Maestro presso il pubblico di lingua italiana. In questa rivista vengono pubblicati articoli tratti dagli scritti della Madre e di Sri Aurobindo relativi a tutti gli argomenti che questi Maestri hanno toccato durante la loro vita su questa terra. La rivista è uno strumento utile non solo per chiunque desideri avvicinarsi al loro insegnamento, ma anche per tutti coloro che vogliano reperire tracce utili per il loro indirizzo personale nello yoga integrale. Quante volte, infatti, sono venuto a conoscenza, proprio con la lettura del DOMANI, dell'esistenza di un determinato scritto, che inconsciamente cercavo e della cui esistenza ero ancora del tutto inconsapevole.
In definitiva che cos'è il DOMANI? O meglio quali sono gli argomenti di cui si parla in questa Rivista? In modo semplicistico potremmo dire che in questa pagine si parla dello yoga integrale, della sua pratica, della sua filosofia. Potremmo anche dire che si parla della forma di yoga offerta al mondo da questi dalla Madre e da Sri Aurobindo. Ma che cos'è lo yoga integrale di cui questi due Maestri parlano?
Credo che una spiegazione adeguata potrebbe esser data soltanto da loro. Anzi, attraverso pagine della Rivista sono state date tante spiegazioni mediante la pubblicazione nella nostra lingua dei loro insegnamenti originali. Ma in questa sede posso solo tentare di fornire una spiegazione basata esclusivamente sulla mia comprensione personale dei loro scritti, senza tentare di spacciarla per la Verità e senza pretendere che altri tipi di comprensione, da parte di altre persone, possano essere altrettanto validi se non di più.
Comunque, secondo me. con la definizione di yoga integrale molti, anche fra i grandi Maestri quali lo Swami Satyananda, intendono una disciplina che integra in sé gli svariati metodi dello yoga. In tal modo nascono per lo più scuole in cui vengono insegnate le tecniche dello hatha yoga congiuntamente a quelle del raja yoga. Poco importa poi se vengono presentati altri nomi quali ad esempio kriya yoga, ashtanga yoga ecc. Sostanzialmente si tratta sempre della stessa cosa perché in tali metodi vi si trovano sempre una serie di posture o asana, un certo numero di esercizi di respirazione o pranayama ed una varietà di procedimenti meditativi, che vanno dalle meditazioni guidate da una voce esterna (com'è il caso dell'attuale yoga nidra insegnato nelle scuole rifacentesi a Swami Satyananda), alle procedure più classiche della concentrazione e della meditazione che traggono spunto dagli yoga sutra di Patanjali.
Tutti metodi sono validi, poiché il progresso nello yoga non dipende dal metodo impiegato, bensì dal singolo ricercatore, dalle sue attitudini e dalla sua aspirazione ad un tipo di vita superiore e maggiormente spirituale.
Tuttavia la definizione di yoga integrale racchiude in sé anche un altro significato. Può non essere la somma delle tecniche esistenti , ma più semplicemente l'applicazione delle stesse o anche di nessuna di esse, quando la semplice concentrazione interiore basta a sé stessa, all'integralità della nostra esistenza. E' questo il senso inteso da Sri Aurobindo.
Egli, infatti, non parte da nessun metodo precostituito, ma dai poteri della Natura che spingono l'essere durante la sua vita. La consapevolezza dell'essere umano, la sua curiosità, il suo anelito a conoscere le cose, possono tutte spingere l'individuo ad interrogarsi sulla propria esistenza, su ciò che egli era prima di nascere, su ciò che sarà dopo morto, su ciò che è adesso. In tal caso inizia per lui un percorso che tradizionalmente è conosciuto come yoga della conoscenza, ovvero sforzo della consapevolezza umana per oltrepassare i limiti in cui è racchiusa ed allargarsi alla conoscenza di ciò che la trascende.
L'altro potere è rappresentato dal cuore, dalla sfera emotiva della nostra esistenza. Prendere coscienza dei propri sentimenti, ravvisare i limiti entro i quali si esprimono e spezzare tali limiti affinché la loro sfera di azione si allarghi sino ad abbracciare e pervadere tutto e penetri in profondità sino a toccare quella che è l'origine di ogni essere è conosciuto con il nome di bhakti yoga o yoga dell'amore, della devozione, al di là di qualsiasi culto formale.
Infine c'è il terzo potere, quello della volontà, che è anche il più immediatamente percepibile perché ha a che fare con l'azione, quella che ciascun essere sulla terra è obbligato a compiere sin da quando è nato, non fosse altro che il semplice atto del respirare. Spontaneamente respiriamo, spontaneamente mangiamo, spontaneamente ci laviamo ogni mattina. Anche queste azioni sono possibili solo perché c'è in noi un'essenza che ci accompagna durante la nostra esistenza. Avvedersi che l'atto del mangiare è possibile perché quest'essenza ci induce a farlo per il beneficio e la sopravvivenza del nostro corpo, sentire che quest'atto appartiene ad essa e non a quella personalità con la quale ci siamo erroneamente identificati, aspirare affinché quest'atto riesca a manifestare sempre più la bellezza e la saggezza intrinseche nell'Origine che gli ha dato nascita è quello che tradizionalmente è conosciuto come yoga dell'azione o karma yoga.
Ma lo yoga integrale non è ancora rappresentato dalla semplice unione di questi tre poteri. La sua integralità risiede anche nella sua espansione. Non basta che la mente, il vitale ed il corpo ne siano coinvolti. In noi esistono altre zone, sopra e sotto la nostra coscienza ordinaria. Sono le zone sopra-coscienti e super-coscienti (Sri Aurobindo ne fa una distinzione) e sono le zone subcoscienti ed inconsce. Sì, anche qui c'è una distinzione. Il subcosciente è soltanto la prima parte del nostro essere subliminale. Più sotto ancora ci sono le profondità dell'inconscio, totalmente inesplorate, ma che il nostro yoga esige vengano anch'esse esplorate e trasformate.
Tutte le persone che fossero interessate a prendere visione della Rivista e dei suoi contenuti possono farlo mediante il link che segue, il quale conduce al suo sito ufficiale. Da qui si possono scaricare gratuitamente i numeri vecchi, prendere nota dei Centri esistenti in Italia e sottoscrivere l'abbonamento per i numeri futuri: http://www.sriaurobindoyoga.it/domani.htm

Avatar utente
matasilogo
brahmana
brahmana
Messaggi: 1947
Iscritto il: 16 agosto 2008, 11:41
Località: Villa d'Adda Bergamo
Contatta:

Re: Purna Yoga

Messaggioda matasilogo » 27 dicembre 2013, 0:41

devendra ha scritto:DOMANI è il nome di una rivista quadrimestrale edita a Pondicherry dall'Ashram di Sri Aurobindo. Questa rivista è stata voluta dalla Madre, per la diffusione dell'insegnamento del Maestro presso il pubblico di lingua italiana. In questa rivista vengono pubblicati articoli tratti dagli scritti della Madre e di Sri Aurobindo relativi a tutti gli argomenti che questi Maestri hanno toccato durante la loro vita su questa terra. La rivista è uno strumento utile non solo per chiunque desideri avvicinarsi al loro insegnamento, ma anche per tutti coloro che vogliano reperire tracce utili per il loro indirizzo personale nello yoga integrale. Quante volte, infatti, sono venuto a conoscenza, proprio con la lettura del DOMANI, dell'esistenza di un determinato scritto, che inconsciamente cercavo e della cui esistenza ero ancora del tutto inconsapevole.
In definitiva che cos'è il DOMANI? O meglio quali sono gli argomenti di cui si parla in questa Rivista? In modo semplicistico potremmo dire che in questa pagine si parla dello yoga integrale, della sua pratica, della sua filosofia. Potremmo anche dire che si parla della forma di yoga offerta al mondo da questi dalla Madre e da Sri Aurobindo. Ma che cos'è lo yoga integrale di cui questi due Maestri parlano?
Credo che una spiegazione adeguata potrebbe esser data soltanto da loro. Anzi, attraverso pagine della Rivista sono state date tante spiegazioni mediante la pubblicazione nella nostra lingua dei loro insegnamenti originali. Ma in questa sede posso solo tentare di fornire una spiegazione basata esclusivamente sulla mia comprensione personale dei loro scritti, senza tentare di spacciarla per la Verità e senza pretendere che altri tipi di comprensione, da parte di altre persone, possano essere altrettanto validi se non di più.
Comunque, secondo me. con la definizione di yoga integrale molti, anche fra i grandi Maestri quali lo Swami Satyananda, intendono una disciplina che integra in sé gli svariati metodi dello yoga. In tal modo nascono per lo più scuole in cui vengono insegnate le tecniche dello hatha yoga congiuntamente a quelle del raja yoga. Poco importa poi se vengono presentati altri nomi quali ad esempio kriya yoga, ashtanga yoga ecc. Sostanzialmente si tratta sempre della stessa cosa perché in tali metodi vi si trovano sempre una serie di posture o asana, un certo numero di esercizi di respirazione o pranayama ed una varietà di procedimenti meditativi, che vanno dalle meditazioni guidate da una voce esterna (com'è il caso dell'attuale yoga nidra insegnato nelle scuole rifacentesi a Swami Satyananda), alle procedure più classiche della concentrazione e della meditazione che traggono spunto dagli yoga sutra di Patanjali.
Tutti metodi sono validi, poiché il progresso nello yoga non dipende dal metodo impiegato, bensì dal singolo ricercatore, dalle sue attitudini e dalla sua aspirazione ad un tipo di vita superiore e maggiormente spirituale.
Tuttavia la definizione di yoga integrale racchiude in sé anche un altro significato. Può non essere la somma delle tecniche esistenti , ma più semplicemente l'applicazione delle stesse o anche di nessuna di esse, quando la semplice concentrazione interiore basta a sé stessa, all'integralità della nostra esistenza. E' questo il senso inteso da Sri Aurobindo.
Egli, infatti, non parte da nessun metodo precostituito, ma dai poteri della Natura che spingono l'essere durante la sua vita. La consapevolezza dell'essere umano, la sua curiosità, il suo anelito a conoscere le cose, possono tutte spingere l'individuo ad interrogarsi sulla propria esistenza, su ciò che egli era prima di nascere, su ciò che sarà dopo morto, su ciò che è adesso. In tal caso inizia per lui un percorso che tradizionalmente è conosciuto come yoga della conoscenza, ovvero sforzo della consapevolezza umana per oltrepassare i limiti in cui è racchiusa ed allargarsi alla conoscenza di ciò che la trascende.
L'altro potere è rappresentato dal cuore, dalla sfera emotiva della nostra esistenza. Prendere coscienza dei propri sentimenti, ravvisare i limiti entro i quali si esprimono e spezzare tali limiti affinché la loro sfera di azione si allarghi sino ad abbracciare e pervadere tutto e penetri in profondità sino a toccare quella che è l'origine di ogni essere è conosciuto con il nome di bhakti yoga o yoga dell'amore, della devozione, al di là di qualsiasi culto formale.
Infine c'è il terzo potere, quello della volontà, che è anche il più immediatamente percepibile perché ha a che fare con l'azione, quella che ciascun essere sulla terra è obbligato a compiere sin da quando è nato, non fosse altro che il semplice atto del respirare. Spontaneamente respiriamo, spontaneamente mangiamo, spontaneamente ci laviamo ogni mattina. Anche queste azioni sono possibili solo perché c'è in noi un'essenza che ci accompagna durante la nostra esistenza. Avvedersi che l'atto del mangiare è possibile perché quest'essenza ci induce a farlo per il beneficio e la sopravvivenza del nostro corpo, sentire che quest'atto appartiene ad essa e non a quella personalità con la quale ci siamo erroneamente identificati, aspirare affinché quest'atto riesca a manifestare sempre più la bellezza e la saggezza intrinseche nell'Origine che gli ha dato nascita è quello che tradizionalmente è conosciuto come yoga dell'azione o karma yoga.
Ma lo yoga integrale non è ancora rappresentato dalla semplice unione di questi tre poteri. La sua integralità risiede anche nella sua espansione. Non basta che la mente, il vitale ed il corpo ne siano coinvolti. In noi esistono altre zone, sopra e sotto la nostra coscienza ordinaria. Sono le zone sopra-coscienti e super-coscienti (Sri Aurobindo ne fa una distinzione) e sono le zone subcoscienti ed inconsce. Sì, anche qui c'è una distinzione. Il subcosciente è soltanto la prima parte del nostro essere subliminale. Più sotto ancora ci sono le profondità dell'inconscio, totalmente inesplorate, ma che il nostro yoga esige vengano anch'esse esplorate e trasformate.
Tutte le persone che fossero interessate a prendere visione della Rivista e dei suoi contenuti possono farlo mediante il link che segue, il quale conduce al suo sito ufficiale. Da qui si possono scaricare gratuitamente i numeri vecchi, prendere nota dei Centri esistenti in Italia e sottoscrivere l'abbonamento per i numeri futuri: http://www.sriaurobindoyoga.it/domani.htm


Sono molto vicino al tuo maestro, ho conosciuto molti suoi allievi e quell'Italiano che era il tipografo , per questo gli scritti sono spesso in Italiano.
Questo messaggio, molto bello, a mio parere merita di ripassare in prima pagina.
OM
Leggi i Sutra di Patangiali Edizione tradotta da Taimni o Iyengar.
Nella Natura, nello Yoga, nella Scienza i percorsi si intrecciano e producono l'evoluzione.
Il cambiamento è vita. Meglio collaborare che confliggere.
OM


Torna a “Tantra e altre vie”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite

cron