Yoga = religione?

tantra-yoga, vie dello yoga vecchie e nuove
Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 27 gennaio 2010, 20:11

gb ha scritto:Signori, e mi riferisco in particolare ad AT, Proietti ed R9+, lungi da me voler entrare in merito agli argomenti, ed infatti scrivo qui ma potrei scrivere questo in almeno altri 2 o 3 tra gli utlimi post, leggendo i vs interventi mi sembra di notare una serie di espressioni come dire, "giudicanti" (non le cito perchè non ho tempo adesso, ma del tipo "non hai capito niente", "stai sbagliando" anche se potrebbero non essere le parole precise).

La mia domanda è: sono questi degli "escamotage marziali" per sfidare, solleticare, titillare l'ego del praticante?

O cos'altro sennò?

ah.
hai giudicato gli ultimi post di r9, at e p.p. giudicanti?
ci rifletterò.
è interessante vedere come si giudica chi secondo noi sta giudicando evidentemente ritenendo non positiva l'attività del giudicare.
mi spiegheresti la differenza tra il giudicare , il prendere una posizione e l'esprimere una opinione?

besos.
p.
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Messaggioda Devibhakta » 27 gennaio 2010, 20:48

ah.
hai giudicato gli ultimi post di r9, at e p.p. giudicanti?
ci rifletterò.
è interessante vedere come si giudica chi secondo noi sta giudicando evidentemente ritenendo non positiva l'attività del giudicare.
mi spiegheresti la differenza tra il giudicare , il prendere una posizione e l'esprimere una opinione?

besos.
p.


Premetto che non ho letto tutti i post precedenti ma leggendo quest'ultimo
mi è venuta in mente una storia letta piu volte che piu o meno fa così:

C'erano 5 ciechi a cui gli viene "presentato" un elefante
essendo ciechi e quindi non potendolo vedere vanno verso l'elefante per toccarlo.Il primo va avanti ed entrando in contatto con una zampa dell'animale dice:"ho capito l'elefante è come una colonna!!!" ,il secondo ,terzo e quarto che come il primo hanno "conosciuto" le altre zampe esclamano:"Hai ragione! è proprio come una colonna!!!".Il quinto esclama:" ma che siete idioti!!! non sentite che è come un serpente?"(aveva toccato la proboscide).

Tutti e 5 esprimono un opinione
1,2,3 e 4(elefante=colonna) prendono una posizione differente da 5(elefante =serpente)
5 esprime un giudizio(io ho ragione tu hai torto)

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Messaggioda Paolo proietti » 27 gennaio 2010, 20:54

Devibhakta ha scritto:
ah.
hai giudicato gli ultimi post di r9, at e p.p. giudicanti?
ci rifletterò.
è interessante vedere come si giudica chi secondo noi sta giudicando evidentemente ritenendo non positiva l'attività del giudicare.
mi spiegheresti la differenza tra il giudicare , il prendere una posizione e l'esprimere una opinione?

besos.
p.


Premetto che non ho letto tutti i post precedenti ma leggendo quest'ultimo
mi è venuta in mente una storia letta piu volte che piu o meno fa così:

C'erano 5 ciechi a cui gli viene "presentato" un elefante
essendo ciechi e quindi non potendolo vedere vanno verso l'elefante per toccarlo.Il primo va avanti ed entrando in contatto con una zampa dell'animale dice:"ho capito l'elefante è come una colonna!!!" ,il secondo ,terzo e quarto che come il primo hanno "conosciuto" le altre zampe esclamano:"Hai ragione! è proprio come una colonna!!!".Il quinto esclama:" ma che siete idioti!!! non sentite che è come un serpente?"(aveva toccato la proboscide).

Tutti e 5 esprimono un opinione
1,2,3 e 4(elefante=colonna) prendono una posizione differente da 5(elefante =serpente)
5 esprime un giudizio(io ho ragione tu hai torto)

sei sicuro che fosse la proboscide?
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Messaggioda Devibhakta » 27 gennaio 2010, 21:13

sei sicuro che fosse la proboscide?


ahahhahahh....in realtà c'era un sesto che era d'accordo col 5°.....

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Messaggioda AT » 27 gennaio 2010, 23:08

Questa è una bella storiellina, e in parte potrebbe aiutare a capire il perché dell'apparente contraddittorietà e conflittualità di molti sistemi metafisici importanti. C'è una sola Verità, ma tanti imperfetti e parziali punti di vista umani. Di fronte a molte scritture sacre, si ha come l'impressione che siano troppo umane per essere parola di Dio, e troppo divine per essere solo di origine umana.

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Messaggioda fabio » 28 gennaio 2010, 11:57

Un forum è un forum. La funzione è lo scambio di idee, opinioni e credenze fra aspiranti. Lo scopo suppongo sia a volte quello di imparare, a volte di insegnare, a volte di rafforzare le proprie idee, a volte, più rare, aspettarsi qualcuno che sveli le proprie credenze.

Secondo me non ci sono poi tante opzioni.

a) Se si partecipa si discute, si giudica, ci si confronta ecc ecc

b) Se non si partecipa si tace

Partecipare dicendo di non giudicare pare occupazione poco proficua. Ed anche falsa, secondo me. Giudicare è pensare. Posso far finta di non giudicare, ma di fatto l’ho già fatto.

besos
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Messaggioda Faber » 28 gennaio 2010, 12:19

Paolo proietti ha scritto:[ah.
hai giudicato gli ultimi post di r9, at e p.p. giudicanti?
ci rifletterò.
è interessante vedere come si giudica chi secondo noi sta giudicando evidentemente ritenendo non positiva l'attività del giudicare.
mi spiegheresti la differenza tra il giudicare , il prendere una posizione e l'esprimere una opinione?

besos.
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Non credi che si possa riconoscere il giudizio, in noi o negli altri, senza esserci dentro?

Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 28 gennaio 2010, 14:39

Faber ha scritto:
Paolo proietti ha scritto:[ah.
hai giudicato gli ultimi post di r9, at e p.p. giudicanti?
ci rifletterò.
è interessante vedere come si giudica chi secondo noi sta giudicando evidentemente ritenendo non positiva l'attività del giudicare.
mi spiegheresti la differenza tra il giudicare , il prendere una posizione e l'esprimere una opinione?

besos.
p.


Non credi che si possa riconoscere il giudizio, in noi o negli altri, senza esserci dentro?


è cosa tipica del realizzato, secondo il vedantasara.
non essendo un realizzato e potendo riconoscere un realizzato solo un altro realizzato, non posso negare la possibilità che faber o gb lo siano.

ma facciamo un esempio pratico:
paolo ha una lunga consuetudine con padmasana.
arriva XX, un'insegnate e scrive che insegna yoga e che lo yoga fa bene alla salute.
però, aggiunge,non può assumere le posizioni a gambe incrociate perchè ha l'artrosi alle ginocchia.

paolo dice: secondo me stai sbagliando pratica e dovresti pensarci due volte prima di insegnare.

arriva faber e dice: questo è un giudizio paolo , fai male a giudicare.
quindi se paolo esprime un opinione sulla base della sua esperienza in un forum di discussione giudica.
se faber dice che paolo mal si è comportato perchè ha giudicato non giudica.
è così?

mi pare cosa ben strana.

e le mie considerazioni , secondo me, può darsi che siano meno sciocche di ciò che sembra.

la new age ha colpito a fondo secondo me trasformando tutta una serie di praticanti o semplici lettori in portatori della verità che si sentono in dovere di correggere il comportamento di altri accusati a loro volta di essere portatori della verità in un orgia di relativismo in cui si può dire tutto e il contrario tutto ma non bisogna contraddire se no non si è compreso il concetto della non offensività.

il distacco è il distacco.
significa che se Matasilogo dice una castroneria su patanjali e paolo dice "secondo me hai detto una castroneria" colui che pratica il distacco e la non offensività, perchè li ha realizzati, considera allo stesso modo il dire di paolo e quello di matasilogo.

invece si sono trasformati i concetti di distacco e non offensività in una specie di buonismo ipocrita in nome dl quale, atteggiandosi a maestri, se uno dice una min chiata non gli si dice : hai detto una min chiata, ma (socratismo d'accatto?)gli si dice : sei sicuro, fratello, di ciò che dici?

così facendo si divide , in questo caso, il forum in buoni e cattivi.

i buoni sono coloro che considerano gli altri come i frequentatori dei circoli di alcolisti anonimi dei telefilm americani: "sentiamo cosa dice il nostro fratello xx...ma bravo, ti stimiamo per il coraggio dimostrato..applaudiamo...."
i cattivi sono invece quelli che dicono ma che lingam stai dicendo?

l'importante non è testimoniare l proprie esperienze e discutere da pari a pari, ma il modo.
il bon ton è più importante della verità.

perchè in barba al relativismo new age una verità c'è.
c'è un modo giusto per fare le cose ed un modo sbagliato.

un conto, faber, è l'istruttore o il maestro che arriva anche a mentire perchè l'importante è la crescita dell'aspirante .
un conto è lo scambio di opinioni tra aspiranti di pari livello e dignità.

una volta chiesero a ramana maharishi: Krishnamurti dice che per realizzarsi non è indispensabile il maestro, lei che ne pensa?

"chi è krisnamurti per dire questo" rispose ramana" solo un realizzato potrebbe dirlo"

per scendere al nostro livello occorre ,secondo me, mantenere viva l'attenzione.

occorre osservare i propri comportamenti e dirsi sempre la verità.

la differenza che noto io, ad esempio, sulla base dell'esperienza, tra il tuo post di risposta a matasilogo e quello di AT non è la sostanza , ma il modo.
vogliamo dire che distacco significa essere diplomatici?

vorrei esprimere i miei dubbi in proposito.

le domande che vorrei farti , in risposta alla tua domanda ed alle osservazioni di GB è questa:

1)se uno dice , ad esempio, su questo forum che per curare il tumore ai polmoni si deve bere la pipì e si guarisce sicuramente, è lecito rispondere che è una castroneria o si devono fare dei giri di parole per evitare di offendere il suo amor proprio?

2)il dirglielo è un giudizio scaturito da una forma malata di aggressività o si tratta di una botta di buon senso?

3) chi interviene bacchettando il "giudicante"(colui che ha detto che l'affermazione del primo è una castroneria) è uno che giudica il comportamento altrui sulla base di personali opinioni o è un cristallino esempio di distacco?

la mia personale opinione è che l'errata interpretazione di certi brani delle scritture ha condotto molti, anzichè lavorare su stessi, a mascherare le proprie "naturali" reazioni.
e questo, per un ricercatore è devastante.

prediamo il caso di GB.
scrive, in chiaro: "miei cari AT,R9 e pp state criticando matasilogo e siete troppo aggressivi, non dovreste farlo".
perchè lo dice senza neppure entrare in merito all'argomento? forse:
1) perchè pensa di avere una visione più alta e più giusta delle cose rispetto ai tre manigoldi.
2) perchè si è immedesimato in matasilogo e sentendolo debole si è sentito in dovere di aiutarlo.
3) perchè gli stanno a cuore i tre manigoldi e vuole insegnare loro come ci si comporta.

in tutti i casi GB dà un giudizio di merito, senza entrare nell'ambito del discorso e senza tener conto delle reciproche argomentazioni.

la vera oggettività, secondo me, consiste nel valutare ciò che uno dice a prescindere dal modo in cui lo dice, dal colore della penna che usa e dalle categorie di simpatia ed antipatia.

qui si parla di insegnamenti universali ed insegnamenti individuali,
ovvero cosmologia e tecniche operative.

matasilogo sta dicendo delle cose che contrastano con tutti i testi(che si sono letti) che , nello yoga inteso sia come darshana che come tecnica operativa induista vengono considerati attendibili.

i discorsi stanno a zero: da una parte ci sono dei testi tradizionali dall'altro una ricerca personale e , secondo me stravagante.
lecito che matasilogo faccia la sua ricerca, lecito, da parte di AT, R9 e pp fargli notare che le sue considerazioni non concordano con ciò che è scritto nei testi tradizionali .
dov'è il problema?

se si trattasse di uno scontro fisico ovvio che tre contro uno sarebbe una cosa diisdicevole, ma qui si tratta di una discussione su un forum di discussione.
e nessuno combatte con nessuno.

cosa è più importante: stabilire se una cosa è un giudizio, un opinione, una critica o stabilire dei punti fermi?

perchè anzichè parlare dei comportamenti altrui e tracciare delle liste di buoni e cattivi non si parla di ciò che sono le tecniche operative e non si discute di testi ed upanishad?

naturalmente è un opinione personale, anzi, un "giudizio"

un abbraccio.
p.p.
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Messaggioda gb » 28 gennaio 2010, 23:30

La mia in realtà è una domanda: mi chiedo come mai persone con una erudizione mi sembra piuttosto elevata, utilizzino espressioni che sento usare di frequente da mia figlia all'asilo (questa è una strizzatina d'occhio al post di AT, non ritenetela offensiva per carità).
Le mie motivazioni in realtà non credo rientrino in quelle tre che hai enumerato

Paolo proietti ha scritto:
1) perchè pensa di avere una visione più alta e più giusta delle cose rispetto ai tre manigoldi.
2) perchè si è immedesimato in matasilogo e sentendolo debole si è sentito in dovere di aiutarlo.
3) perchè gli stanno a cuore i tre manigoldi e vuole insegnare loro come ci si comporta.
.


ma scaturiscono più che da un giudizio da un'ipotesi: leggendo le vs risposte la mia ipotesi è che si usino espressioni "giudicanti", o forse dovrei meglio dire "provocatorie" (nel senso che se le usassimo in un bar di periferia forse non avremmo risposte appunto da bon ton). Da qui la mia domanda: perchè si utilizzano? Potrei fare altre ipotesi ad esempio che siano appunto un'escamotage per mettere "allo specchio" l'interlocutore, ma sarebbe una mia illazione, per questo chiedo a chi le ha usate.

Paolo proietti ha scritto:
il distacco è il distacco.
significa che se Matasilogo dice una castroneria su patanjali e paolo dice "secondo me hai detto una castroneria" colui che pratica il distacco e la non offensività, perchè li ha realizzati, considera allo stesso modo il dire di paolo e quello di matasilogo..


Poniamo il caso che Matasilogo non sia un realizzato, in questo caso ripeto la mia domanda: qual è lo scopo in questo caso per cui si usano espressioni che solitamente si giudicherebbero provocatorie?

Paolo proietti ha scritto:
per scendere al nostro livello occorre ,secondo me, mantenere viva l'attenzione.

occorre osservare i propri comportamenti e dirsi sempre la verità.
..


E' quello che sto facendo ponendo attenzione sul modo, visto che non sono in grado di porla sui contenuti

Paolo proietti ha scritto:
cosa è più importante: stabilire se una cosa è un giudizio, un opinione, una critica o stabilire dei punti fermi?

perchè anzichè parlare dei comportamenti altrui e tracciare delle liste di buoni e cattivi non si parla di ciò che sono le tecniche operative e non si discute di testi ed upanishad?..


Perchè non ne sono in grado, e quindi la mia attenzione si sposta sui modi di comunicare.
Quindi la mia domanda rimane: perchè persone che mi sembre siano piuttosto "avanti" diciamo, "negli studi", usano espressioni del genere? Fino ad adesso sono riuscito solo a capire la risposta di AT, mentre se tu mi hai risposto Paolo nei tuoi post, allora per favore riprova, perchè non ho capito.
“Negli alberi, nel vento, nell’acqua perenne,
nella terra, nella luce, nella roccia inflessibile”
Giovanni Vannucci

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Messaggioda R9+ » 29 gennaio 2010, 0:17

Caro gb, forse tu non lo sai, ma io ti adoro, e sto imparando molto da te!
Perche tu sei molto piu vicino al cielo di quanto non immagini.
Ma non darti arie e continua cosi che va bene!

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Messaggioda Faber » 29 gennaio 2010, 0:26

Caro Paolo per quanto mi riguarda credo che tu sia un pò fuori strada. Mi spiego: nello specifico delle critiche alle posizioni di matasilogo, sono assolutamente d'accordo con te e AT, e non mi sembra di essere stato cosi politically correct nei suoi confronti.

La mia domanda a te era seria, e voleva smontare l'edificio retorico che tu usavi nei confronti di gb, facendo credere che nel momento in cui tu identifichi un atteggiamento giudicante, in quel momento stesso stai giudicando, rigirando così abilmente l'accusa..

Ora asserire questo significa negare la possibilità stessa della meditazione, e cioè il fatto che l'attività della mente sia osservabile da un livello di coscienza più raffinato che è in grado di riconoscerne i meccanismi e individuarne i movimenti senza restarne invischiato.

Non occorre essere un realizzato perchè ciò accada: il Realizzato è naturalmente e sempre come minimo in quello stato, nella coscienza del testimone se non nell'estasi del samadhi. Il discepolo, il serio praticante se è bravo ogni tanto vi accede.

Oltretutto non trovo corretto nell'ambito della comunicazione cercare di separare il contenuto oggettivo dalle modalità dettate dal contesto del come avviene una comunicazione. Il modo in cui vengono dette le cose concorre a determinarne il significato. Se tua moglie ti dice "Sei un [om]!" e lo fa ridendo e ammiccando è diverso che se lo fa gridando e verde dalla rabbia non trovi?

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Messaggioda Paolo proietti » 29 gennaio 2010, 9:38

Se tua moglie ti dice "Sei un [om]!" e lo fa ridendo e ammiccando è diverso che se lo fa gridando e verde dalla rabbia non trovi?

ovvio che no.
come potrebbe meditare chi si fa condizionare dagli stati d'animo e dai toni altrui?

e come potrebbero gli stati d'animo altrui essere condizionati dalla presenza o dal tono di chiunque altro?

se emergono rabbia o scontento o altro significa che sono già presenti.
non possono essere indotti da un altro individuo.

che L. (la moglie di p.) mi dica sei un pirla ridendo o ammicando o mi dica pirla verde dalla rabbia non cambierà assolutamente niente di sostanziale.
non cambierà nè il "sentire di paolo nei suoi confronti" nè il comportamento esteriore di paolo.

se dopo 36-37 anni di pratica di yoga delle energia e di tecniche psicofisiche cinesi non avessi integrato almeno un minimo di consapevolezza delle dinamiche azione-reazione e capacità di auto- osservazione ci sarebbe da preoccupparsi :roll:

essere pirla essere figo essere biondo essere moro sono esclusivamente delle qualità di un qualcosa, l'essere, che non ha qualità che non sia l'essere.

la sadhana consiste nella risoluzione dei contenuti psichici e questi contenuti sono "qualità" nel senso di sovrapposizioni.

che senso può avere una domanda come quella che poni :shock: ?

ameno che tu non dia per scontato che ciò di cui si parla spesso ( Ko'ham,ricerca dell'oggettività, distacco ecc. ) non siano altro chiacchiere da salotto.


sono, sinceramente sorpreso da questa tua domanda.
e forse varrebbe la pena di approfondire il discorso.
a meno che non sia frutto di un refuso.


un sorriso,
r.
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Messaggioda Paolo proietti » 29 gennaio 2010, 10:32

Faber ha scritto:Caro Paolo per quanto mi riguarda credo che tu sia un pò fuori strada.

occorrerebbe specificare cosa si intende per strada.
se per fuori strada intendi uscire dai solchi del comune sentire e navigare a vista non posso che concordare con te.

Mi spiego: nello specifico delle critiche alle posizioni di matasilogo, sono assolutamente d'accordo con te e AT, e non mi sembra di essere stato cosi politically correct nei suoi confronti.


non mi pare che politacally correct sia un'offesa.


La mia domanda a te era seria, e voleva smontare l'edificio retorico che tu usavi nei confronti di gb, facendo credere che nel momento in cui tu identifichi un atteggiamento giudicante, in quel momento stesso stai giudicando, rigirando così abilmente l'accusa..


la mia risposta era altrettanto seria.
la tua domanda
Non credi che si possa riconoscere il giudizio, in noi o negli altri, senza esserci dentro?

si riferiva, o almeno così l'ho interpretata , non tanto al giudizio quanto all'atto della discriminazione oggettiva, ovverosia alla consapevolezza spontanea che sorge nel samadhi savikalpa, inteso come quello stato stabile della mente nel quale, pur essendo immersi nella realtà non duale,non si è ancora risolta la distinzione tra conoscitore, conoscenza e oggetto di conoscenza.
in quell'ambito si parla di consapevolezza spontanea , ovvero della capacità di discriminare tra bene e male, giusto e sbagliato ecc. senza l'intervento della mente manasica, oramai bypassata o risolta.
si tratta di una realizzazione a tutti gli effetti.
anche se non si può parlare di illuminazione o di stato di jivanmuktha
ove non vi sia risoluzione di gran parte dei contenuti psichici non può esservi consapevolezza spontanea e quindi non si può parlare di "
riconoscere il giudizio, in noi o negli altri, senza esserci dentro"


Ora asserire questo significa negare la possibilità stessa della meditazione, e cioè il fatto che l'attività della mente sia osservabile da un livello di coscienza più raffinato che è in grado di riconoscerne i meccanismi e individuarne i movimenti senza restarne invischiato
.

bisogna veder bene cosa si intende per meditazione.
l'analisi del proprio pensiero è cosa diversa dall'osservare la mente che riposa in sè.
molti la chiamano meditazione, ma il termine corretto è mananam, ovvero ragionamento.
l'atto di riconoscre in una frase o atteggiamento altrui o in una frase o atteggiamento nostri il giudizio o il non giudizio non si può definire meditazione.
la mente che riposa in se stessa è il veggente ovvero il testimone immutabile, ma questo testimone è assai difficile da realizzare, tra le tre identificazioni sovrapposizioni ovvero identificazione del jiva con il corpo, identificazione del jiva con il riflesso coscenziale , identificazione del jiva con il testimone immobile, è la più difficile da risolvere.

l'equivoco nasce dal fatto che mananam
मनन manana , significa di fatto meditazione.

lo si traduce con ragionamento perchè si usa meditazione per altri termini.
ma ciò che comunemente si intende per meditare in occidente, ovvero osservare il sorgere dei propri pensieri ed analizzarli,essere completamente assorti in un processo mentale teso a comprendere un concetto, a risolvere un problema, a svelare il significato ultimo di un qualcosa è Manana.

manana è , per esempio, essere completamente assorti nel mantra vedico Tat Tvam Asi, ripeterlo, sentirne il suono, , scoprire le relazioni trai tre termini (Tvam soggettivo- Tat universale-Asi copula)tentare di svelarne il significato esplicito (tu sei quello) ed il significato implicito ecc. ecc.

il termine giusto per meditazione credo dovrebbe essere
Nididhyasanam che significa creare un flusso unico di coscienza (प्रवाह pravāha ).
la meditazione sull'AUM è un'esempio di nididhyasanam.

tra l'altro è traduzione letterale di Za Zen.

la fase preliminare alla meditazione consiste nell'osservare gli stati della mente.
vediamo:
se in Brahmabindu upanishad 4 e 5 si dice ad esempio, che occorre "riporre la mente nel cuore fino a quando non sia resa al silenzio" si sta descrivendo una tecnica operativa.

se qualcuno chiede "il come si fa" ( a ridurre la mente al silenzio) gli si può ricordare la descrizione degli stati mentali che Raphael fa nel commento al sutra 174 del vivekacudamani:

1) la mente è completamente turbata (ksipta)...
2) la mente sembra cieca ed ottenebrata (mudha).....
3) la mente è agitata (viksipta).....
4) la mente è raccolta in un solo punto (ekagra)...
5) la mente è armonica (samapati)....





Non occorre essere un realizzato perchè ciò accada: il Realizzato è naturalmente e sempre come minimo in quello stato, nella coscienza del testimone se non nell'estasi del samadhi. Il discepolo, il serio praticante se è bravo ogni tanto vi accede
.
no.
non credo proprio che si possa parlare di bravura.
comunque sia
il samadhi è detto parinama, ovvero modificazione sostanziale.
per cui se si ha accesso al samadhi si è liberato il flusso nirodha e si è modificata la mente.
di fatto è una modificazione sostanziale della mente, che non sarà più la stessa.
vero è che le sirene della realtà empirica sono forti e suadenti , ma il samadhi savikalpa è l'accensione di un fuoco.
modificazione sostanziale della mente, anche
sopravvivono degli echi, degli automatismi.

il problema è che fin quando non si è dissolta la differenza tra conoscitore conoscenza e conosciuto si rimane nell'ambito della dualità.

non sono rari i samadhi savikalpa (borges ne descrive uno nell'aleph) ma c'è da dire che spesso si chiama samadhi ciò che è invece dhyana.

d'altro canto il samadhi è tecnica operativa e non meta.
patanjali lo dice chiaramente: samadhi parinama è uno degli elementi di samyama assieme a ekagrata parinama e dhyana inteso come consapevolezza del flusso nirodha della mente.

il raja yoga comincia con la pratica di samyama.

Oltretutto non trovo corretto nell'ambito della comunicazione cercare di separare il contenuto oggettivo dalle modalità dettate dal contesto del come avviene una comunicazione. Il modo in cui vengono dette le cose concorre a determinarne il significato. Se tua moglie ti dice "Sei un [om]!" e lo fa ridendo e ammiccando è diverso che se lo fa gridando e verde dalla rabbia non trovi?


qui ti ho già risposto.
è la cosa che più mi sorprende.
essendo teatrante vivo grazie alle modalità di comunicazione.
suppongo di conoscerle.
non lo dico per apporre medaglie sul petto, per carità, lo dico perchè con la comunicazione ci mangia la mia famiglia.
in tanti anni di pratica del teatro sono arrivato a pensare che le modalità non siano che un optional.
ci sono delle regole mutevoli che possono anche essere delle perle.
ma ciò che conta è il filo che lega le perle.
e quel filo è un barlume di verità.

inutile tentare di spiegarlo a parole, solo gli esempi pratici possono dimostralo.
se hai voglia fai un esperimento: ascolta la recitazione ad occhi chiusi di una fiction tipo un posto al sole.
poi cerca su internet l'ultimo film di mastroianni .
si tratta di un documentario intervista, "ricordo si mi ricordo" o qualcosa del genere.
ad un certo punto mastroianni parla del suo giardino, degli alberi che ha piantato ecc. ecc.
l'incredibile è che è un brano teatrale, tratto, credo, da Oblomov.
ed è più vero del vero.

l'unica pratica preliminare possibile è la pratica dell'ascolto.
anzichè fermarsi all'interpretazione delle parole e costruire delle teorie sarebbe meglio chiudere gli occhi e ascoltare.

ascolta AT.ed osserva le modificazioni del suo dire negli ultimi anni.
ascolta il dramma di una esperienza reale, non letteraria che HA SICURAMENTE FATTO e che gli ha dato infinita sofferenza.
ascolta come la sua mente si stia modificando in virtù di quell'antica esperienza.

forse comprenderai cosa intendo.

un abbraccio.
ryu no kokyu
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Messaggioda AT » 29 gennaio 2010, 15:01

Il tema sollevato da Matasilogo è importante: vuole riflettere sulla natura del sistema di Patanjali. Matasilogo pensa che i criteri epistemologici validi per il sapere scientifico siano gli stessi da utilizzare nelle questioni di metafisica. Pensa che Patanjali abbia avuto alcune buone intuizioni, ma che sostanzialmente sia un primitivo, cioè che il suo livello di conoscenza lo porti ad esprimere in modo inadeguato concetti che oggi, usando termini tratti dalle neuroscienze, possiamo esprimere molto meglio. In sostanza, per Matasilogo anziché parlare di Prakriti, di Purusha, di prana, di buddhi, di manas, si dovrebbe parlare di cervello, sistema nervoso, organi e cellule. E crede sinceramente che tale linguaggio risulterebbe più preciso. Infine, Matasilogo vuole riformulare anche le finalità del sistema Yoga: anziché essere una via alla liberazione e alla conoscenza della Verità, lo Yoga dovrebbe essere considerato un sistema per vivere meglio, con finalità dunque riducibili all'orizzonte utilitario.
Io penso che tali osservazioni siano non solo sbagliate e fuorvianti, ma basate su veri e propri miti pseudo-metafisici.
Se ne possono indicare alcuni:
-Il metodo scientifico, che funziona e serve per studiare un aspetto del reale, dovrebbe essere esteso allo studio di tutto il reale. Ogni conoscenza che non risponda ai criteri espistemologici di falsificabilità sperimentale e coerenza logica validi per definire il sapere scientifico dovrebbe essere considerata "fideismo" e "pregiudizio", o tutt'al più una intuizione primitiva e prescientifica che può essere meglio riformulata con il linguaggio e con i metodi della scienza moderna.
-Il mondo di organi, cellule, atomi, molecole, tessuti e energie studiato dalla scienza è l'unica realtà.
-L'evoluzionismo biologico esprime un modello efficace per capire la vera natura dell'essere umano e il suo destino.
-Il mondo del divenire, della relatività e dell'incertezza è l'unica realtà. Non ha senso alcuno riferirsi alla Verità, all'Essere o a Dio.
-Ogni finalità umana, per essere giustificabile, deve essere ricondotta ad un attivismo utilitaristico che cerchi il benessere e l'utilità sociale.

Purtroppo questi miti sono estremamente diffusi, e dominano inconsciamente molti ambienti scientifici. Io penso che si tratti di una mitologia deleteria, che sconfina dall'ambito legittimo della scienza per inquinare e infettare di malattia e di superficialità la capacità stessa dell'essere umano di riflettere seriamente e realisticamente sul mondo e sul proprio destino. Non solo, ma la pretesa di Matasilogo di capire l'autentico significato del sistema di Patanjali meglio di Patanjali stesso attraverso tale mitologia pseudo-metafisica è un'incredibile ingenuità. Ed è anche tragicomico il totale ribaltamento degli orizzonti di Patanjali: Patanjali offre una testimonianza di apertura al mondo dell'Essere, Matasilogo è talmente immerso nel flusso delle illusioni del divenire da diventare intollerante ogni volta che sente nominare la Verità o Dio.
Credo che quanto dice Matasilogo sia molto istruttivo, perché consente di toccare con mano i danni enormi prodotti da tale mitologia pseudo-metafisica, che si può riscontrare ogni volta che si legge un articolo scritto da molti scienziati moderni che pretendono di filosofeggiare.
Ultima modifica di AT il 29 gennaio 2010, 23:37, modificato 1 volta in totale.

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Messaggioda gb » 29 gennaio 2010, 22:34

R9+ ha scritto:Caro gb, forse tu non lo sai, ma io ti adoro, e sto imparando molto da te!
Perche tu sei molto piu vicino al cielo di quanto non immagini.
Ma non darti arie e continua cosi che va bene!


Mah, caro R9+, ti ringrazio, anche se non capisco cosa tu stia imparando, visto che in moanira particolare negli utlimi tempi mi sembra di stare girando a vuoto....

Se mi dò delle arie sgonfiatemi pure a katanate qui sul forum!
“Negli alberi, nel vento, nell’acqua perenne,

nella terra, nella luce, nella roccia inflessibile”

Giovanni Vannucci


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