Tantra, yoga, e meditazione

tantra-yoga, vie dello yoga vecchie e nuove
Raven
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Tantra, yoga, e meditazione

Messaggioda Raven » 21 settembre 2009, 23:57

Buonasera a tutti, sono Giuseppe ed ho cominciato da non molto tempo la mia attività meditativa, dopo vario tempo di profondo interesse per la meditazione, lo yoga, l'induismo, il tantra, e gli argomenti che gravitano attorno a questo gigantesco insieme di sistemi di pensiero, filosofie, religione, e modi di "prendere coscienza del se e dell'altro". Ho letto iL Vijnana Bhairava che rileggo spesso nel tentativo di capirci qualcosa di piu', sto leggendo la Bhagavad-Gita, e sto facendo pratica meditativa. Purtroppo i miei risultati sono ancora molto scarsi, pertanto domando aiuto e consigli a voi che avete molta piu' esperienza di me, sia riguardo alla "pratica", che riguardo a letture etc..etc..vi ringrazio, a presto..

Giuseppe

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gb
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Messaggioda gb » 22 settembre 2009, 8:49

Che risultati ti aspetti o ti aspettavi? Senza questa informazione credo che gli esperti potranno dirti ben poco
“Negli alberi, nel vento, nell’acqua perenne,
nella terra, nella luce, nella roccia inflessibile”
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pushan
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Messaggioda pushan » 22 settembre 2009, 8:53

gb ha scritto:Che risultati ti aspetti o ti aspettavi? Senza questa informazione credo che gli esperti potranno dirti ben poco

bravo GB! era esattamente la domanda che avrei voluto fare al nuovo amico.
E' un problema quando partiamo condizionati dall'idea di quello che troveremo nel corso della sperimentazione di una pratica, magari perchè ce l'ha detto una persona di cui abbiamo fiducia o perchè l'abbiamo capito dallo studio delle scritture sapienziali.
Rimanere semplicemente in ascolto, osservando i moti fisici emotivi, mentali o psichici, è sufficiente, non solo all'inizio.
Osservare e lasciare andare, dimorando in quel silenzio interiore così difficile da cogliere, a volte, in una vita che gira come una giostra.
pushan

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Messaggioda Raven » 22 settembre 2009, 10:15

Avete ragione, saro' piu' specifico. A parte il mio desiderio di conoscere ed approfondire maggiormente la storia e le sfaccettature di questa pratica sotto il profilo sia pratico, sia culturale, vorrei cercare di raggiungere sempre risultati piu' "significativi": quando mi raccolgo in meditazione, cerco di regolarizzare la respirazione, di ascoltare il battito del mio cuore, di eliminare ogni pensiero e di "fare il vuoto" dentro di me, cercando l'armonia con l'esterno: spesso non riesco a percepire alcuna energia, non riesco a sentire "appieno" i miei Chakra, non riesco a provare una completa e perfetta sintonia con l'universo. La sensazione di "goduria" e' presente ma rimango comunque entro certi "confini"....spero di essere stato piu' chiaro ora..

Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 22 settembre 2009, 11:50

Raven ha scritto:Avete ragione, saro' piu' specifico. A parte il mio desiderio di conoscere ed approfondire maggiormente la storia e le sfaccettature di questa pratica sotto il profilo sia pratico, sia culturale, vorrei cercare di raggiungere sempre risultati piu' "significativi": quando mi raccolgo in meditazione, cerco di regolarizzare la respirazione, di ascoltare il battito del mio cuore, di eliminare ogni pensiero e di "fare il vuoto" dentro di me, cercando l'armonia con l'esterno: spesso non riesco a percepire alcuna energia, non riesco a sentire "appieno" i miei Chakra, non riesco a provare una completa e perfetta sintonia con l'universo. La sensazione di "goduria" e' presente ma rimango comunque entro certi "confini"....spero di essere stato piu' chiaro ora..

ma la definizione di questi confini e questa sensazione che puoi andare oltre certi confini nascono da un'istanza interiore o provengono da letture o racconti che ti hanno in qualche maniera impressionato?.

cosa significa non riesco a sentire appieno i miei cakra?

sai cosa sono i cakra e cosa si deve sentire?

ti faccio queste domande perchè nello yoga delle energie ( leggi hatha yoga dove Ha significa energie positive in quanto simboleggia il benigno Hara e Tha le energie negative) vi sono in realtà indicazioni precisissime sul Sat-cakra nirupana (penetrazione dei sei cakra), sulla direzione dell'energie che si percepiscono ecc. ecc.
nella raffigurazione dei cakra ad esempio non vi è niente di casuale: ogni dettaglio è testimonianza di un esperienza.

se il muladhara ha quattro petali disposti in una certa maniera significa che dal pericarpo (il centro del loto) si dipartono, tra le altre, quattro nadi la cui energia, nello yoga, va nella direzione rappresentata dalla punta dei quattro petali.
se in ogni petalo è inscritta una lettera , significa che quella energia corrisponde alla frequenza di vibrazioni di quella lettera.
se il bija mantra dello anahata cakra è yam significa che la vibrazione Yam localizzata sul cuore e , quindi) sulla spalla sinistra fa manifestare una determinata potenza (vayu per esempio- il dio dei venti - Aim Hrim Shrim Yam).

nello yoga vi sono vari lignaggi.
se , come mi pare tu affermi indirettamente parlando di cakra, sei un praticante di yoga delle energie e senti, anche se non appieno, tutti i cakra, pur essendo un neofita, digiuno delle tecniche operative che si utilizzano nello yoga delle energie sei probabilmente molto , per così dire evoluto.
un iniziato inconsapevole.
oppure c'è la possibilità(valuta tu) di scambiare certe vaghe sensazioni per ciò che , magari in seguito alla lettura di qualche libro, pensi debbano essere le aperture dei cakra, la circolazione delle energie interiori ecc ecc.
ti consiglio comunque sia ,di leggere qualche testo sull'argomento.

un libro che consiglio spesso è il mahanirvana tantra con l'introduzione di Avalon.

l'introduzione è molto ben fatta e da un'idea , superficiale forse ma precisa, di cosa sia il lavoro sui cakra, cosa sia il tantra, cosa sia il sanathana dharma.


uno studio della yoga Kundalini upanishad e dello hatha yoga pradipidika può dare una qualche idea delle tecniche operative.


un abbraccio.
r.
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Messaggioda anais » 22 settembre 2009, 12:24

il libro che consigli spesso paolo è in inglese, in italiano non riesco a trovarlo!!
è un inglese arcaico tra l'altro.
ku ti sgrido pubblicamente che dovevi aiutarmi a tradurre!! :evil: :lol:
chi lo trovasse in italiano, me lo potrebbe comunicare per favore?????
besos
anais
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Messaggioda Raven » 22 settembre 2009, 13:24

in inglese o in italiano per me non importa, ma sarebbe meglio naturalmente in italiano. In realta' alcuna lettura mi ha influenzato, anche perche' delle mie letture, solo il Vijnana Bhairava tratta esplicitamente di tecnica di meditazione, ma credo di non averlo capito per la maggior parte, infatti vorrei trovare un maestro che mi aiuti nella sua comprensione, anche se qua' a Cagliari credo sia molto difficile trovarne qualcuno di "preparato"...per il resto, ti ringrazio dei consigli, sentitevi liberi di consigliarmi qualunque testo riteniate valido...la mia percezione si limita a sensazioni superficiali, e probabilmente si tratta come hai detto tu di "autosuggestioni", per questo vorrei un aiuto su come praticare la meditazione in maniera efficace..grazie!!..

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Messaggioda pushan » 22 settembre 2009, 13:50

Raven ha scritto:Avete ragione, saro' piu' specifico. A parte il mio desiderio di conoscere ed approfondire maggiormente la storia e le sfaccettature di questa pratica sotto il profilo sia pratico, sia culturale, vorrei cercare di raggiungere sempre risultati piu' "significativi": quando mi raccolgo in meditazione, cerco di regolarizzare la respirazione, di ascoltare il battito del mio cuore, di eliminare ogni pensiero e di "fare il vuoto" dentro di me, cercando l'armonia con l'esterno: spesso non riesco a percepire alcuna energia, non riesco a sentire "appieno" i miei Chakra, non riesco a provare una completa e perfetta sintonia con l'universo. La sensazione di "goduria" e' presente ma rimango comunque entro certi "confini"....spero di essere stato piu' chiaro ora..

secondo me, quando si cerca di "fare" qualcosa si è lontani da cio che è.
Osservare il non percepire nessuna energia è oltremodo significativo, rimanendo in attesa potrebbe accadere che d'improvviso, in quel deserto immoto, si percepiscano dei flussi in movimento, si colga il formarsi del pensiero e del desiderio, anche del desiderio di "fare" qualcosa di significativo.
il significato è stare lì, in corretta presenza mentale che coglie i disagi o la leggerezza del corpo e il nascere e il morire di pensieri ed emozioni, come il sorgere del respiro in inspirazione e in espirazione.
La sintonia con l'universo non si può tirare per la coda...
a questo link un autorevole opinione sul tema
percorso: a sinistra: insegnamenti di Swamij (Swami Veetamohananda), articolo: perchè meditare.
http://www.gruppovedantalila.it/
ciao
pushan


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