la saggezza folle di Padmashambava

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sergio 72
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la saggezza folle di Padmashambava

Messaggioda sergio 72 » 2 aprile 2009, 13:46

(…) la saggezza folle di Padmashambava, una figura sia storica sia simbolica. Storicamente su il portatore del Buddhismo dall’India al Tibet, simbolicamente è l’incarnazione della mente illuminata, le sue qualità di freschezza e creatività. Padmashambava, simbolo della “saggezza folle”, è la capacità di applicare la freschezza dell’illuminazione in ogni esperienza, senza dover passare attraverso percorsi preliminari.
La “saggezza folle” è anche chiamata “saggezza della non paura”. La prima verità buddhista è la sofferenza, ma la “saggezza folle” la guarda da questa angolazione: il dolore c’è, la sofferenza esiste, ma non dobbiamo fuggirli. Anzi, dobbiamo berli fino in fondo, assaporarli fino in fondo senza paura. La “saggezza folle esperisce qualunque cosa. Qualunque oggetto sorga nelle cinque sfere sensoriali viene esperito completamente, autenticamente, senza scrupoli reconditi, senza paure di alcun genere. La “saggezza folle” è la capacità di fruire delle cose con immediatezza, senza frapporre speculazioni, ragionamenti o pregiudizi. Fruire completamente dell’esperienza per quello che è.
E’ l’esatto contrario dell’atarassia. Non diventiamo rincoglioniti, ma freschi. Diventiamo capaci, per dirla alla tibetana, di leccare un rasoio coperto di miele, gustando contemporaneamente il dolce del miele e l’acre del sangue. Assenza di paura è sapere affrontare la vita completamente, qualunque cosa si presenti. E’ la capacità di rapportarci in maniera fresca, diretta e totale con la qualità intrinseca della vita.

da “La saggezza folle” di Marco Valli, Magnanelli, Torino, 1995.

AT
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Messaggioda AT » 3 aprile 2009, 15:19

Detta così, questa saggezza folle sembrerebbe condurre nel caos e nell'autodistruzione. Lasciare che ogni influenza disordinata si impossessi di noi senza la discriminazione dell'intelletto e della volontà cosciente può condurre, visto che la natura umana è quella che è, a compiere atti estremi ( auto-mutilazioni, sadismo, coprofagia, distruzione, oltraggio sacrilego, cannibalismo, violenze di ogni genere, masochismo) che in definitiva si traducono in caduta e disgregazione. Molte sette della mano sinistra hanno preteso di porsi "al di là del bene e del male" e di poter fruire di ogni esperienza senza discriminazione etica. E' una via che, oltre a prestarsi ai peggiori abusi, separa l'adepto delle influenze spirituali più profonde e lo precipita in definitiva in un'oscurità caotica disgregante.

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sergio 72
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Messaggioda sergio 72 » 3 aprile 2009, 17:14

ah, AT, attento conoscitore degli animi e delle vie...
tu...
tu...
ne parli con la mente e con la mente immagini conseguenze nefaste...
sperimenta, ti invito, mica in teoria, nella pratica, sai?

che di yoga ci si riempe la bocca e la testa, ma chi se ne colma il Cuore tanto da non chiamarlo neppure Yoga, per rispetto?

"meglio un granello di pratica che tonnellate di teoria", no?


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