Il Neon Namaskara

sequenze, consigli per la pratica, indicazioni generali
Fabio Valis
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Il Neon Namaskara

Messaggioda Fabio Valis » 24 marzo 2017, 7:15

Ad un Festival Yoga con più di una ventina di partecipanti seduti in cerchio in un padiglione della Fiera ci stavamo preparando con una presentazione per eseguire il vecchio rito del Saluto al Sole. Quanti già lo conoscevano'? Bene, alzano quasi tutti la mano. Quanti l'hanno praticato al Sole? 3 mani!

A questo punto mi chiedo ha ancora senso chiamarlo Saluto al Sole? Non sarebbe il caso di rinnovare il lessico è chiamarlo Neon Namaskara?

Oppure sarebbe meglio iniziare a invitare con maggiore enfasi i praticanti a sperimentare questo rito innanzi al Sole?

Colgo l'occasione per un ulteriore invito: il 25 aprile, data in cui mi piace unire trekking e yoga. Nessun intento di rivisitazione storica, ma da prendere come giorno simbolo per una camminata tra i monti (nel mio caso organizzo questo evento tra gli appennini tosco romagnoli) e la riflessione sullo yoga come lotta di liberazione dai condizionamenti limitanti e dagli ordini mentali e dalle paure.

Di nuovo: che valore ha il luogo della pratica? Che differenza tra un ambiente naturale o all'interno di un edificio?
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Re: Il Neon Namaskara

Messaggioda padmasana2000 » 24 marzo 2017, 7:40

Sono da sempre un sostenitore dello yoga all' aperto. Meglio se in riva di uno di quei deliziosi e solitari laghetti alpini...
Un caro saluto,
Luca

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Re: Il Neon Namaskara

Messaggioda fabio » 24 marzo 2017, 13:10

Fabio Valis ha scritto:
Di nuovo: che valore ha il luogo della pratica? Che differenza tra un ambiente naturale o all'interno di un edificio?


A parte la provocazione divertente del neon, praticare all'aperto si può tradurre in un miglioramente della ossigenazione e della qualità dell'aria. Un ambiente aperto, è sempre meno inquinato di un ambiente chiuso.
Dal punto di vista "grossolano".
Dal punto di vista sottile invece, se si intende il Surya Namakara come rituale Vedico, nel quale si danza e si "impara" a diventare il Sole, secondo me non cambia nulla.
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Re: Il Neon Namaskara

Messaggioda Fabio Valis » 24 marzo 2017, 18:53

Ecco la mia contraddizione: è proprio l'intelligenza sottile della luce solare grossolana dell'alba a fare la differenza anche per il nostro processo sottile interiore di danza-dissolvimento-identità con Surya. "Se è sottile il nostro yoga a cosa serve avere davanti l'astro grossolano?" Non me lo spiego chiaramente, ma per me è così. Anche l'amore sottile (non grossolano) che rimane amore nonostante la lontananza però ha bisogno comunque di vedere e incontrare.
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Re: Il Neon Namaskara

Messaggioda Fabio Valis » 24 marzo 2017, 18:56

Laghetti di montagna ! Acqua e Altezza ! Perfetto eccome !
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Re: Il Neon Namaskara

Messaggioda Elazar » 25 marzo 2017, 8:51

Non sono un esperto di yoga ma di arti da combattimento, però parlando per analogia, penso che non esiste un luogo dove praticare, tu sei il luogo ed hai tutto ciò che ti serve. Quel luogo allora diviene sacro grazie alla tua pratica, ma non è un luogo a rendere sacra la tua pratica, qualunque esso sia.
Poi è chiaro, se si pratica in gruppo serve uno spazio idoneo alla pratica.....tutto qui :)
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Re: Il Neon Namaskara

Messaggioda gb » 25 marzo 2017, 10:56

Elazar ha scritto:Non sono un esperto di yoga ma di arti da combattimento, però parlando per analogia, penso che non esiste un luogo dove praticare, tu sei il luogo ed hai tutto ciò che ti serve. Quel luogo allora diviene sacro grazie alla tua pratica, ma non è un luogo a rendere sacra la tua pratica, qualunque esso sia.
Poi è chiaro, se si pratica in gruppo serve uno spazio idoneo alla pratica.....tutto qui :)


Sarei in linea di massima d'accordo: quasi mai mi è capitato di percepire energie legate ai luoghi, ma piuttosto al gruppo.

Dico quasi perchè in effetti in una sala dove fanno esercizi dei carmelitani che conosco, lì ho percepito qualcosa e anche di molto intenso.
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nella terra, nella luce, nella roccia inflessibile”
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Re: Il Neon Namaskara

Messaggioda Elazar » 25 marzo 2017, 11:13

gb ha scritto:Sarei in linea di massima d'accordo: quasi mai mi è capitato di percepire energie legate ai luoghi, ma piuttosto al gruppo.
Dico quasi perchè in effetti in una sala dove fanno esercizi dei carmelitani che conosco, lì ho percepito qualcosa e anche di molto intenso.


Certo, un luogo si carica di una certa energia di chi ci sta e di chi pratica certe cose, positive o negative.
A livello spirituale credo, che uno spazio come quello citato da te sopra, può servire di sostegno alla pratica, soprattutto per un principiante, ma poi il vero praticante diviene lui il luogo, tutto è dentro di lui, non può essere limitato da un luogo particolare........
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Re: Il Neon Namaskara

Messaggioda Elazar » 25 marzo 2017, 11:27

Spesso succede in molti campi, che chi pratica in un luogo per molti anni ( doyo, palestra, sala di meditazione, ecc) quando per vari motivi quel luogo chiude o il maestro che insegna sparisce, il praticante smette di praticare di conseguenza, ecco questo in un vero praticante e sono rari, non succede.......
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Re: Il Neon Namaskara

Messaggioda padmasana2000 » 25 marzo 2017, 12:53

quando parlavo di meditare in riva ad un lago alpino, facevo solo un esempio. detto ancora una volta che sono un semplice "appassionato" di Yoga e non un esperto o men che meno un illuminato, mi limito ad esternare mie sensazioni....
Certi luoghi mi ispirano nella pratica. pratica come la intendo io, quindi non necessariamente secondo la dottrina "pura" , per carità...
intendo solo dire che quando raggiungo un luogo che mi ispira pace, tranquillità e serenità, trovo naturale trascorrervi qualche ora praticando, sull'erba o sulle sponde di un ruscello, quel po' di Yoga che conosco.

Ciao!

Luca

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Re: Il Neon Namaskara

Messaggioda Elazar » 25 marzo 2017, 13:22

padmasana2000 ha scritto:intendo solo dire che quando raggiungo un luogo che mi ispira pace, tranquillità e serenità, trovo naturale trascorrervi qualche ora praticando, sull'erba o sulle sponde di un ruscello, quel po' di Yoga che conosco.
Ciao!
Luca


Beh questo credo sia normale Luca, anch'io lo faccio, però poi quando si percorre un cammino seriamente, che non vuol dire rigidamente, si pratica tutti i giorni proprio come ci si alimenta tutti i giorni, ed il luogo passa in secondo piano, perché quel luogo sereno e di pace è in te.......
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Re: Il Neon Namaskara

Messaggioda Fabio Valis » 25 marzo 2017, 14:40

Una dedica a gb : “Negli alberi, nel vento, nell’acqua perenne, nella terra, nella luce, nella roccia inflessibile” Sotto sotto il luogo conta anche per te... :lol:
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Re: Il Neon Namaskara

Messaggioda padmasana2000 » 25 marzo 2017, 15:07

Elazar ha scritto:Beh questo credo sia normale Luca, anch'io lo faccio, però poi quando si percorre un cammino seriamente, che non vuol dire rigidamente, si pratica tutti i giorni proprio come ci si alimenta tutti i giorni, ed il luogo passa in secondo piano, perché quel luogo sereno e di pace è in te.......


condivido.
pratico tutti i giorni, e generalmente non nei luoghi che mi "ispirano". sono d'accordo che lo Yoga e' qualcosa che definirei come "un luogo dell'anima" (scusate per la definizione istintiva ma sincera) e quindi il luogo fisico della ptaica non c'entra.
ho praticato per anni (ormai quasi cinquanta) nei luoghi più disparati, dal prato dietro casa alla spiaggia, al pascolo in montagna, al pavimento di casa, qualche volta anche in luoghi disagevoli etc.
dico solo che trovo più "intensa" e profonda la pratica in certi luoghi che mi ispirano più pace, gioia e beatitudine.
pregare in casa o pregare in chiesa non cambia il valore della preghiera. ma nel luogo giusto è più bello...
probabilmente è un mio limite, ma sono fatto così...
ciao !

Luca

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Re: Il Neon Namaskara

Messaggioda padmasana2000 » 25 marzo 2017, 15:09

... un altro mio limite è il non riuscire ad usare il tasto "quote" nonostante mi sia stato spiegato come fare......

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Re: Il Neon Namaskara

Messaggioda Elazar » 25 marzo 2017, 15:25

padmasana2000 ha scritto:dico solo che trovo più "intensa" e profonda la pratica in certi luoghi che mi ispirano più pace, gioia e beatitudine.
pregare in casa o pregare in chiesa non cambia il valore della preghiera. ma nel luogo giusto è più bello...
probabilmente è un mio limite, ma sono fatto così...
ciao !
Luca

.....
Un esperienza intensa la tua Luca , in questi casi non è un limite ma un modo di essere :wink:
Anch'io come te ho meditato e mi sono allenato duramente nei luogh più diversi, nei prati, in strada, cantina, e per necessità anche al bagno....
Quello che volevo dire che quando non possiamo trovare il luogo più adatto ogni luogo può andare bene per esprime se stessi ... :)
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