Fuoco e Bambù

lo yoga regale o yoga della mente, Patanjali
Paolo proietti
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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda Paolo proietti » 12 giugno 2017, 16:39

Indra ha scritto:lo yoga è pratico ed essenziale
non sa che farsene di persuasioni o credenze o filosofemi pseudorealizzativi

dire ' lampo' non illumina
solo chi ha già in sè la Luce Vede la Luce

Dopo il grido del falco
Il silenzio dei monti si fa profondo.
Il Manzo non Esiste

mauro
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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda mauro » 12 giugno 2017, 17:43

Ho risposto a quanto da te scritto:

Quindi se tu sei in grado di discernere tra attori illuminati e attori non illuminati ne consegue che sei convinto di essere uno spettatore illuminato. Ci vuoi parlare della tua illuminazione e di quali sono, per te, le caratteristiche è le modalità che contraddistinguono un illuminato?


Le supposizioni, da come si può ben vedere, le fai tu.

Concordo con quanto scritto da Indra.

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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda Paolo proietti » 12 giugno 2017, 22:09

mauro ha scritto:Ho risposto a quanto da te scritto:

Quindi se tu sei in grado di discernere tra attori illuminati e attori non illuminati ne consegue che sei convinto di essere uno spettatore illuminato. Ci vuoi parlare della tua illuminazione e di quali sono, per te, le caratteristiche è le modalità che contraddistinguono un illuminato?


Le supposizioni, da come si può ben vedere, le fai tu.

Concordo con quanto scritto da Indra.


Allora non ho capito niente :D .
Capita.
Quindi , visto che stiamo condividendo e non ho compreso saresti così cortese da spiegarmi il senso del tuo intervento sull'attore e sullo spettatore?
E mi piacerebbe conoscere il significato che tu attribuisci alle parole maestro e Illuminato.

Mi piacerebbe intavolare una discussione in proposito.

A tal riguardo,per mettere le carte in tavola con chiarezza in modo da sfuggire alle dubbie interpretazioni e al linguaggio obliquo, ribadisco la mia posizione in proposito (lo ripeto da anni, ma vale la pena di farlo):

1) pratico la non considerazione, per me le parole dette e scritte da qualcuno hanno il medesimo valore potenziale, sia che a dirle sia stato il papa, sia che a proferirle sia stato il tabaccaio di Piazza Mazzini.

2) credo fermamente nell'insegnamento tantrico "nessun Guru, Nessun maestro, Solo Amore".

3) ritengo che un maestro sia un essere umano con tutti i pregi e i difetti dell'essere umano, ma per una serie di esperienze che ha fatto e/o delle coincidenze, e o qualche stravagante prodigio, se interrogato risponde (spesso, talvolta o sempre) in linea con personaggi del passato considerati a loro volta maestri; Si tratta del concetto del Gotha esplicato nel sanathana Dharma.

Per questo, credo, si dice che il maetsro NON esiste.
SE TROVI IL BUDDHA UCCIDILO.




Adesso se vuoi, mi piacerebbe conoscere la tua personale opinione.
Il motivo della mia richiesta è semplice:
Sei intervenuto sull'argomento e questo significa che hai qualcosa da dire in proposito.
Io,con la mia limitatezza non ho capito e ti chiedo quindi la cortesia di chiarirmi le idee onde favorire la reciproca comprensione.

Se vorrai discutere con me te ne sarò grato assai.
Se non vorrai, rispetterò ovviamente il tuo silenzio.
Un sorriso,
Ryu
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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda Paolo proietti » 12 giugno 2017, 22:25

"La spada entra nel fodero. La spada esce dal fodero. Da quell'unico fodero escono mille spade. Quell'unica spada entra in mille foderi. L'uno e il molteplice. Eppure sono una spada e un fodero nel presente. E sono sempre uno in ogni presente. Nel divenire essi sono mille e mille che si incontrano tutti non a caso. Ma sono sempre la spada, fatta di un'anima e di un fodero."
(tratto da Dialoghi del Cenobio - Ottobre 2010)

Immagine

Ho diverse spade.

Ne ho una che però mi piace più delle altre, mi piace non è la parola giusta, diciamo che la conosco, la so.

E' una riproduzione di una spada giapponese: una katana.

Il fodero è legno nero laccato.

La vernice qua e là è scrostata.

Una volta durante una dimostrazione con il mio amico e maestro Haruiko Yamanouch e alcuni allievi un colpo non certo abile di un falso avversario (in teatro la spada si usa per unire, è danza) ne ha staccato la parte finale, una specie di tappo metallico. Allora l'ho sigillato con un nastrino che mi aveva regalato un amico tibetano (mi sembra); ci sono dei disegni con i 5 colori dei tibetani(i cinesi usano il nero al posto del blu). Col tempo il nastro si è un po' scolorito, ma svolge ancora la sua funzione, impedisce alla polvere di entrare nel fodero e di attaccarsi sulla lama. E' una bella lama, di acciaio giapponese. ho tolto il filo (sarebbe pericoloso, e potrebbero arrestarmi per porto d'armi abusivo) ma si vede benissimo la sfumatura ondulata della tempra: una specie di onda.

Ieri ho ripreso la spada che conosco. Era molto tempo che non lo facevo. L'ho presa con la mano sinistra e l'ho osservata per un pò. Lo facevo sempre. L'ho messa orizzontale al pavimento e l'ho osservata, é così essenziale.

Poi lentamente l'ho portata al fianco. Chi non sa usare la spada mette la katana con la curva verso l'esterno, come fosse una sciabola da ussaro o una scimitarra, la curva va verso il basso. Ho afferrato l'elsa con la destra, con indice e pollice e l'ho carezzata con il palmo della mano, l'ho sfilata lentamente. L'acciaio della spada giace nel legno, lo si svela e si porta a contatto con l'aria.

Qualcuno, di cui mi fido molto, ha detto che, pur sapendolo, non aveva mai sentito parlare dell'inversione dell'acqua e del fuoco.
L'inversione dell'acqua e del fuoco inizia svelando l'acciaio.

Immagine

Il legno è padre del fuoco, il fuoco genera la terra, la terra è madre dell'acciaio, l'acciaio genera l'acqua, il fuoco distrugge il metallo, ma lo trasforma in acqua.

Il segreto della spada è tutto qui. Sfilo l'acciaio dal legno in cui giace, il metallo di solito distrugge il legno. Qui, prima di svelarlo, si riposa nel legno. La dimora dell'acqua è in basso, la dimora del fuoco è in alto. il legno è padre del fuoco.



Inspiro. esattamente nel momento in cui inizia la espirazione sguaino la spada. fsssss. dal basso il respiro porta la spada in alto.

Il legno produce il fuoco.

Dall'alto il respiro porta la lama in basso. il metallo produce l'acqua, l'acqua non si può arrestare nella sua corsa verso il basso, verso il mare, l'acqua distrugge case e ponti, trascina alberi e barche, spegne il fuoco.

La lama ruota in realtà è il gomito, fa una spirale, il piede aveva fatto un passo avanti per accompagnare lo scorrere dell'acqua verso il basso, adesso si ritrae, l'acqua sale, torna fuoco, penetra il legno di nuovo, torna legno, adesso la tiro fuori lentamente. E' molto che non lucido la spada, preferisco non usare i prodotti che mi hanno consigliato o che ho letto; uso una goccia d'olio, un panno morbido.

La lama ricomincia a brillare immediatamente, la patina del passato era leggera leggera.

Osservo di nuovo la lama, osservo la guardia, è traforata a forma di uccello. una delle ali è leggermente scheggiata (un amico, allievo antico non aveva capito che la spada è dolcezza).

Ho sempre pensato fosse una Gru, ma a guardar bene pare proprio un cormorano.

Musashi ha passato gli ultimi due anni della sua vita a disegnare cormorani ed a pregare la dea Kannon, la dea della misericordia.

Che collegamento c'è tra kannon e il cormorano?

Il cormorano è un uccello abituato alle grandi altezze, poi d'improvviso si lancia verso il mare e nuota come il più provetto dei nuotatori, si inabissa. Così in alto e così in basso, il cielo più alto e l'abisso più profondo non hanno segreti per il cormorano.

kannon è una dea buddista. kannon è avalokitesvara.

Om mani padme hum!

Avalokitesvara è la dea padme, la vagina cosmica..

La spada , il cormorano e la vagina cosmica. mi rimetto in piedi ed osservo la spada, la prendo con due mani, la tengo verticale, il cormorano sta in basso la punta emersa dal legno sta in alto.

Guardo la zona arrotondata, curva perfetta, vicino alla punta, la vedo verticale ma so che è una curva perfetta; penso che è un emblema un maestro autentico: un quadrato senza lati, penso ad un maestro ma non mi viene in mente nessuno dei miei insegnanti, penso a qualcuno che non conosco neppure e che è senza esserlo. Che strano. prima pensavo alla lama verticale come fosse la mia colonna vertebrale, le energie in alto verso il cranio e oltre e contemporaneamente in basso verso il bacino ed oltre.

Adesso non penso proprio. e la spada sembra più leggera.
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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda mauro » 13 giugno 2017, 6:14

Avevo semplicemente messo una frase che ritenevo non veritiera, peraltro senza commento:

mauro ha scritto:
Paolo proietti ha scritto:In pratica lo spettatore non illuminato non si accorge dell'attore illuminato.


E giù l'ambaradan, vabbè.
Per il resto concordo con quanto detto nel tuo ultimo post.
Vuoi che ti dia la mia definizione di illuminato?
Chi vive in armonia con l'armonica dell'universo.
Per quello credo più ad un sasso illuminato che ad un uomo.

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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda Paolo proietti » 13 giugno 2017, 10:02

mauro ha scritto:Avevo semplicemente messo una frase che ritenevo non veritiera, peraltro senza commento:

mauro ha scritto:
Paolo proietti ha scritto:In pratica lo spettatore non illuminato non si accorge dell'attore illuminato.


E giù l'ambaradan, vabbè.
Per il resto concordo con quanto detto nel tuo ultimo post.
Vuoi che ti dia la mia definizione di illuminato?
Chi vive in armonia con l'armonica dell'universo.
Per quello credo più ad un sasso illuminato che ad un uomo.


Grazie Mauro.
Devo dire che, secondo me, per favorire la comprensione di coloro che leggono, dovresti chiarire, se vuoi,cosa intendi per "Armonica dell'Universo".
Credo che l'uso di un linguaggio condiviso sia il punto di partenza per uno scambio di idee edopinione che possa risultare utili a tutti.

La Definizione "Armonica dell'Universo" a me personalmente, fa pensare ad una interpretazione leggermente superficiale degli insegnamenti di Raphael, maestro che non ho mai conosciuto personalmente, ma di cui tempo addietro ho letto i libri (tutti o quasi, i suoi e molti dei suoi collaboratori)

Raphael pare abbia speso molte energie nel cercare di coniugare la Tradizione occidentale (il neoplatonismo di Platone/Plotino) con il Maya Vada (la teoria dell'Apparenza Fenomenica dell'Universo) di Adi Shankara, il Riformatore dell'Induismo vissuto per la maggior parte delle Fonti nel IX secolo d.C. (secondo le mie ricerche sarebbe nato molti anni prima, intorno al III secolo a.C.).

Per cui il discorso dell'Armonica dell'Universo potrebbe riferirsi alle idee di Pitagora reinterpretate,appunto, da Raphael.

L'Impresa di raphael (coniugare Tradizione Occidentale e Tradizione Non Duale Orientale) era assai ardita,ed alcuni ricercatori a lui vicini nel cercare di portarla avanti non mi sono risultati molto convincenti.
Mi riferisco soprattutto a Laura Boggio Gilot, guru italiana della psicologia Transpersonale di cui ho letto un libro e il riassunto di alcune conferenze, che non mi ha mai convinto pienamente.

Platone/Plotino infatti è decisamente dualista: separa la vita Vera, ovvero dall'Iperuranio, dall'inferno terreno in cui l'anima è prigioniera del corpo visto come un contenitore, osceno, di urina, sangue e feci.

Mentre Shankara,come tutta la filosofia Non duale orientale, parla di Diversi punti di vista dovuti al livello coscienziale dell'essere umano.

In pratica tutto è qui e adesso solo che la visione del profano, del "Conoscitore del Campo", del Testimone", del "Maestro Interiore" edi "Colui che siede sul trono più alto" sono tra loro diverse.

A questo punto la tua risposta
Chi vive in armonia con l'armonica dell'universo.
Per quello credo più ad un sasso illuminato che ad un uomo
sarebbe priva di senso,in quanto il sasso, appartenente alla Materia (la sostanza di cui è fatto il Corpo/prigione dell'Essere Umano,, non avrebbe nessuna possibilità di illuminazione o raggiungimento della conoscienza/consapevolezza.

Ti va di approfondire il discorso?

Un sorriso,
Ryu.
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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda mauro » 13 giugno 2017, 12:38

sarebbe priva di senso,in quanto il sasso, appartenente alla Materia (la sostanza di cui è fatto il Corpo/prigione dell'Essere Umano,, non avrebbe nessuna possibilità di illuminazione o raggiungimento della conoscienza/consapevolezza.


Questa è la tua visione, dedotta, leggendoti, da Raphael, Shankara, Platone e co.
La mia invece è quella che ti ho detto.
Il sasso in quanto "solo" materia, non si oppone, se non per inerzia, agli eventi.
Tutte le forme di vita invece vi si oppongono, chi più chi meno. E più è evoluta la forma di vita, più si pone in contrasto agli eventi.
L'uomo ne è esempio conclamato.
L' armonica dell'universo è la frequenza base a 432 hz.

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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda mauro » 13 giugno 2017, 12:58

Ma poi, famme capì: riporti la frase "se incontri un Buddha uccidilo", e poi mi fai l'excursus delle filosofie di Raphael, Shankara e Platone?
Che aspetti ad ammazzarli? O solo il povero Buddha va ucciso? :lol:
Se non ci sono maestri, non ci sono. O meglio: ciascuna adotti il proprio. Ma non mi mettere in mezzo Raphael, Shankara e Platone per spiegarmi come funzionano "davvero" le cose.
Se funzianano così per te, ci sta. Ma non è così per tutti.
Quindi: "Shankara ha detto", o "Raphael ha scritto", mettiamoli da parte. Conosco abbastanza bene il loro pensiero e la loro filosofia per ritenermene sufficientemente svincolato.

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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda Paolo proietti » 13 giugno 2017, 13:50

mauro ha scritto:
sarebbe priva di senso,in quanto il sasso, appartenente alla Materia (la sostanza di cui è fatto il Corpo/prigione dell'Essere Umano,, non avrebbe nessuna possibilità di illuminazione o raggiungimento della conoscienza/consapevolezza.


Questa è la tua visione, dedotta, leggendoti, da Raphael, Shankara, Platone e co.
La mia invece è quella che ti ho detto.


Ovvio che è la mia visione , dedotta dallo studio di testi.
Ma chiedevo la tua e cercavo un linguaggio comune, nel momento in cui parli di Armonica dell'Universo, nel tentativo di comprendere e far uso di un linguaggio comune, ho espresso la mia visione.

Il sasso in quanto "solo" materia, non si oppone, se non per inerzia, agli eventi.


Intendi dire che un maestro illuminato è colui che non si oppone agli eventi?
Questo è già comprensibile.
ma in quale maniera,per la tua esperienza, un sasso può insegnare ed avere dei discepoli?

Tutte le forme di vita invece vi si oppongono, chi più chi meno. E più è evoluta la forma di vita, più si pone in contrasto agli eventi.
L'uomo ne è esempio conclamato.

Vuoi dire che un autentico Maestro è colui che è privo di Vita?
L' armonica dell'universo è la frequenza base a 432 hz.

Fisicamente, credo, le frequenze armoniche sono le frequenze il cui valore è multiplo intero della frequenza base (frequenza fondamentale) di un'onda.
In musica ad esempio se considero un DO a frequenza 100(numero casuale), la frequenza armonica a frequenza 200 rappresenta la fine di un ottava.
per ciò che riguarda la frequenza 432 hz, si dovrebbe riferire ad un ottava in cui il Do (prima nota) vibra a 256 Hz. che sarebbe,semplificando,un DO assoluto.
Giocando un po' con l'accodartura di un pianoforte o di un chitarra pare che la quinta nota (La) di una scala in cui il Do è a 256 Hz, corrisponda invece a 430 Hz, e non a 432 Hz.

Dire che l'armonica dell'Universo è a 432 hz, se non sbaglio (e spero che ci sia qualche musicista sul Forum in grado di chiarirmi le idee) significa dunque che per essere in armonia con l'universo, e quindi essere illuminati, si debba vibrare a 864 Hz, 1.296 Hz e così via?

Quindi basta avere un buon programma per computer, a tuo dire, per illuminarsi?

Ti spiace chiarire questo punto?

Un sorriso,
P.
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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda Paolo proietti » 13 giugno 2017, 14:05

mauro ha scritto:Ma poi, famme capì: riporti la frase "se incontri un Buddha uccidilo", e poi mi fai l'excursus delle filosofie di Raphael, Shankara e Platone?
Che aspetti ad ammazzarli? O solo il povero Buddha va ucciso? :lol:


dato che solo uno spettatore illuminato può riconoscere un attore illuminato, nel momento del loro incontro sono entrambi l'Essere.
Ed avendo l'illuminato risolto i veli limitanti della Dea, e non essendo, quindi,piùsottoposto alle limitazioni di Spazio, Conoscenza, Passione, Tempo e nesso di Causalità, non c'è alcuna possibilità che lo spettatore illuminato uccida il Maestro illuminato. sarebbe come se il mare volesse colpire il mare con una spada o il vento volesse sparare al vento.

Se non ci sono maestri, non ci sono. O meglio: ciascuna adotti il proprio. Ma non mi mettere in mezzo Raphael, Shankara e Platone per spiegarmi come funzionano "davvero" le cose.


Cercavo solo un comune linguaggio.
E con correttezza,mi pare, innanzitutto ho ribadito la mia personale visione (citando la Non Considerazione e il "Motto" Nessun Guru nessun Maestro, solo Amore) ed in un secondo tempo ho ipotizzato una spiegazione al tuo dire facendo appello alla mia conoscenza eruditiva.
Non mi pare di aver cercato di spiegarti come stanno davvero le cose.


Se funzianano così per te, ci sta. Ma non è così per tutti.
Quindi: "Shankara ha detto", o "Raphael ha scritto", mettiamoli da parte. Conosco abbastanza bene il loro pensiero e la loro filosofia per ritenermene sufficientemente svincolato.


Bene.Sono felice di questa tua decisione di non parlare per citazioni ma di far riferimento solo all'esperienza personale.
Intendi questo, giusto?

Puoi allora parlarmi dell'esperienza che ti ha condotto a ritenere, se ho ben capito ciò che affermi, che:
1)l'unico maestro possibile è un Sasso in quanto non si oppone alle forze naturali.
2)nessun essere dotato di Vita può in qualche modo illuminarsi o essere un maestro.

Ti ringrazio ancora per la tua voglia di condividere.
Un sorriso,
Ryu.
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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda mauro » 13 giugno 2017, 14:29

Continuerò a condividere quando comincerai a mettermi in bocca ciò che ho veramente detto. D'accordo?
Non ho mai affermato che un sasso sia "l' unico maestro" nè che le forme di vita non possano illuminarsi od essere a loro volta maestre.
Ho detto che per me, se, intendendo illuminazione in quanto esistere armonicamente con l'armonica dell'universo, un sasso è più illuminato di un uomo e, aggiungo, lo è da sempre.
Quindi, si: un sasso può anche essere un maestro, ma ritengo che maestri possano esserlo tutti gli enti e gli esseri che ci precedono nella scala evolutiva, in quanto più illuminati di noi.
Si tratta di gradazioni.

Mi chiedi quali sono le esperienze in base alle quali giungo a tale conclusione?
Molteplici. Non vengo a ripeterti che vita faccio. Sto a contatto con certe realtà sempre. Osservo e rifletto su come gli esseri viventi, dai più piccoli e semplici ai più grandi e complessi, non facciano che lottare: per la sopravvivenza, anzitutto, ma non solo. Più ci evolviamo, estendiamo la nostra lotta anche per semplici voluttà. Per quello ritengo l'uomo l'essere più lontano da quanto io consideri ciò che definisco "illuminazione".
Il sasso non è "contro" o "per". Il sasso è lì, e lascia che la natura faccia il suo corso. Non vi si oppone, se non per la sua unica dote intrinseca di inerzia.
Anche un fiore lascia che la natura faccia il proprio corso. Che venga fecondato da un ape o strappato da una mucca che lo mangia, a ciò non si oppone, ma a differenza del sasso il fiore esiste per riprodursi, cioè ha uno scopo, seppure intrinseco. Un insetto già dimostra di voler opporsi alla natura fuggendo dai predatori e cercando cibo e acqua. Ma esso stesso è più illuminato di noi perchè si lascia vivere, cosa che noi non facciamo.
Queste sono le mie riflessioni in base alle mie osservazioni e alle mie esperienze confermate da molte testimonianze peralrro autorevoli, come quelle di Gautama Buddha (non che voglia mettere in mezzo un maestro, ma perchè è la figura spirituale che sento a me più vicina).
Ultima modifica di mauro il 13 giugno 2017, 14:47, modificato 1 volta in totale.

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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda mauro » 13 giugno 2017, 14:39

Ho letto ora anche l'altro tuo post sull'armonica base.
Ho capito dove vuoi parare, Paolo. Ti si dice una cosa, tipo A, e tu cominci ad argomentare finendo col dire "quindi tu dici B"!

Facevi così anche sui pitagorici. Ti conosco mascherina.

Ed io ancora a risponderti.

TI HO PER CASO DETTO CHE UNO CHE SUONA UN ACCORDO AL PC AD UN MULTIPLO INTERO DI 432HZ SIA UN ILLUMINATO?

Ma fammi il piacere.

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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda Paolo proietti » 13 giugno 2017, 15:03

mauro ha scritto:Ho letto ora anche l'altro tuo post sull'armonica base.
Ho capito dove vuoi parare, Paolo. Ti si dice una cosa, tipo A, e tu comincia ad argomentare finendo col dire "quindi tu dici B"?

per evitare fraintendimenti, è sufficiente , ribadisco, trovare un linguaggio comune.
Tu hai parlato di Armonica Universale ed io, con i miei limiti da un lato e con la mia conoscenza eruditiva dall'altro, ho esposto le mie opinioni in proposito.
Vuoi per favore chiarire il senso della tua frase: cosa vuol dire "che mi si dice una cosa "A" e io finisco col dire una cosa "B"?
Se si condivide e si affronta un argomento ovviamente tu avrai le tuo opinioni e Paolo altre.
Concordi?
Il fine della condivisione dovrebbe essere quello di trovare prima un linguaggio comune e poi un accordo sui punti che ci accomunano ed un confronto su quelli che in apparenza ci dividono.
Non trovi?

Facevi così anche sui pitagorici. Ti conosco mascherina.

Puoi spiegare meglio per favore, evitando se possibile di citare i Pitagorici?

Ed io ancora a risponderti.

TI HO PER CASO DETTO CHE UNO CHE SUONA UN ACCORDO AL PC AD UN MULTIPLO INTERO DI 432HZ SIA UN ILLUMINATO?

Ma fammi il piacere.

No.
hai solo parlato di Armonica universale.
E quando io ti ho chiesto di specificare hai citato la frequenza 432 Hz, nota anche come Frequenza Verdi.
Se parli di frequenza l'armonica è un multiplo intero di una frequenza base, per cui la tua prima affermazione che per illuminarsi sia necessario entrare in risonanza con L'Armonica dell'Universo, unita alla tua seconda affermazione riguardo all'essere l'Armonica universale 432Hz, mi fa ragionevolmente supporre che secondo te sia necessario vibrare ad un multiplo intero di 432 Hz.

Per tentare di far questo "scientificamente" è sufficiente munirsi di un programma musicale per PC e fare degli esperimenti sulle frequenze multiple di 432 Hz, esaminando gli eventuali cambiamenti dello stato Psicofisico a seconda delle differenti frequenze percepite.

Se non intendevi questo perchè citare con precisione la frequenza di 432 hz?
Puoi spiegarmi per favore?

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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda fabio » 13 giugno 2017, 15:17

mauro ha scritto:Un insetto già dimostra di voler opporsi alla natura fuggendo dai predatori e cercando cibo e acqua. Ma esso stesso è più illuminato di noi perchè si lascia vivere, cosa che noi non facciamo.


Un insetto che cerca di sfuggire ad un predatore, fa esattamente ciò che è più naturale. Cerca di sopravvivere. La vita solitamente ha questo scopo. Vivere.

Forse ho capito male, ma secondo te per essere più "naturale" dovrebbe farsi mangiare?

Cosa significa lasciarsi vivere?
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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda Paolo proietti » 13 giugno 2017, 16:30

Ti chiedo scusa Mauro ma questo post mi era sfuggito,
Lo leggo solo adesso
mauro ha scritto:Continuerò a condividere quando comincerai a mettermi in bocca ciò che ho veramente detto. D'accordo?
Non ho mai affermato che un sasso sia "l' unico maestro" nè che le forme di vita non possano illuminarsi od essere a loro volta maestre.


Quindi tutte le forme di vita possono illuminarsi.
Vuoi dire che un bruco o una tigre hanno l'aspirazione all'illuminazione o che semplicemente vivono la loro natura?



Ho detto che per me, se, intendendo illuminazione in quanto esistere armonicamente con l'armonica dell'universo, un sasso è più illuminato di un uomo e, aggiungo, lo è da sempre.
Quindi, si: un sasso può anche essere un maestro, ma ritengo che maestri possano esserlo tutti gli enti e gli esseri che ci precedono nella scala evolutiva, in quanto più illuminati di noi.
Si tratta di gradazioni.


Mi pare, se non ricordo male, che Dattatreya parlasse di un illuminazione ottenuta grazie a maestro Vento, maestro falco o qualcosa del genere.
Ma si tratta di un essere umano che ha l'aspirazione alla realizzazione e trova gli insegnamenti nella Natura.
Nella tradizione buddista si parla di Bodhisattva che in varie occasioni, per un fine preciso, si incarnano in animali o piante.
nella tradizione induista si parla invece di esseri come, Indra, re degli Dei che si incarnano in formiche per via del loro orgoglio.
In tutti e due i casi si afferma però che l'incarnazione umana è la più favorevole, l'unica nella quale si possa aspirare all'illuminazione.


Mi chiedi quali sono le esperienze in base alle quali giungo a tale conclusione?
Molteplici. Non vengo a ripeterti che vita faccio. Sto a contatto con certe realtà sempre. Osservo e rifletto su come gli esseri viventi, dai più piccoli e semplici ai più grandi e complessi, non facciano che lottare: per la sopravvivenza, anzitutto, ma non solo. Più ci evolviamo, estendiamo la nostra lotta anche per semplici voluttà. Per quello ritengo l'uomo l'essere più lontano da quanto io consideri ciò che definisco "illuminazione".
Il sasso non è "contro" o "per". Il sasso è lì, e lascia che la natura faccia il suo corso. Non vi si oppone, se non per la sua unica dote intrinseca di inerzia.

Vorrei chiedere se questo ti ha portato ad una modificazione (Parinama) del tuo stato psicofisico e della tua mente tale da allontanare quell'ansia di incompiutezza che, a detta del Vedanta, ad esempio, è il primo motivo di sofferenza (se non sbaglio) e insieme laspinta verso la realizzazione.
Credi che sia così?
credi che lo stare a stretto contatto con piante ed animali ti abbia concesso di vivere nello stato di Beatitudine suprema (ananda) che secondo loe scritture è lo stato naturale dell'Uomo?
Se si me ne puoi parlare?

Anche un fiore lascia che la natura faccia il proprio corso. Che venga fecondato da un ape o strappato da una mucca che lo mangia, a ciò non si oppone, ma a differenza del sasso il fiore esiste per riprodursi, cioè ha uno scopo, seppure intrinseco. Un insetto già dimostra di voler opporsi alla natura fuggendo dai predatori e cercando cibo e acqua.


Non so.
Ricordo la Storia del monaco e dello scorpione:
"un giorno, nei pressi di uno stagno, un maestro illuminato vide uno scorpione che stava annegando. Mosso da compassione lo salvò offrendogli il palmo della sua mano.
Lo scorpione, appena giunto in salvo, lo colpì con la coda, avvelenandolo.

Una volta ristabilitosi grazie alle cure dei discepoli, il maestro volle tornare allo stagno e di nuovo trovò lo scorpione che si dibatteva nell'acqua fangosa.
Gli offrì ancora una volta il palmo della mano e lo scorpione, ancora una volta, lo colpì con la coda avvelenandolo.

-"Maestro!"-gridarono i discepoli -"Avvelenare è la natura dello scorpione, non puoi farci niente! Non puoi ostinarti a salvare chi ti ringrazia col suo veleno!"-

-" Non posso fare a meno di salvarlo" - rispose il maestro -"La Natura dello scorpione è quella di avvelenare, la mia quella di provare compassione"-

La storiella è simpatica e mette in evidenza anche una serie di contraddizioni che si incontrano "lungo la via".
Se l'uomo deve arrendersi completamente senza reagire, al flusso della natura, dovrebbe arrendersi anche alla sua natura.
Giusto?
E la natura di un essere umano è diversa da quella di un sasso.

Si parla di quattro stati di coscienza dell'essere umano, nello Yoga: Veglia, Sogno, Sonno Profondo, e Turiya (in realtà ci sarebbero anche Jiva Turiya, Brahma Turiya e Tutiya Turiya, ma il discorso si farebbe un po' lungo.

Gli animali condividono con noi solo Sogno e sonno profondo.
I vegetali solo il sonno profondo.
Gli dei solo Turiya.
In pratica solo gli esseri umani avrebbero la possibilità di essere consapevoli di tutti e quattro gli stati coscienziali, rendendo così la loro essenza superiore anche a quella degli dei.
Che ne pensi, Mauro di questa teoria?


Ma esso stesso è più illuminato di noi perché si lascia vivere, cosa che noi non facciamo.
Queste sono le mie riflessioni in base alle mie osservazioni e alle mie esperienze confermate da molte testimonianze peralrro autorevoli, come quelle di Gautama Buddha (non che voglia mettere in mezzo un maestro, ma perchè è la figura spirituale che sento a me più vicina)
.

Mi fa piacere che tu ti sia avvicinato al Buddhismo.
Ti va di parlare del tuo rapporto con gli insegnamenti di Buddha Shakyamuni?

Un sorriso,
Ryu
Il Manzo non Esiste


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