aimsa e bhagavad gita

lo yoga regale o yoga della mente, Patanjali
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aimsa e bhagavad gita

Messaggioda viveka » 17 gennaio 2017, 20:09

buona sera a tutti.
ancora non sono riuscito a capire come si concilia il primo yama di Patanjali, cioè la prescrizione di aimsa, con l'esortazione ad uccidere che, nella Bhagavad Gita, Krishna fa ad Arjiuna!

se qualcuno mi può aiutare lo ringrazio anticipatamente.

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Re: aimsa e bhagavad gita

Messaggioda gb » 17 gennaio 2017, 23:35

viveka ha scritto:buona sera a tutti.
ancora non sono riuscito a capire come si concilia il primo yama di Patanjali, cioè la prescrizione di aimsa, con l'esortazione ad uccidere che, nella Bhagavad Gita, Krishna fa ad Arjiuna!

se qualcuno mi può aiutare lo ringrazio anticipatamente.


Credo, ma potrei sbagliarmi, che la prima sia l'indicazione di non applicare il principio di distruzione all'esterno di sè, la seconda quella di applicarlo all'interno di sè, quindi non dovrebbero essere indicazioni contrastanti ma complementari
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Re: aimsa e bhagavad gita

Messaggioda Paolo proietti » 17 gennaio 2017, 23:43

viveka ha scritto:buona sera a tutti.
ancora non sono riuscito a capire come si concilia il primo yama di Patanjali, cioè la prescrizione di aimsa, con l'esortazione ad uccidere che, nella Bhagavad Gita, Krishna fa ad Arjiuna!

se qualcuno mi può aiutare lo ringrazio anticipatamente.


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il mercante é un mercante.
il prete é un prete.
il guerriero che uccide in battaglia non fa altro che seguire la via indicatagli dal suo maestro interiore , lo svadharma.
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Re: aimsa e bhagavad gita

Messaggioda Elazar » 18 gennaio 2017, 9:13

Si uccidono i nemici interiori, la guerra allora serve per realizzare la pace, in ogni ricercatore dovrebbe esserci questo sentimento guerriero, ed Arjuna appunto simboleggia il ricercatore che affronta le proprie battaglie...
Egli ( il vero ricercatore) non è né buono ne cattivo, cerca di essere un giusto, poiché come dice un proverbio cinese: "Un uomo troppo buono è come un muro di sola terra"
...per tanto in alto andare molto in basso bisogna stare

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Re: aimsa e bhagavad gita

Messaggioda Paolo proietti » 18 gennaio 2017, 10:43

comunque sia patanjali è un tantrico che scrive un manuale per yogin tantrici.
Vyasa che é venuto dopo patanjali scrive i 18 purana e il mahabharata.
l'abitudine occidentale di separare la b.g dal resto delle storie dei pandava confonde le idee.
mahabharata é un libro epico che parla di guerre e battaglie e inganni.
il nemico interiore?
Krishna l'arcere insegna ad arjuna a vincere una guerra.
scende lui stesso in campo ad un certo punto.

ogni testo puó essere interpretato in quattro maniere diverse che in occidente vengono chiamate LINGUAGGIO LETTERALE , ALLEGORICO, MORALE,ANAGOGICO.
non si può far finta che non esista il linguaggio letterale.

Krishna é un guerriero che insegna ad uccidere e a combattere.
cosî come shiva, vishnu, hanuman, durga...ahimsa per gli induisti non é assolutamente la non violenza come la intendiamo noi.

siamo noi di cultura cattolica che la intendiamo cosí.
ahimsa può essere tradotto con Non offensività, non con non violenza.

shankara andava in giro con la spada e si infuriava spesso.

la maggior parte di noi non legge il mahabharata ma le interpretazioni che persone che reputiamo degne di fede danno della b.g.

la verità é che nel mahabharata si combatte e si uccide. come nel Ramayana.

applicare l'etica e la morale cattolica ai poemi indiani non credo sia una bella mossa.
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Re: aimsa e bhagavad gita

Messaggioda Elazar » 18 gennaio 2017, 12:13

Certamente tra i 4 livelli di lettura di cui parla anche Dante, il livello letterario ha la sua importanza, ma quello che interessa di più al ricercatore spirituale, è quello anagogico, perché, come spiega l'etimologia della stessa parola, è quello che ci trae in alto a livello coscienziale.
Se quindi il livello letterario è importante al fine di comprendere il testo, assai più lo sono gli altri, che spesso rimangono celati all'occhio profano......
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Re: aimsa e bhagavad gita

Messaggioda Paolo proietti » 18 gennaio 2017, 13:19

Elazar ha scritto:Certamente tra i 4 livelli di lettura di cui parla anche Dante, il livello letterario ha la sua importanza, ma quello che interessa di più al ricercatore spirituale, è quello anagogico, perché, come spiega l'etimologia della stessa parola, è quello che ci trae in alto a livello coscienziale.
Se quindi il livello letterario è importante al fine di comprendere il testo, assai più lo sono gli altri, che spesso rimangono celati all'occhio profano......


Senza comprensione del livello letterale non c'è nessuna comprensione del livello anagogico.
Sono come i quattro stati dei guna, e i quattro livelli di coscienza.
Visva, taijasa, prajna, turiya sono l'insieme degli stati coscenziali dell'essere umano.
Se non hai la percezione del mondo reale non hai possibilità di conoscere.
Prajna è come l'oceano e visva è come la schiuma dell'onda.
La schiuma ha la possibilità di conoscere l'onda e l'oceano, perchè senza onda ed oceano non esisterebbe.
L'oceano non ha nessuna possibilità di conoscere la schiuma.
Lo dice la Bhagat Gita : "Tutti gli esseri sono in me, ma io non sono in loro".

Il Parabrahman non ha nessuna conoscenza del jiva o anima individuata.
A parte le disquisizioni filosofiche c'è il buon senso comune che è sempre la miglior guida: se non impari a camminare difficlmente imparerai a correre.

Bhagavat Gita è la storia di un maestro che ricorda ad un guerriero che la sua natura è quella di uccidere.
Se si leggesse tutto il mahabhatrata forse si comprenderebbe meglio il messaggio di Vyasa.

Il libro successivo alla Bhagavat Gita si chiama, appunto, Uttaragita (canto successivo).
Lì Krishna insegna ad Arjuna lo Hatha Yoga.

Il Mahabharata è il racconto di una guerra, e le vicissitudini, in questa guerra, di cinque fratelli che sono sposati con la stessa donna, e che per recuperare un regno perduto ai dadi, ingannano, combattono e uccidono.

Il ricercatore spirituale, come lo definisci tu, deve sforzarsi di vedere le cose come stanno, e non come vorrebbe che fossero.
Un sorriso,
Ryu no Kokyu
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Re: aimsa e bhagavad gita

Messaggioda viveka » 18 gennaio 2017, 18:31

Paolo proietti ha scritto:
viveka ha scritto:buona sera a tutti.
ancora non sono riuscito a capire come si concilia il primo yama di Patanjali, cioè la prescrizione di aimsa, con l'esortazione ad uccidere che, nella Bhagavad Gita, Krishna fa ad Arjiuna!

se qualcuno mi può aiutare lo ringrazio anticipatamente.


il guerriero é un guerriero.
il mercante é un mercante.
il prete é un prete.
il guerriero che uccide in battaglia non fa altro che seguire la via indicatagli dal suo maestro interiore , lo svadharma.
se uccidesse per cercare un profitto o per rabbia sarebbe un assassino.

sono abbastanza d'accordo con te, anche in relazione all'altro post, dove distingui la non violenza dalla non offensività.
si forse secondo lo yoga un guerriero DEVE uccidere, per vincere, ma ciò NON implica aimsa... è tremendo!!
dentro di me però ancora qlc si deve schiarire..
grazie ciao

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Re: aimsa e bhagavad gita

Messaggioda Paolo proietti » 18 gennaio 2017, 19:39

credo che il problema sia il tentativo di noi occidentali di creare un sistema che si accordi con le nostre originarie credenze cristiane.

Quindi prendiamo un po' di patanjali, un po'di upanishad, qualche brano dei poemi epici e ci costruiamo un qualche edificio bello a vedersi, e solitamente molto ordinato, in cui tutto torna e teniamo buona la nostra coscienza, quella creata dal cattolicesimo.

Quello che definiamo Yoga nasce dall'incontro di una cultura indiana autoctona (quelli che spesso chiamiamo Asura) con gli invasori Arii, spesso chiamati Deva.

Basta leggere il Mahabharata o il Ramayana per caire di cosa si sta parlando: bataglie, omicidi, lotte per il potere.

Il 99 % degli yogin inizia la pratica con il salito al sole, basato sulle posizioni di Hanuman (anjaneya), considerato 11a incarnazione di Rudra il distruttore.

Praticare il saluto al sole [ che nonostante ciò che si crede ( e credevo pire io!!!) NON é una invenzione moderna di Krishnamacharya, ma un antivo rito guerriero] e mettersi a parlare di Ahimsa pensando che significhi non violenza é una contraddizione in termini.

Lo yoga non é un movimento per la pace.
purtroppo.

E nemmeno il buddismo.
Le arti marziali moderne sono state inventate da Bodhidharma, monaco buddista.
Amogavajra e Vajrabodi, monaci buddisti, diventarono nel 500 d.C. consiglieri militari del governo cinese dopo aver ucciso,da soli, centinaia di soldati tibetani.

Questo non significa che noi non possiamo avere una legittima aspirazione alla Pace , ma da qui a dire che Arjuna , Krishna, Rama, Hanuman ecc. erano dei pacifisti ce ne corre..
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Re: aimsa e bhagavad gita

Messaggioda Elazar » 18 gennaio 2017, 20:28

Non c'entra nulla essere pacifisti, come nonc'entra nulla il cattolicesimo, il concetto da comprendere secondo il mio parere, è che la Bhagavad-Gita è un testo iniziatico, parla di guerra, di uccisioni, ma il suo fine è la pace (vera) e la perfezione, come descritto in questo verso:

"La persona che, avendo rinunciato a tutti i desideri, vive senza brame e non s'identifica con l'ego mortale, e il suo senso di 'mio' realizza la pace".

Concordo che bisogna guardare le cose così come sono, ma tali testi sacri si com-prendono anche a secondo il livello evolutivo di ogni singolo individuo e quindi a secondo della sua soggettività occulta, che differisce da individuo a individuo. In sintesi, il fine della Bhagavad-Gita non differisce da altri testi sacri, sia orientali che occidentali, questo perché, come scrive anche Raphael nel suo commento alla B.G., la matrice della Tradizione è Una...
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Re: aimsa e bhagavad gita

Messaggioda Paolo proietti » 18 gennaio 2017, 20:44

Elazar ha scritto:Non c'entra nulla essere pacifisti, come nonc'entra nulla il cattolicesimo, il concetto da comprendere secondo il mio parere, è che la Bhagavad-Gita è un testo iniziatico, parla di guerra, di uccisioni, ma il suo fine è la pace (vera) e la perfezione, come descritto in questo verso:

"La persona che, avendo rinunciato a tutti i desideri, vive senza brame e non s'identifica con l'ego mortale, e il suo senso di 'mio' realizza la pace".

Concordo che bisogna guardare le cose così come sono, ma tali testi sacri si com-prendono anche a secondo il livello evolutivo di ogni singolo individuo e quindi a secondo della sua soggettività occulta, che differisce da individuo a individuo. In sintesi, il fine della Bhagavad-Gita non differisce da altri testi sacri, sia orientali che occidentali, questo perché, come scrive anche Raphael nel suo commento alla B.G., la matrice della Tradizione è Una...


se sei d'accordo riprendiamo una vecchia abitudine del forum: quando si cita un testo si mettono le indicazioni bibliografiche ( esempio: capiyolo n., sutra n. traduzione di...)

" dire la matrice della tradizione è una" non significa niente.
Ho studiato almeno tre versioni della BG e cinque degli yoga sutra, tutte diverse.
Il concetto di tradizione unica è nato a cavallo del XX secolo con il gruppo di UR e Mircea Eliade.
Sanathan Dharma èaltra roba.
Si tratta di una successione di insegnamenti basati sui numeri (cinque ad esempio sono gli elementi, gli organi di senso, gli organi d'azioni, le teste di shiva....) e non è una filosofia come la intendiamo noi.
Quindi tradizione Unica è un modo di dire.
Esiste si l'essere umano, ma cercare di far coincidere gli insegnamenti di Shankara bhagavad Pada con quelli di Plotino o quelli di Milarepa con quelli maestro Eckart è roba da trapezisti.
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Re: aimsa e bhagavad gita

Messaggioda viveka » 18 gennaio 2017, 20:59

Paolo proietti ha scritto:credo che il problema sia il tentativo di noi occidentali di creare un sistema che si accordi con le nostre originarie credenze cristiane.

Quindi prendiamo un po' di patanjali, un po'di upanishad, qualche brano dei poemi epici e ci costruiamo un qualche edificio bello a vedersi, e solitamente molto ordinato, in cui tutto torna e teniamo buona la nostra coscienza, quella creata dal cattolicesimo.

Quello che definiamo Yoga nasce dall'incontro di una cultura indiana autoctona (quelli che spesso chiamiamo Asura) con gli invasori Arii, spesso chiamati Deva.

Basta leggere il Mahabharata o il Ramayana per caire di cosa si sta parlando: bataglie, omicidi, lotte per il potere.

Il 99 % degli yogin inizia la pratica con il salito al sole, basato sulle posizioni di Hanuman (anjaneya), considerato 11a incarnazione di Rudra il distruttore.

Praticare il saluto al sole [ che nonostante ciò che si crede ( e credevo pire io!!!) NON é una invenzione moderna di Krishnamacharya, ma un antivo rito guerriero] e mettersi a parlare di Ahimsa pensando che significhi non violenza é una contraddizione in termini.

Lo yoga non é un movimento per la pace.
purtroppo.

E nemmeno il buddismo.
Le arti marziali moderne sono state inventate da Bodhidharma, monaco buddista.
Amogavajra e Vajrabodi, monaci buddisti, diventarono nel 500 d.C. consiglieri militari del governo cinese dopo aver ucciso,da soli, centinaia di soldati tibetani.

Questo non significa che noi non possiamo avere una legittima aspirazione alla Pace , ma da qui a dire che Arjuna , Krishna, Rama, Hanuman ecc. erano dei pacifisti ce ne corre..


su questa parte che hai scritto non sono tanto d'accordo; cercherò di rispondere nei prossimi gg quando avrò più tempo. comunque grazie, sei sempre preparatissimo!!
ciao a tutti

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Re: aimsa e bhagavad gita

Messaggioda Elazar » 18 gennaio 2017, 21:26

Paolo proietti ha scritto:se sei d'accordo riprendiamo una vecchia abitudine del forum: quando si cita un testo si mettono le indicazioni
Quindi tradizione Unica è un modo di dire.
Esiste si l'essere umano, ma cercare di far coincidere gli insegnamenti di Shankara bhagavad Pada con quelli di Plotino o quelli di Milarepa con quelli maestro Eckart è roba da trapezisti.


Certo chiedo scusa:
(Bhagavad-Gita capitolo 2 versetto 71)

Tradizione Una è un modo di dire che si rifà al concetto di Unità, come Dio è Uno, ma chiamato con nomi diversi, cosi anche la Tradizione è Una, anche se le vie sono molte....
Poi sono più che d'accordo che non bisogna mischiare le cose, altrimenti si fa un gran minestrone, che di questi tempi potrebbe anche essere utile visto il freddo :-)
Ultima modifica di Elazar il 18 gennaio 2017, 21:42, modificato 1 volta in totale.
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Re: aimsa e bhagavad gita

Messaggioda Elazar » 18 gennaio 2017, 21:29

È vero poi che l'arte marziale è l'arte della guerra, ma, come mi disse un maestro, è anche la via della pace per eccellenza.....

Basterebbe studiare la simbologia delle stesse per capirlo, come ad esempio il significato della cintura legata alla vita.....
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Re: aimsa e bhagavad gita

Messaggioda Paolo proietti » 18 gennaio 2017, 22:23

le cinture le hanno inventate i soldati olandesi.
nessun karateka giapponese le usava. lavoravano in mutande.
le arti marziali sono tecniche per i soldati e le forze di polizia.
si impara a mettere un avversario in condizione di non nuocere.
Dire che un'arte marziale é una tecnica di pace é una corbelleria.
dire che serve a portare la pace é giusto: tu scassi le balle e ti meno cosî stai buono!

é ipocrita dire che si impara a strangolare o a mettere al tappeto una persona con un pugno per la pace.
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