le credenze nella mente

lo yoga regale o yoga della mente, Patanjali
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le credenze nella mente

Messaggioda Hosni » 21 novembre 2010, 21:21

fabio ha scritto:
Hosni ha scritto:Molti credono che il cammino per l'illuminazione debba durare molte vite, questo è vero solo per alcuni indivuidui "conservativi", quando le credenze diventano certezze, convinzioni e dogmi indiscutibili allora queste diventano una parte della persona difficile da cambiare,
è difficile per qualcuno che ha riposto tanta fiducia in qualcosa ammettere che si trattava solo di una bella favola,


molti credono invece che non serva studiare ma semplicemente pensare di essere illuminati.

molti credono che basti una sola vita per illuminarsi.

molti credono di essere illuminati perchè hanno avuto qualche esperienza fuori dall'ordinario o qualche tipo di intuizione.

sono credenze, come quelle sopra, ed in quanto tali alla pari.


Infatti non serve affatto studiare/studiare è essenziale nel cammino.
Pensare di essere illuminati non serve a nulla/pensare di essere illuminati serve eccome.
E' sbagliato credere che l'illuminazione sia qualcosa di straordinario/è giusto credere che l'illuminazione sia qualcosa di straordinario.
Come è sbagliato pensare che esistano esperienze fuori dall'ordinario/come è giusto pensare che esistano esperienze fuori dall'ordinario.

In sostanza si, che ognuno creda ciò che vuole.
Dalla realizzazione del sè (illuminazione iniziale) alla completa autorealizzazione(illuminazione finale) si dice ci vogliano milioni di anni , quindi di fatto ci vogliono diverse vite, ma questa è la teoria...
Tutto quello che possiamo scrivere utilizzando le lettere è teoria, credenze, linee guida, testimonianze.
Ma la realtà è un altra cosa, per esempio il tibetano Milarepa ci ha messo una sola vita. (a proposito, su e-mule c'è il primo episodio del film)
Nel lignaggio del kriya yoga viene insegnato che è possibile.

Qual'è il problema con le credenze?
Secondo Hosni non ci sono credenze giuste e credenze sbagliate, ma il problema delle credenze è che queste mettono limiti, per esempio Fabio potrebbe credere che sia impossibile una certa cosa, Hosni invece pensa che nell'universo tutto sia possibile, visto che è fatto di sogno.
Significa che l'universo è costruito di sostanza mentale, energia più o meno densa, dove per densità si intende il rapporto di aggregazione tra le particelle solide (la materia, Shakti) e gli spazi vuoti (o coscienza, Shiva).
Quindi un aspetto delle credenze è che queste a volte possono limitare.
Allo stesso modo può limitare la conoscenza presa a prestito (la teoria), per esempio alcuni in questo forum credono che non sia possibile per un uomo superare il livello di Avadhuta (livello di illuminazione ultimo), è una dottrina, Hosni invece crede che si possa anche diventare Avatar (mi è arrivata voce che qualcuno abbia fatto questa cosa, un certo Sundernath di cui probabilmente non si sentirà mai parlare).

Una volta ho sentito parlare di un maestro con la m minuscola, che credeva che la vita fosse solo fonte di sofferenze, lo insegnò ad una ragazzina. Questa è una credenza limitante ed anche distruttiva.
In seguito il maestro morì, e questa morte andò a rafforzare la credenza della ragazza.

Esistono invece credenze più costruttive.
Strada facendo si cambia, e cambiano le credenze.
Cos'è che rende possibile l'impossibile, cos'è che spazza via i limiti?

L'amore, la devozione, ma soprattutto il desiderio, l'intensità, la fiducia, la esperienza, sia con sforzo che senza sforzo.

In verità, tutto viene dato a chi sa chiedere, e niente è nascosto a chi sa guardare.

Le mie più sincere benedizioni per il tuo cammino,

Hosni, ma non solo.
Barzelletta cosmica, barzelletta cosmicaaa ;)

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Re: le credenze nella mente

Messaggioda fabio » 23 novembre 2010, 10:01

Hosni ha scritto:Qual'è il problema con le credenze?
Secondo Hosni non ci sono credenze giuste e credenze sbagliate, ma il problema delle credenze è che queste mettono limiti, per esempio Fabio potrebbe credere che sia impossibile una certa cosa, Hosni invece pensa che nell'universo tutto sia possibile, visto che è fatto di sogno.
Significa che l'universo è costruito di sostanza mentale, energia più o meno densa, dove per densità si intende il rapporto di aggregazione tra le particelle solide (la materia, Shakti) e gli spazi vuoti (o coscienza, Shiva).
Quindi un aspetto delle credenze è che queste a volte possono limitare.


non c’è nessun problema con le credenze. Fabio e hosni non sono altro che il frutto delle loro credenze.

Aristotele formulo il principio di identità per mezzo della conoscenza.

L’anima è tutto ciò che essa conosce.

Tanto più Conosci, tanto più sei.

Riguardo le credenze la cosa veramente importante è sapere che sono credenze. Credo (dimmi se sbaglio) di aver capito cosa proponi. Sostanzialmente di sostituire a credenze “negative-distruttive” delle credenze “positive-costruttive”. Personalmente credo sia un buon lavoro da fare. Come la questione delle azioni e del karma. Da un certo punto di vista è meglio compiere buone azioni che cattive azioni. Queste daranno luogo (se ci crediamo e diamo per buoni certi discorsi) una buona rinascita ecc ecc.
Il lavoro dello yogi però credo però debba andare in un'altra direzione. Si tratta della ricerca della “giusta” azione, in ordine col dharma e che non genera karma. L’azione si compie da sé senza volontà e senza pensiero. Allo stesso modo tornando alle credenze, il lavoro da fare per analogia potrebbe essere quello di risolvere le credenze, portarle cioè allo svelamento e farle scomparire. Le credenze sono (ma lo sai benissimo) delle sovrapposizioni alla realtà Una, ed in quanto tali non esistono se non da colui che le immagina. Quindi anche se crearne di nuove (positive al posto di negative) potrebbe essere un buon lavoro, comunque non credo sia un lavoro risolutivo. se al posto della corda io sovrappongo (vedo/credo) un serpente posso morire di paura. Se sovrappongo (vedo/credo) un'altra immagine – es un filo d’acqua – può non succedere niente. ma lo scopo credo sia vedere la corda.

L'amore, la devozione, ma soprattutto il desiderio, l'intensità, la fiducia, la esperienza, sia con sforzo che senza sforzo.

In verità, tutto viene dato a chi sa chiedere, e niente è nascosto a chi sa guardare.

Le mie più sincere benedizioni per il tuo cammino,

Hosni, ma non solo.


Anch’io ti do le mie benedizioni, per quanto non sia un prete. Occhio a cosa desideriamo, perché potrebbe arrivare.

Un abbraccio

f.
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Messaggioda Paolo proietti » 23 novembre 2010, 15:02

Hosni invece crede che si possa anche diventare Avatar

caro piccolo Hosni, l'Avatar se tiene per buono ciò che si afferma nella filosofia indiana, è incarnazione diretta dell'Essere.
L'Essere può essere condizionato dal manifestato?
nessuno può diventare un Avatar.
Diventare è ovviamente legato al divenire.

Se l'assoluto fosse relativo al tempo che diamine di assoluto sarebbe?

non esiste nessuno che possa "diventare" avatara.
esistono invece dei casi di "possessione divina".
cosa assai diversa.

mai pensato alla possibilità di rileggere ciò che scrivi primi di postarlo :wink: ?

un sorriso,
r.
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Messaggioda Hosni » 24 novembre 2010, 0:25

Mi piace la correzione che hai fatto, però mi piace anche il paradosso che è venuto fuori scrivendo tutto d'un fiato come faccio solitamente.
In realtà,se dobbiamo essere pignoli caro Paolo nessuno può diventare nessuno, nè esiste nessuno, ci sono solo individui che credono di essere individui.
Ad oggi penso che siano esistiti più Avatar di quello che sappiamo, e della maggiorparte non ne sentiremo parlare.
"che si possa diventare Avatar"
bel paradosso, l'uomo che diventa avadhuta, poi distrugge il corpo e ne crea subito un altro, come il seme che diventa fiore, e poi albero, o come il bruco che si fa il bozzolo e poi diventa una farfalla.
Alla fine dell'uomo non rimarrebbe nè il corpo, nè la mente, nè l'anima...questo si dice di quel Nath.
Comunque è solo una diceria.
Perchè il termine possessione divina? Suona macabro l'accostamento di queste due parole, così facciamo passare un messaggio negativo ai giovani :roll:

"Giovani di oggi, non ascoltate Paolo, fatevi possedere dal Divino, non c'è niente di male ed è sempre meglio che drogarsi" :mrgreen:

Fabio, ho solo descritto un fenomeno, non so se si possa riuscire davvero a cambiare una credenza agendo a livello conscio, come hai già detto queste scompaiono da sole una volta visto che non corrispondono alla realtà dei fatti.
Quella di annichilire un pensiero negativo con il suo opposto è una buona tecnica consigliata negli yoga sutras, ma dipende sempre dal tipo di cammino che si è deciso di seguire, e dove si vuole arrivare.
Ho scritto quelle cose perchè mi sembravano appropriate e interessanti.
E' vero che uno yogi dovrebbe fare solo il proprio dovere e la giusta azione, e liberarsi da tutto il karma, però anche questo dipende dal tipo di cammino che si è deciso di seguire.
Alcuni buddhisti descrivono la differenza tra la mente di un buddha e un uomo comune con:

Visione Nirvanica
Visione Samsarica

Interessante distinzione

Il mio Guru dice che per la pratica del sistema kriya in modo perfetto sono richiesti 12 anni di pratica per decomplicare la mente e purificarla, mentre altri ci mettono pochissimo perchè hanno una mente semplice e riescono a entrare facilmente nello "stato naturale".

Quindi a parte la pratica, e la devozione, il lavoro e il servizio a Dio sono ottimi strumenti per purificare la mente e accelerare il progresso, sempre che lo si voglia, ma non per ottenere una nascita migliore in futuro, chissenefrega della prossima vita :wink:

Perchè sto dicendo queste cose? Non lo so, mi andava di dirle, con simpatia

Hosni.
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Messaggioda Paolo proietti » 24 novembre 2010, 10:35

"che si possa diventare Avatar"
bel paradosso, l'uomo che diventa avadhuta, poi distrugge il corpo e ne crea subito un altro, come il seme che diventa fiore, e poi albero, o come il bruco che si fa il bozzolo e poi diventa una farfalla.


nessuno può diventare qualcosa d'altro da sé.
il tentativo di collegare la filosofia realizzativa alle moderne concezioni filosofiche occidentali crea la credenza del progresso o evoluzione.
nella filosofia realizzativa non si parla di progresso.
il progresso è un processo di accumulo (accumulo di nozioni, mezzi operativi, ricchezze materiali).
sarebbe più opportuno il termine regresso nel senso di svelamento progressivo e progressiva risoluzione delle credenze.

ma anche regresso, come progresso, è legato allo scorrere del tempo: se prima avevo il cappotto addosso, ora me lo sono tolto.

Se l'essere fosse toccato dallo scorrere del tempo ovviamente non sarebbe assoluto.
il vero assoluto sarebbe il TEMPO.
in pratica credere nel progresso o nel regresso significa credere nel Dio TEMPO.

il che ci può stare, ma non vedo perchè bisognerebbe scomodare l'avadhuta , l'ajati vada e via discorrendo.

il seme diventa fiore, dici.
quindi l'assoluto del fiore sarebbe il seme?
ma se il seme cade sulla roccia, nell'acqua salata o nella terra fertile secondo te fa differenza?

ovviamente si.
il seme è quindi relativo alla Terra.
la Terra è l'assoluto del seme e quindi del fiore.
ti torna?

ma se non piovesse o non fosse irrigato il seme caduto nella terra fertile potrebbe germogliare?

ovviamente no.

quindi il seme è relativo alla pioggia.

e se non ci fosse il sole che dà calore alla terra il seme potrebbe germogliare?

ovviamente no.
quindi il seme è relativo al sole.

e se non ci fossero ossigeno e azoto il seme potrebbe germogliare?
ovviamente no.
quindi il seme è relativo all'aria.

e se non ci fosse lo spazio inteso proprio come spazio fisico se non ci fosse differenza tra la terra l'atmosfera e lo spazio profondo, il seme potrebbe germogliare?
ovviamente no.
il seme è relativo alo spazio.

ma il seme (stiamo andando verso la storia dell'uovo e della gallina) di chi è figlio?
di un frutto (phala).
e questo frutto potrebbe esserci se non ci fosse un fiore?
ovviamente no.

quindi l'evoluzione del seme a fiore procede da una involuzione da fiore a seme.

che si tratti di evoluzione o involuzione dipende dall'osservatore esterno.

si tratta di processi che ritornano sempre al punto di partenza.
processi che dipendono da Spazio, Aria, Fuoco, Acqua, Terra.


il bruco non si fa bozzolo.
il bruco si fa crisalide.
la crisalide si fa farfalla.
la farfalla fa le uova e diventa bruco.
il bruco si fa crisalide
la crisalide si fa farfalla.
la farfalla fa le uova e diventa bruco.....


ma l'individuo bruco è lo stesso individuo crisalide?
l'individuo crisalide è lo stesso individuo farfalla?
il bruco striscia sulla terra.
la crisalide è immobile.
la farfalla vola.
strisciare, stare fermi, volare sono capacità diverse che appartengono alle diverse forme bruco-crisalide-farfalla.
ma anche qui non c'è evoluzione.

se il bruco volasse o potesse stare giorni, mesi, anni senza mangiare si potrebbe parlare di evoluzione.

ma un bruco privo di ali che si mette a volare npon l'ho mai visto (a meno che non lo lanci con la fionda).
un bruco costretto a stare fermo senza mangiare per un mese morirebbe.

il bruco non può decidere di diventare crisalide.
la "trasformazione" avviene quando lo decide il TEMPO.
quando sarà il momento giusto il bruco morirà e dalla sua morte nascerà la crisalide.
al momento giusto la crisalide morirà e dalla sua morte nascerà una farfalla.
la farfalla a sua volta farà le uova e , nel giro, a volte di qualche ora, morirà e dalla sua morte nascerà il bruco.

l'esempio dell'evoluzione Bruco-farfalla non credo sia troppo azzeccato: se il volo della farfalla, nella fantasia degli esseri umani, è visto come il punto di arrivo, il traguardo di qualcosa è solo per la la loro (degli esseri umani) limitata capacità di osservazione.

se bruco, crisalide, farfalla fossero lo stesso individuo, arrivato in vetta, arrivato al suo traguardo, questi si ritroverebbe di nuovo al nastro di partenza pronto per ricominciare ogni volta.


se è questo essere realizzati il bruco ed il seme di ortica sono dei realizzati.

il che ci potrebbe anche stare....


Alla fine dell'uomo non rimarrebbe nè il corpo, nè la mente, nè l'anima...questo si dice di quel Nath.
Comunque è solo una diceria.


non esisterebbero corpo, mente e anima o non esisterebbe una coscienza individuata?

la questione è assai delicata.

se l'improvvisa scomparsa del corpo fosse un sintomo (?) della realizzazione non duale significherebbe che la realizzazione non duale è collegata ad un fenomeno spazio temporale: dire il corpo è scomparso significa dire che qualcosa che prima C'ERA adesso NON C'E'

ovviamente si tratta della percezione di un osservatore esterno.
se c'è qualcuno che osserva il tuo Esserci di prima ed il tuo non esserci di dopo lo scomparire del tuo corpo sarà condizionato dalla presenza di questo osservatore esterno.

quindi il processo di trasformazione (scomparsa) sarà dipendente da tale osservatore ovvero sarà relativo a qualcos'altro .
e se sarà relativo non sarà assoluto.


Perchè il termine possessione divina? Suona macabro l'accostamento di queste due parole, così facciamo passare un messaggio negativo ai giovani

suona macabro?
evidentemente sei condizionato dalle parole.
se sei condizionato dalle parole a tal punto che il tuo sentire muta, nell'osservare lo stesso fenomeno o nell'analizzare lo stesso concetto, in rapporto alla qualità delle parole usate significa che la tua mente è agita dal suono.

se mi piace il miele mi piace anche se lo chiamano fiele.

è più importante l'etichetta o il contenuto?

un abbraccio,
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Messaggioda Hosni » 24 novembre 2010, 12:58

Rileggi l'ultima parte in chiave ironica Paolo, oppure rileggila così:
l'accostamento delle due parole potrebbe sembrare macabro a chi non ha capito cos'è.
Come se l'uomo di suo si possedesse, di solito questo è posseduto dagli oggetti, dalla sua casa, dai suoi desideri, dai suoi pensieri, dalle sue preoccupazioni, o dagli eventi.
E' chiaro che non mi riferivo a un problema personale, se ti ricordi poco dopo l'ingresso in questo forum nella firma avevo: E' possibile raggiungere l'illuminazione, arrendendosi a Dio,
Isvara pranidhana è una delle tecniche operative del kriya.

"Alla fine dell'uomo non rimarrebbe nè il corpo, nè la mente, nè l'anima...questo si dice di quel Nath."
Riscrivo: alla fine di quell'uomo non rimarrebbe nè il corpo, nè la sua mente, nè la sua anima, perchè l'anima si è dissolta completamente, la mente è tornata al suo stato originale e quel corpo è morto, l'Essere ne ha creato uno nuovo fatto di pura luce, si sa, gli Avatara non sono limitati da nulla.
Qui stiamo parlando della storia di un uomo specifico e non di quello che succede di solito, comunque è giusto, è la descrizione da un punto di vista umano.
Grazie per la spiegazione, avvincente ed entusiasmante.
La tua visione è giusta, utile e saggia, ma la visione di un uomo in evoluzione, dell'uomo che passa dall'uomo bruto all'essere umano, da quest'ultimo all'uomo spirituale, e da qui all'uomo divino è una chiave di lettura conveniente rapportata a quello che è il mondo.
Coincide con la visione di Aurobindo.
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Credenze sulla materia.

Messaggioda Annananda » 24 novembre 2010, 14:48

La Verità,che già è presente dentro di noi,come Essenza naturale,all'origine della vita,a mio avviso è indicibile e può essere ri-vissuta solo attraverso la costante e graduale pulizia della coscienza,fino alla percezione fenomenica della Luce e dell'Unione con Dio,con i poveri mezzi e le intuizioni del nostro corpo-mente e del nostro sistema nervoso e secondo il sistema mito-poietico che appartiene per educazione o appartenenza culturale ad ognuno di noi.Alla fine è sempre e soltanto un'intuizione,un frammento filtrato,dell'Assoluto.Al di là dei vari testi sacri e simbolici e delle diverse autobiografie scritte dai "risvegliati" e dai Maestri che hanno lasciato testimonianza di sè,nella storia dell'umanità a noi giunta o di chi fa speculazione metafisica e filosofica su questi temi affascinanti,o di chi si ritiene purificato nel fuoco della Verità e magari Maestro per gli altri a venire,mi sembra che la dimensione mistica,che non è misticismo,vada innanzitutto perseguita con costanza e con disposizione d'animo aperto e senza troppe letture o costruzioni teoriche ed intellettuali,perchè la descrizione delle esperienze vissute da altri,è inutile per chi si approccia alle pratiche mistico-spirituali e spesso di difficile comprensione,portando l'attenzione sul piano intellettuale,che è un altro piano di realtà...Penso che al di là delle parole,chi l'ha vissuta davvero "l'Illuminazione" e in modo armonico rispetto alle varie dimensioni dell'Io ed è quindi realmente riuscito ad integrare la dimensione spirituale,con il suo essere uomo innanzitutto o donna,prima che "santo/a",conduca una vita che nella sua quotidianità e nel modo di affrontare concretamente quanto offre la vita (gioie e dolori) manifesti in modo naturale e convincente che la Luce lo permea,senza bisogno di parole.Ponendosi immediatamente come esempio vivente.Perchè a questo punto solo il silenzio,rispetto a questi argomenti, può essere realmente significativo.Il cammino spirituale diventa allora contemplazione esistenziale vissuta e condivisa nel vivere collettivo,in modo naturale ed evidente.

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Messaggioda Paolo proietti » 24 novembre 2010, 16:45

La tua visione è giusta, utile e saggia, ma la visione di un uomo in evoluzione, dell'uomo che passa dall'uomo bruto all'essere umano, da quest'ultimo all'uomo spirituale, e da qui all'uomo divino è una chiave di lettura conveniente rapportata a quello che è il mondo.
Coincide con la visione di Aurobindo


esistono due grandi gruppi di teorie:
quello che vede la manifestazione come la fine di un processo di emanazione परिणाम pariṇāma वाद vāda e quello che vede la manifestazione come l'inizio di un processo evolutivo आरंभ āraṃbha वाद vāda.
Emanazione significa forzatamente che prima c'era un qualcosa di caldo e luminoso che ha prodotto la manifestazione condensandosi.

Evoluzione significa che prima c'era qualcosa di informe o non bello destinato nel tempo a trasformarsi in qualcosa di meglio formato e più bello.

c'è un prima e c'è un dopo in entrambi i casi.

se esistono coordinate temporali come puoi parlare di Assoluto?

un sorriso,
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Messaggioda Hosni » 24 novembre 2010, 18:55

Il punto è che Hosni e Paolo oggi si trovano nella Mente di Dio, per cui entrambe le teorie sono valide e buone per discutere qui e ora, e servono le coordinate temporali, ma sapendo che esistono diverse creazioni, nessuna delle due è vera.
Oppure se preferisci, sono entrambe vere.
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Messaggioda Paolo proietti » 24 novembre 2010, 21:01

Hosni ha scritto:Il punto è che Hosni e Paolo oggi si trovano nella Mente di Dio, per cui entrambe le teorie sono valide e buone per discutere qui e ora, e servono le coordinate temporali, ma sapendo che esistono diverse creazioni, nessuna delle due è vera.
Oppure se preferisci, sono entrambe vere.

questi giochini dialettici potresti anche evitarli.
chi è Hosni.
chi è che sta scrivendo?
esiste la creazione?
se pensi che esista la creazione significa che prima della creazione non c'era niente .
se la manifestazione è eterna non si può pensare che ci sia la possibilità di un qualcosa prima dell'eterno.
ciò che è eterno ha una durata infinita.
se pensi che sia creato significa che ha un inizio.
ciò che ha un inizio ha sicuramente una fine.
il creatore nella sua azione deve quindi essere condizionato dalle coordinate temporali.

se è condizionato dalle coordinate temporale una delle sue caratteristiche (comprensibili o intuibili dall'essere umano) ovvero SAT eterno, viene meno.
quindi ciò che dovrebbe aver creato la manifestazione non sarebbe l'eterno perchè condizionato da tempo e da spazio.

cosa intendi per mente di Dio?
se intendi Mahat, mente universale parli della Trimurti e delle tre shakti.
mahat è quindi sottoposta ai tre guna essendo una delle determinazioni della shakti, trattandosi di una determinazione non può essere assoluta.
ma è relativa a qualcosa d'altro.

le coordinate spazio-temporali non sono buone per discutere qui ed ora ma sono determinanti per l'intera manifestazione.

sarebbe l'ora che tu approfondissi un po' il tuo dire.
mi sei caro ma se ti avventuri in disquisizioni filosofiche senza conoscere i termini o usandoli a sproposito si va a finire nella versione più superficiale della new age.

sarebbe buona norma, parlando di filosofia realizzativa attenersi a questo semplicissimo schema:

1)si parla solo se se ne sente la necessità o si è interrogati da un maestro, un istruttore o un aspirante anziano.

2) si parla di esperienze personali.

3) si citano le scritture (sruti e smrti)

4) si citano le parole di persona secondo noi degna di fede.

se si citano le parole del nostro maestro o istruttore o riferimento lo si dichiara.
se si citano le scritture si aggiungono note bibliografiche per dar modo a chi voglia interloquire di verrificare le fonti.
a questo punto si esprimono ed argomentano eventuali opinioni personali su Esperienza Diretta, Scritture o parola degna di fede.


ovviamente non sei obbligato a seguire questo schema, ma mi farebbe piacere, dato che mi sei caro, che ogni tanto facessi a meno di scrivere quid quid in buccam venit.

un sorriso,
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Messaggioda Hosni » 25 novembre 2010, 11:51

"questi giochini dialettici potresti anche evitarli.
chi è Hosni.
chi è che sta scrivendo?
esiste la creazione?
se pensi che esista la creazione significa che prima della creazione non c'era niente .
se la manifestazione è eterna non si può pensare che ci sia la possibilità di un qualcosa prima dell'eterno.
ciò che è eterno ha una durata infinita.
se pensi che sia creato significa che ha un inizio.
ciò che ha un inizio ha sicuramente una fine.
il creatore nella sua azione deve quindi essere condizionato dalle coordinate temporali."

Posso dire che la creazione non esiste, eppure per noi esiste.
Nella cosmologia induista e buddhista, un kalpa è un termine sanscrito che indica un ciclo cosmico[1], detto anche giorno di Brahma: un lungo periodo di tempo che sta alla base della teoria dell'evoluzione e dell'involuzione dell'universo.

Questa teoria si basa su un andamento ciclico, in cui il tempo non è lineare[2] ma è diviso in cicli più piccoli che si ripetono all'interno di cicli maggiori, durante i quali avvengono i processi di emanazione, durata e riassorbimento dell'universo, con distruzioni parziali (pralaya) o totali (mahapralaya).
http://it.wikipedia.org/wiki/Kalpa
Tu credi che la manifestazione sia eterna?


"cosa intendi per mente di Dio?
se intendi Mahat, mente universale parli della Trimurti e delle tre shakti.
mahat è quindi sottoposta ai tre guna essendo una delle determinazioni della shakti, trattandosi di una determinazione non può essere assoluta.
ma è relativa a qualcosa d'altro.
le coordinate spazio-temporali non sono buone per discutere qui ed ora ma sono determinanti per l'intera manifestazione."

Infatti mi riferivo a questo "piano relativo". E' qui che si trovano il corpo e la mente di Hosni e Paolo o sbaglio?

"sarebbe l'ora che tu approfondissi un po' il tuo dire.
mi sei caro ma se ti avventuri in disquisizioni filosofiche senza conoscere i termini o usandoli a sproposito si va a finire nella versione più superficiale della new age."

:wink: Bè, non sono un filosofo. Quando scrivo di solito mi baso su percezione diretta, intuizione, esperienza, memoria e testimonianza.
Mi chiedi di citare la fonte di ogni cosa che scrivo?
Impossibile da fare, sarebbe come chiedere a un bambino di fermarsi a riflettere ogni volta che sorride.
Oppure per citare un anneddoto famoso, sarebbe come chiedere ad un centopiedi come fa a muovere tutti quei piedi senza inciampare.
Però ecco, fortunatamente il mio punto di vista, il mio modo di vedere le cose coincide con quello di quasi tutti i Maestri di cui ho avuto il piacere di leggere le parole.

E se tu invece lasciassi perdere per un pò la filosofia?
:wink: (non le sacre scritture sia chiaro)
D'altronde ci troviamo su un forum di yoga.

Però su una cosa hai di certo ragione, devo imparare a essere più chiaro, semplice e comprensibile a tutti.
Ma come fare a farsi capire con le parole? Non è vero che ognuno vede il mondo con gli occhi della propria mente? In ogni caso ognuno vede quel che vuol vedere e capisce quel che vuol capire.
Grazie Annananda per il bellissimo commento.

Un abbraccio!
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Messaggioda Paolo proietti » 25 novembre 2010, 12:45

Hosni ha scritto:"questi giochini dialettici potresti anche evitarli.
chi è Hosni.
chi è che sta scrivendo?
esiste la creazione?
se pensi che esista la creazione significa che prima della creazione non c'era niente .
se la manifestazione è eterna non si può pensare che ci sia la possibilità di un qualcosa prima dell'eterno.
ciò che è eterno ha una durata infinita.
se pensi che sia creato significa che ha un inizio.
ciò che ha un inizio ha sicuramente una fine.
il creatore nella sua azione deve quindi essere condizionato dalle coordinate temporali."

Posso dire che la creazione non esiste, eppure per noi esiste.
Nella cosmologia induista e buddhista, un kalpa è un termine sanscrito che indica un ciclo cosmico[1], detto anche giorno di Brahma: un lungo periodo di tempo che sta alla base della teoria dell'evoluzione e dell'involuzione dell'universo.

Questa teoria si basa su un andamento ciclico, in cui il tempo non è lineare[2] ma è diviso in cicli più piccoli che si ripetono all'interno di cicli maggiori, durante i quali avvengono i processi di emanazione, durata e riassorbimento dell'universo, con distruzioni parziali (pralaya) o totali (mahapralaya).
http://it.wikipedia.org/wiki/Kalpa
Tu credi che la manifestazione sia eterna?


ovviamente si.
la manifestazione è eterna perchè è l'Essere , brahman saguna è l'Essere infinito ed eterno per definizione.
Se pensi che la manifestazione abbia fine significa che pensi che abbia un'inizio.
la manifestazione è eterna proprio per il suo carattere di ciclicità.




"cosa intendi per mente di Dio?
se intendi Mahat, mente universale parli della Trimurti e delle tre shakti.
mahat è quindi sottoposta ai tre guna essendo una delle determinazioni della shakti, trattandosi di una determinazione non può essere assoluta.
ma è relativa a qualcosa d'altro.
le coordinate spazio-temporali non sono buone per discutere qui ed ora ma sono determinanti per l'intera manifestazione."

Infatti mi riferivo a questo "piano relativo". E' qui che si trovano il corpo e la mente di Hosni e Paolo o sbaglio?

Cosa intendi per mente di Dio?
se vuoi dialogare dovresti prendere la abitudine a rispondere alle domande.
Mi ha colpito il fatto che ti sia rivolto a Wikipedia: non eri quello che scriveva d'impulso ?

"sarebbe l'ora che tu approfondissi un po' il tuo dire.
mi sei caro ma se ti avventuri in disquisizioni filosofiche senza conoscere i termini o usandoli a sproposito si va a finire nella versione più superficiale della new age."

:wink: Bè, non sono un filosofo. Quando scrivo di solito mi baso su percezione diretta, intuizione, esperienza, memoria e testimonianza.


se non sei un filosofo perchè scrivi di filosofia?
wikipedia per te è quindi testimonianza di una percezione diretta'
Qual'è la tua esperienza diretta del kalpa?

Mi chiedi di citare la fonte di ogni cosa che scrivo?
Impossibile da fare, sarebbe come chiedere a un bambino di fermarsi a riflettere ogni volta che sorride.


no.
tu citi racconti uditi da altri.
e parli di persone di cui hai letto od ascoltato.
se non viene niente vai su wikipedia.
ma quel viene è memoria di cose ascoltate da altri.

tutta questa spontaneità che declami non riesco proprio a leggerla.

Oppure per citare un anneddoto famoso, sarebbe come chiedere ad un centopiedi come fa a muovere tutti quei piedi senza inciampare.
Però ecco, fortunatamente il mio punto di vista, il mio modo di vedere le cose coincide con quello di quasi tutti i Maestri di cui ho avuto il piacere di leggere le parole.


vedi qui si tratta di comprenderci:
tu pensi di essere un realizzato?
se si ritengo stravagante il fatto che toppi così spesso su alcune nozioni fondamentali.

Maometto non pensava, il suo dire sgorgava direttamente e quel pastore analfabeta declamava versi purissimi.

Ramana traduce dal sanscrito il Vivekacudamani e si avvede che il suo stato è quello descritto da samkara.

il realizzato si dice (non ne ho esperienza diretta e posso basarmi solo sulle scritture e le parole del mio riferimento)vive nel silenzio della mente.
questo silenzio, se la vita vuole che sorga l'insegnamento (ovvero se c'è un discepolo qualificato) è in realtà un disco che gira su un grammofono: la domanda o lo stimolo esterno sono la puntina di diamante che si sposta sul solco giusto.




E se tu invece lasciassi perdere per un pò la filosofia?
:wink: (non le sacre scritture sia chiaro)
D'altronde ci troviamo su un forum di yoga.


Lo yoga è un Darshana brahminico.
darshana significa punto di vista filosofico.
lo Yoga è Filosofia.
Filosofia Perenne.
chiamiamo le cose con il loro nome.
il pressappochisismo raramente da frutti sani.

Però su una cosa hai di certo ragione, devo imparare a essere più chiaro, semplice e comprensibile a tutti.
Ma come fare a farsi capire con le parole
?

o si tace o si parla.
se si ha l'impulso irrefrenabile a parlare sarebbe auspicabile trovare un modo per comunicare ciò che si vuole esprimere.
ovvero un linguaggio comune.

se si parla di Yoga si fa riferimento al sanathana dharma.
il sanathana dharma si base su due classi di scritture : la sruti e la smrti.
per sruti si intende il Brahma sutra di Vyasa ed i quattro veda.

le 108 upanishad fanno parte dei Veda.
la smrti è composta dall'Epica (Mahabharata e Ramayana), dagli Upaveda (i quattro manuali di applicazione dei veda dedicati a MEDICINA,TIRO CON L'ARCO , ARTE DELLO SPADA E ARCHITETTURA, DANZA E TEATRO) dai testi relativi alle materie necessarie per interpretare Veda ed Upaveda ovvero Etimologia (nirukta), fonetica, metrica ..... e dai testi religiosi (compresi i Purana)dedicati ai tre grandi gruppi di lignaggi
: Vaisnava, Shaiva, Shakta.

Non è vero che ognuno vede il mondo con gli occhi della propria mente? In ogni caso ognuno vede quel che vuol vedere e capisce quel che vuol capire.

certo e quindi ognuno è libero di dire ciò che dice pèensando di essere sempre nel vero e nel giusto!

C'è un principio di assoluta semplicità, eterno,autoeffulgente ed onnipervadente.
ci sono degli esseri che sono giunti all'identità con questo principio ed hanno tentato di comunicarcelo.
meglio ascoltare le loro parole tentando di comprenderle o seguire gli impulsi della propria mente come la pecora segue l'Ariete?


Un abbraccio!


un sorriso,
r.
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Messaggioda Hosni » 25 novembre 2010, 16:24

Paolo proietti ha scritto:ovviamente si.
la manifestazione è eterna perchè è l'Essere , brahman saguna è l'Essere infinito ed eterno per definizione.
Se pensi che la manifestazione abbia fine significa che pensi che abbia un'inizio.
la manifestazione è eterna proprio per il suo carattere di ciclicità.
Cosa intendi per mente di Dio?
se vuoi dialogare dovresti prendere la abitudine a rispondere alle domande.
Mi ha colpito il fatto che ti sia rivolto a Wikipedia: non eri quello che scriveva d'impulso ?
se non sei un filosofo perchè scrivi di filosofia?
wikipedia per te è quindi testimonianza di una percezione diretta'
Qual'è la tua esperienza diretta del kalpa?
tutta questa spontaneità che declami non riesco proprio a leggerla.


Si può dire che Hosni e Paolo in questo momento si trovano nell'universo. E' quest'universo che io chiamo mente di Dio. Ma possiamo chiamare l'universo=mente di Dio=mente di Paolo, è uguale.
Quindi ora siamo nella mente di Paolo, in realtà è da un bel pezzo che ci troviamo nella tua mente. Questo forum possiamo chiamarlo mente di Paolo.
:wink:
La mia esperienza di kalpa è ... nessuna, per questo mi sono rivolto a wikipedia.
Ma ho portato qui questo concetto perchè mi sembrava appropriato. Tu dici di non riuscire a vedere la mia spontaneità, e allo stesso tempo mi consigli di prendere nuove abitudini.
E io di risposta, ti consiglio di lasciar cadere qualche abitudine.
La mia abitudine di non affrontare le cose direttamente ma spostare l'attenzione altrove è una buona tecnica operativa, sia per me che per gli interlocutori, in automatico è una risposta che contiene il silenzio, e dà agli altri la possibilità di rispondere da soli alle proprie domande, che molto spesso vengono rigirate su loro stessi.
Ecco, questa è una delle cose che non andrebbe mai spiegate. Quando si spiega qualcosa di vivo, che bruttura, il vivo è diventato morto.

tu citi racconti uditi da altri.
e parli di persone di cui hai letto od ascoltato.
se non viene niente vai su wikipedia.
ma quel viene è memoria di cose ascoltate da altri.
vedi qui si tratta di comprenderci:
tu pensi di essere un realizzato?
se si ritengo stravagante il fatto che toppi così spesso su alcune nozioni fondamentali.
Maometto non pensava, il suo dire sgorgava direttamente e quel pastore analfabeta declamava versi purissimi.
Ramana traduce dal sanscrito il Vivekacudamani e si avvede che il suo stato è quello descritto da samkara.
il realizzato si dice (non ne ho esperienza diretta e posso basarmi solo sulle scritture e le parole del mio riferimento)vive nel silenzio della mente.
questo silenzio, se la vita vuole che sorga l'insegnamento (ovvero se c'è un discepolo qualificato) è in realtà un disco che gira su un grammofono: la domanda o lo stimolo esterno sono la puntina di diamante che si sposta sul solco giusto.
.


Tutte le cose che dici di un realizzato, possono essere fatte facilmente. Credo che alcune di queste cose le abbia fatte anche tu stesso, caro Paolo.
Ma non ne sono sicuro, pertanto lo chiedo a te, le hai fatte?
Io si.
Mi chiedi se penso di essere un realizzato, l'ho pensato, lo sono in senso relativo, non in senso assoluto.
Quindi la risposta è: no, Hosni non è un realizzato.
Forse tra 10 anni lo diventerò, chissà. In quel caso tornerò qui a modificare il messaggio
Tu forse lo sarai tra 5, per cui comincia ad abituarti all'idea :lol:
Non mi è concesso neanche di accedere ai ricordi delle vite precedenti, eppure mi sono concessi doni ancora più preziosi.
Ti dò la mia definizione di realizzato, è solo una definizione data da un umano ad un umano, per cui non vale granchè: è una persona che ha dentro di sè tutte le qualità divine, agisce sempre in accordo con lo spirito, è così umile, vuoto e amorevole che non solo è il maestro perfetto, ma di riflesso questa sua umiltà lo rende il discepolo perfetto. Non è detto che insegni solo ad alcuni, a volte un maestro perfetto può decidere di insegnare a tutti, perchè ha capito che lui è in tutti e ovunque.


Lo yoga è un Darshana brahminico.
darshana significa punto di vista filosofico.
lo Yoga è Filosofia.
Filosofia Perenne.
chiamiamo le cose con il loro nome.
il pressappochisismo raramente da frutti sani.


La filosofia che tu citi è di certo la più alta e nobile presente sulla terra, la religione eterna.
Forse queste cose non appartengono alla terra, compreso il sanscrito. Ma purtroppo sappiamo entrambi che nè la teoria nè la pratica servono in senso assoluto.
Paradossalmente un uomo potrebbe conoscere la filosofia a memoria ed essere un idiota. Un altro potrebbe conoscere le tecniche più avanzate ed essere un idiota.
E ancora, lo sappiamo per sentito dire: si potrebbe arrivare a dominare tutto l'universo e non arrivare alla liberazione.
Si potrebbe possedere tutte le siddhi, conoscere tutto, eppure non avere nessuna libertà.
Ecco, intendevi questo per pressapochismo?
A volte da anch'esso i suoi frutti, e che frutti :wink:
L'esperienza vale di più di queste cose, tu ne hai tanta, per cui tanto di cappello.

o si tace o si parla.
se si ha l'impulso irrefrenabile a parlare sarebbe auspicabile trovare un modo per comunicare ciò che si vuole esprimere.
ovvero un linguaggio comune.
se si parla di Yoga si fa riferimento al sanathana dharma.
il sanathana dharma si base su due classi di scritture : la sruti e la smrti.
per sruti si intende il Brahma sutra di Vyasa ed i quattro veda.
le 108 upanishad fanno parte dei Veda.
la smrti è composta dall'Epica (Mahabharata e Ramayana), dagli Upaveda (i quattro manuali di applicazione dei veda dedicati a MEDICINA,TIRO CON L'ARCO , ARTE DELLO SPADA E ARCHITETTURA, DANZA E TEATRO) dai testi relativi alle materie necessarie per interpretare Veda ed Upaveda ovvero Etimologia (nirukta), fonetica, metrica ..... e dai testi religiosi (compresi i Purana)dedicati ai tre grandi gruppi di lignaggi
: Vaisnava, Shaiva, Shakta.


Tu le hai lette tutte? :wink:

C'è un principio di assoluta semplicità, eterno,autoeffulgente ed onnipervadente.
ci sono degli esseri che sono giunti all'identità con questo principio ed hanno tentato di comunicarcelo.
meglio ascoltare le loro parole tentando di comprenderle o seguire gli impulsi della propria mente come la pecora segue l'Ariete?
.

Meglio seguire l'esempio di questi esseri, come tu e molti altri qui dentro state facendo.
Con rispetto e soprattutto simpatia,

Hosni.
Barzelletta cosmica, barzelletta cosmicaaa ;)

Paolo proietti
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Messaggioda Paolo proietti » 25 novembre 2010, 16:57

La mia abitudine di non affrontare le cose direttamente ma spostare l'attenzione altrove è una buona tecnica operativa, sia per me che per gli interlocutori, in automatico è una risposta che contiene il silenzio, e dà agli altri la possibilità di rispondere da soli alle proprie domande, che molto spesso vengono rigirate su loro stessi.


E' una buona tecnica?
può darsi di si.
può darsi di no.

alzare cortine fumogene è un ottimo escamotage per garantirsi la fuga.

sempre di comunicazione si tratta, in fondo.


un sorriso,
r.
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Messaggioda Hosni » 25 novembre 2010, 21:05

Tutte le tecniche sono buone se sono molto efficaci.
Sai, anche il piccolo Hosni è passato per le arti del combattimento. Ha passato anni e anni a combattere.
In un samadhi avuto da ragazzino, rapito in estasi, si sentiva chiamare: Shin tai, Shin tai.
Credette che quello fosse il suo nome spirituale, o il suo nome in altre vite.
Questo infatti è stato il mio nick per un pò, fino a quando scoprì da una persona molto vicina che questa è una tecnica potente per staccare la sostanza mentale dai chakra.
Un pò come il kriya yoga. Il kriya yoga la stacca, e la trasforma in consapevolezza.
Diversa tecnica, stesso scopo. Tutto quello che succede è minuziosamente calcolato.
L'altro nick che usavo era Akira.
Tutte le tecniche sono buone se sono molto efficaci.
Hai avuto buone risposte oggi?
Perchè io si.
Barzelletta cosmica, barzelletta cosmicaaa ;)


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