Fuoco e Bambù

lo yoga regale o yoga della mente, Patanjali
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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda mauro » 13 giugno 2017, 17:34

fabio ha scritto:Un insetto che cerca di sfuggire ad un predatore, fa esattamente ciò che è più naturale. Cerca di sopravvivere. La vita solitamente ha questo scopo. Vivere.

Forse ho capito male, ma secondo te per essere più "naturale" dovrebbe farsi mangiare?


Rispondo brevemente a te e poi la chiudo qui, avendo capito l'andazzo delle cose e non ho intenzione di farmi stritolare dai bizantinismi dialettici (e dottrinali) di Paolo che a mio modesto avviso stanno mostrando la corda.

Rispetto al sasso, l'insetto è "meno naturale" (IMHO), perchè -potendo-, crede di sfuggire alle leggi di natura, mentre ne è comunque soggiogato.
Se provi di rempire di mazzate il sasso, lui non si opporrà più di quanto possa fare la sua massa inerziale. Se fai lo stesso che so, ad un cinghiale, egli si opporrà e tu farai una brutta fine te lo assicuro.
È tutta questione di sforzo/ opposizione. Lo stato naturale è assenza di sforzo/ opposizione, e la Vita non è altro che sforzo continuo, sempre più elaborato mano a mano che saliamo nella scala evoluzionistica.
Detto questo, saluti e shanti.

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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda mauro » 13 giugno 2017, 18:30

Questo non l'avevo letto, ed è fantastico:
Vuoi per favore chiarire il senso della tua frase: cosa vuol dire "che mi si dice una cosa "A" e io finisco col dire una cosa "B"? Se si condivide e si affronta un argomento ovviamente tu avrai le tuo opinioni e Paolo altre. Concordi?

Mi hai per l'ennesima volta messo in bocca ciò che non ho scritto.
Io non ho scritto che "io dico A" e "tu dici B" (che è evidentemente normale in uno scambio dialettico).
Ho scritto che in questi post stai usando il metodo per cui: "io, Mauro, dico A" e tu dici che "quindi tu, Mauro, hai detto B", che è peraltro ciò che hai giusto fatto ora.
Si chiama MISTIFICAZIONE, caro Paolo. Astieniti dal farlo, almeno per onestà intellettuale, poichè qui non tutti hanno la sveglia al collo e l'anello al naso.

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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda fabio » 13 giugno 2017, 18:46

mauro ha scritto:
fabio ha scritto:Un insetto che cerca di sfuggire ad un predatore, fa esattamente ciò che è più naturale. Cerca di sopravvivere. La vita solitamente ha questo scopo. Vivere.

Forse ho capito male, ma secondo te per essere più "naturale" dovrebbe farsi mangiare?


Rispondo brevemente a te e poi la chiudo qui, avendo capito l'andazzo delle cose e non ho intenzione di farmi stritolare dai bizantinismi dialettici (e dottrinali) di Paolo che a mio modesto avviso stanno mostrando la corda.

Rispetto al sasso, l'insetto è "meno naturale" (IMHO), perchè -potendo-, crede di sfuggire alle leggi di natura, mentre ne è comunque soggiogato.
Se provi di rempire di mazzate il sasso, lui non si opporrà più di quanto possa fare la sua massa inerziale. Se fai lo stesso che so, ad un cinghiale, egli si opporrà e tu farai una brutta fine te lo assicuro.
È tutta questione di sforzo/ opposizione. Lo stato naturale è assenza di sforzo/ opposizione, e la Vita non è altro che sforzo continuo, sempre più elaborato mano a mano che saliamo nella scala evoluzionistica.
Detto questo, saluti e shanti.


Saluti e shanti
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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda Paolo proietti » 13 giugno 2017, 20:29

mauro ha scritto:
fabio ha scritto:Un insetto che cerca di sfuggire ad un predatore, fa esattamente ciò che è più naturale. Cerca di sopravvivere. La vita solitamente ha questo scopo. Vivere.

Forse ho capito male, ma secondo te per essere più "naturale" dovrebbe farsi mangiare?


Rispondo brevemente a te e poi la chiudo qui, avendo capito l'andazzo delle cose e non ho intenzione di farmi stritolare dai bizantinismi dialettici (e dottrinali) di Paolo che a mio modesto avviso stanno mostrando la corda.

Rispetto al sasso, l'insetto è "meno naturale" (IMHO), perchè -potendo-, crede di sfuggire alle leggi di natura, mentre ne è comunque soggiogato.
Se provi di rempire di mazzate il sasso, lui non si opporrà più di quanto possa fare la sua massa inerziale. Se fai lo stesso che so, ad un cinghiale, egli si opporrà e tu farai una brutta fine te lo assicuro.
È tutta questione di sforzo/ opposizione. Lo stato naturale è assenza di sforzo/ opposizione, e la Vita non è altro che sforzo continuo, sempre più elaborato mano a mano che saliamo nella scala evoluzionistica.
Detto questo, saluti e shanti.


Grazie di tutto.
Mi pare strano il discorso del sasso che sarebbe naturale e l'insetto invece no.
Ma va bene così
Grazie per aver partecipato alla discussione.
Se per caso decidessi di tornare a condividere mi piacerebbe che mi dicessi cosa ti ha spinto a commentare la storia di Nobunaga.
Cosa è che ti ha dato la spinta per intervenire, insomma.

Un sorriso,
Ryu.
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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda mauro » 13 giugno 2017, 21:19

Mi pare strano il discorso del sasso che sarebbe naturale e l'insetto invece no.

Anche in questo caso non ho detto così.
Ho parlato di gradazione.
E di sforzo/ opposizione rispetto allo stato naturale, che è relativo, per gli esseri animati rispetto agli animati, per quelli più evoluti (in senso darwiniamo) rispetto a quelli meno evoluti (sempre in senso darwiniano).
Ma questa è la visione di un contadino vegetariano e gay, che vive in un magazzino in campagna senza luce nè acqua; cosa ha da spartire tutto ciò coi mostri sacri da te citati, e con la loro brillante dottrina degli stati dell'essere, delle guaine e dei piani di esistenza?

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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda padmasana2000 » 14 giugno 2017, 0:44

mauro ha scritto:
Mi pare strano il discorso del sasso che sarebbe naturale e l'insetto invece no.

Anche in questo caso non ho detto così.
Ho parlato di gradazione.
E di sforzo/ opposizione rispetto allo stato naturale, che è relativo, per gli esseri animati rispetto agli animati, per quelli più evoluti (in senso darwiniamo) rispetto a quelli meno evoluti (sempre in senso darwiniano).
Ma questa è la visione di un contadino vegetariano e gay, che vive in un magazzino in campagna senza luce nè acqua; cosa ha da spartire tutto ciò coi mostri sacri da te citati, e con la loro brillante dottrina degli stati dell'essere, delle guaine e dei piani di esistenza?

.. non svilire il tuo ruolo qui..
E, per quanto riguarda la dottrina, io sono per il libero arbitrio..
Un caro saluto
Luca
Привет!!

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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda Paolo proietti » 14 giugno 2017, 10:36

mauro ha scritto:
Mi pare strano il discorso del sasso che sarebbe naturale e l'insetto invece no.

Anche in questo caso non ho detto così.
Ho parlato di gradazione.
E di sforzo/ opposizione rispetto allo stato naturale, che è relativo, per gli esseri animati rispetto agli animati, per quelli più evoluti (in senso darwiniamo) rispetto a quelli meno evoluti (sempre in senso darwiniano).
Ma questa è la visione di un contadino vegetariano e gay, che vive in un magazzino in campagna senza luce nè acqua; cosa ha da spartire tutto ciò coi mostri sacri da te citati, e con la loro brillante dottrina degli stati dell'essere, delle guaine e dei piani di esistenza?


Finalmente viene fuori qualcosa di autentico.
Tu hai una tua visione del Mondo e della Vita.
Tu hai elaborato un sistema filosofico sulla base delle Tue esperienze personali.
In questo mondo dove si vive di citazioni e perifrasi ad effetto, si imbiancano sepolcri e si onorano le immagini dei morti, ignorando o disprezzando i vivi, hai dato vita ad un Tuo sistema di interpretazione della realtà.

Tu dici "cosa ha da spartire tutto ciò coi mostri sacri da te citati, e con la loro brillante dottrina degli stati dell'essere, delle guaine e dei piani di esistenza?".

Ed io ti rispondo"Niente e Tutto".

Niente perché quelle sono cose lette nei libri.
Tutto perché dietro a quello parole ci sta sicuramente un Essere Umano, come te e me, che mille o diecimila anni fa ha tentato di condividere le proprie esperienza e di dar vita ad un sistema di interpretazione della realtà.

Vedi, molti di coloro che tentano di buttare già le statue dei maestri, attaccano coloro che essi reputano carismatici e affascinanti, e cercano il pelo nell'uovo delle elucubrazioni altrui, dentro di loro hanno un mondo da rivelare.

Idee, aspirazioni, voglia di far del bene a tutti gli esseri senzienti.

Ma l'insicurezza, la rabbia nata dal rifiuto, l'umiltà vera o presunta ("chi sonoio rispetto a i mostri sacri?") cuciono loro le labbra con il risultato di produrre altra insicurezza, rabbia e umiltà vera e presunta.

Sono i limiti imposti dall'identificazione tra Io e Mente che impediscono la libera espressione del proprio sentire.

Nessun maestro, Nessun guru solo Amore.

Se tu, sempre, esponessi le tue idee e raccontassi le tue esperienze forse troveresti dei compagni di viaggio pronti a condividere con te sogni e progetti.
Forse troveresti fratelli e allievi che ti sostengono nel progetto, mirabile, di creare un sistema filosofico che possa aiutare l'essere umano a risolvere la sua innata ansia di incompiutezza.

O forse saresti esposto agli attacchi degli imbiancatori di sepolcri, tacciato di idiozia e superficialità.

Ma se taci non puoi saperlo.

La tua esistenza è un occasione.
Non solo per te, ma potenzialmente per tutti gli altri.

Tu sei l'occasione.
Pensa a quelle generazioni senza nome, donne e uomini, che per migliaia di anni si sono incontrate, lasciate, tradite, amate, per arrivare a dar vita a questo miracolo che si chiama Mauro.

Non sto scherzando.
Ognuno di noi è un miracolo.
Non sono i voli astrali, le guarigioni inspiegabili, o le apparizioni della madonna i Miracoli.
ma siamo noi, al pari di una rosa che sboccia o di una montagna che cammina, nell'arco dei millenni, per sfuggire dal mare da cui è nata (chiedi ai cavatori di marmo di Carrara).

Ognuno di noi, Mauro, è un occasione.
Possiamo passare la vita a piangere su noi stessi, a invocare la pace, ipotetica, della morte dolce, o a imprecare contro coloro che non apprezzano la nostra grandezza.

Nessuno ce lo impedisce.
Ma così butteremmo via l'Occasione.

Parliamo sempre di reincarnazioni.
Forse è vero che vivremo altre mille vite e mille ne abbiamo già vissute.

Ma se così non fosse?
Se il caso avesse voluto, inconsapevolmente, darci questa unica chance?

In realtà nessuno può saperlo.

Ogni vita è degna di essere vissuta pienamente.
Ogni Vita è un miracolo.
Dobbiamo solo accettarlo ed andare fino in fondo a tutte le nostre esperienze.

Il Tantra non è il Godimento sensoriale inteso come piacere.

Ma il godere di tutto ciò che la vita ti propone.
Sperimentare il dolore dell'abbandono, la morte dei cari o una storia d'amore finita male, è un grande dono.
perché ti mostra l'esistenza di quel nucleo vitale ed eterno che ha dimora in te.

"Io" esisto.
Possono portarmi via gli affetti, la salute, la ricchezza.
ma nessuno può portarmi via la certezza di esistere.

L'Essere Umano è nato per essere libero, ma preferisce vivere in prigioni, tristi o dorate, in attesa di qualcosa o qualcuno che, dall'esterno, lo porterà nel paese di Bengodi o nella Terra segreta di Shambala.

Bisogna vivere qui e adesso, Mauro. E bisogno mostrare la nostra vera Natura perchè "Siamo un'Occasione".

A parte le mie elucubrazioni didattiche ( in genere i brani che condivido sono testi che preparo per i miei allievi, dirigo due corsi di formazione insegnanti e due corsi di specializzazione e sono convinto che sia giusto che metta loro a disposizione la mia vera o presunta erudizione), la mia filosofia di vita si può riassumere in quattro parole:

सहज sahaja,
स्वेच्छाचार svecchācāra,
सम sama,
समरस samarasa.

Sahaja è lo stato naturale il corpo/parola/mente libero di scambiare energia con l'universo.
senza ostacoli, blocchi, remore.

Svecchācāra è lo stato della libertà.
Libertà di agire senza essere vincolati dalle leggi fisiche e umane.

Sama è l'identità, essere uno con qualsiasi essere in cui percepiamo il riflesso divino.

Samarasa è l'orgasmo degli amanti divini, il provare in un istante (o per l'eternità...ma che differenza c'è?) assieme, la beatitudine suprema.

Molto semplice no?

E adesso fratello mio che farai?

Continuerai a nasconderti dietro la vera o presunta umiltà, il sarcasmo e l'autocommiserazione, o comincerai qui e altrove a mostrarci il gigante che dorme dentro di te?

Un gigante che dorme in ognuno di noi. Un angelo caduto o un dio addormentato: questo è l'essere umano!

Possiamo vivere da Pashu, da Vira o da Divya, sta anoi scegliere.

Ma deve essere una scelta consapevole, altrimenti il veleno del rimpianto ci accompagnerà per tutta la nostra esistenza.
Mostra la luce che è in te e gli altri la alimenteranno.
Chiedi aiuto agli altri e darai l'oro la possibilità di essere Luce.

Un sorriso,
Paolo
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Re: Fuoco e Bambù

Messaggioda mauro » 14 giugno 2017, 12:01

Continuerò a essere me stesso, con la mia vera o presunta umiltà, col mio sarcasmo e la mia autocommiserazione, consapevole che Mauro non si esaurisce in quelle definizioni -che pur lo definiscono in parte-, poichè la vita è vita, ed un forum rimane sempre un forum.

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Re: Fuoco e Bambù -Necessità della pratica

Messaggioda Paolo proietti » 16 giugno 2017, 12:45

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Yoga Teacher Laura Nalin - "Surya Namaskara"



"Un'opera, una volta terminata, mi deve sorprendere e rimandarmi più energie di quante ne ho impiegate per realizzarla.
L'opera in questo modo è anti-entropica e contraddice il secondo principio della termodinamica, e si riappropria così del
problema della morte e dell'immortalità del corpo senza delegarlo alla scienza".

"Oggi, tra i tanti 'rovesciamenti', si perpetua anche nell'arte una percezione del tempo rovesciata;
l'arte e gli artisti contemporanei infatti si considerano e sono considerati moderni, mentre venendo dopo tutto ciò che li precede
dovrebbero sapere di essere più antichi".
Gino De Dominicis



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Lo yoga è un Arte.
Ce ne dimentichiamo spesso.
Leggendo le riflessioni di artisti di tutti i tempi e confrontandole con gli scritti di alcuni maestri di yoga o intellettuali che si occupano di discipline orientali, mi viene da pensare che, per qualche motivo, in occidente la ricerca spirituale sia stata spesso delegata a scultori e pittori.


Ma non è la cosa più importante, ne ho voglia di dibatterne.
L'essenziale è che lo Yoga è un'Arte e come tale ha bisogno di una tecnica, ovvero gli strumenti e la capacità di usarli, e di una fase di intuizione, la rivelazione.

Se non c'è quel momento magico in cui la mente sembra smarrirsi in luoghi lontani, per poi tornare a casa brandendo, come una spada, un frammento di verità, la pratica resta monca, sterile come come una vite di plastica, bella a vedersi ma incapace di dar vino.



La rivelazione è la fine di un percorso che nell'arte è eguale allo Yoga, lo hatha yoga (inteso come tecnica tantrica).

Cambiano solo i nomi, le parole.
In sanscrito sono:
सहज sahaja,
स्वेच्छाचार svecchācāra,
सम sama,
समरस samarasa.

Sahaja è lo stato naturale il corpo/parola/mente libero di scambiare energia con l'universo.
senza ostacoli, blocchi, remore.

Svecchācāra è lo stato della libertà.
Libertà di agire senza essere vincolati dalle leggi fisiche e umane.

Sama è l'identità, essere uno con l'assoluto o, essendo la realtà il sogno sognato dal Dio, essere uno con qualsiasi essere in cui percepiamo il riflesso divino.

Samarasa è l'orgasmo degli amanti divini, il provare in un istante (o per l'eternità...ma che differenza c'è?) assieme, la beatitudine suprema.

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L'artista viaggia oltre le consuetudini, le credenze, l'ego stesso.
Va oltre i limiti e si trova Uno con una porzione della verità.
Di ritorno dal viaggio nel paese che non c'è, dà forma al divino, al Reale, con un'oggetto o un'idea che racchiude in sé le energie antiche della creazione.


Lo Yoga è Arte.

Giotto, Leonardo, Michelangelo son sempre stati Giotto, Leonardo, Michelangelo ma quante ore hanno passato nella bottega dei loro maestri a mescolar colori, pulire pennelli, spazzar via dal pavimento la polvere di marmo?

Chi come me ha avuto la fortuna immensa di guadagnarsi il pane facendo l'artista, sa che il processo creativo, parte dalla costrizione, dai limiti, dai confini.

Prima di dipingere bisogna imparare a disegnare, prima di disegnare bisogna imparare a squadrare il foglio, prima di squadrare il foglio bisogna imparare ad usare la matita.

Quanta fatica fa un danzatore per far sembrare naturale un singolo passo di danza.

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E poi improvvisamente, dopo anni, di sbarra e di sudore, ecco che il gesto sboccia, improvviso.
Sembra magia.

Poco importa se il miracolo avviene dinanzi al pubblico, per strada o al chiuso di una stanza, senz'altri spettatori che la pareti bianche.

Il danzatore comprende e vive come una Grazia divina quel passo nato chissà da dove.

Lo Yoga è Arte.
Perché non dovrebbe seguire lo stesso percorso della Musica, della Danza, delle Pitture?

Come si fa a pensare che la Rivelazione, la capacità di insufflare in un singolo gesto o suono o cellula le indicibili potenze della natura, possa avvenire senza prima imparare i fondamentali, i segreti del mestiere?

Per conquistare la Libertà bisogna scoprirsi servi fedeli della Dea.

Per cogliere la Bellezza e vivere nella Grazia dell'Istante non si può fare Yoga tre ore alla settimana o un'ora al giorno: Bisogna essere Yoga.
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