aimsa e bhagavad gita

lo yoga regale o yoga della mente, Patanjali
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Re: aimsa e bhagavad gita

Messaggioda Elazar » 7 febbraio 2017, 20:50

Mauro, concordo in gran parte, tuttavia vi è da dire che il bene e il male sono due strumenti indispensabili all'evoluzione, la via di mezzo è, secondo il mio vedere,
l'uso equilibrato e saggio che possiamo fare di essi, per quanto ci è possibile, considerando che solo Dio conosce veramente il bene e il male.
Questa è quella che gli orientali chiamano Via-Tao.....
...per tanto in alto andare molto in basso bisogna stare

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Re: aimsa e bhagavad gita

Messaggioda mauro » 8 febbraio 2017, 8:27

Il fatto è che- come tu stesso hai detto- dovremmo prima conoscere cosa è "bene" e cosa è "male"; il che è piuttosto difficile, dato che queste categorie sono tutte interne ad accezioni etico-morali.
Quindi, ribadisco, essendo il "bene" e il "male" due concetti relativi, la "retta azione" (come la chiamava il Buddha), consiste semplicemente nell'operare discriminando tra gli estremi del caso e scegliere la soluzione che più si avvicina a quella mediana (parlo in termini grossolani), IMHO.
Ultima modifica di mauro il 8 febbraio 2017, 8:35, modificato 3 volte in totale.

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Re: aimsa e bhagavad gita

Messaggioda mauro » 8 febbraio 2017, 8:29

Questa è quella che gli orientali chiamano Via-Tao.....


...che è la "via di mezzo".

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Re: aimsa e bhagavad gita

Messaggioda Elazar » 8 febbraio 2017, 14:08

mauro ha scritto:
Questa è quella che gli orientali chiamano Via-Tao.....


...che è la "via di mezzo".

-----------
Certo Mauro :-)
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Re: aimsa e bhagavad gita

Messaggioda viveka » 8 febbraio 2017, 18:12

mauro ha scritto:Bisogna vedere i frutti finali che il comportamento consegue.
Se quello dei Pandava fosse stato "adeguato e vincente", loro non avrebbero fatto la fine che hanno fatto e la loro dinastia non si sarebbe estinta in due generazioni.
La verità (IMHO) è che non esiste mai un comportamento "adeguato" ed ancor di meno "vincente".
Nella legge del karma-come insegnano anche i buddhisti-, ogni azione comporta un danno.
Quindi, in definitiva per me ahimsa è azione consapevole volta al minor danno possibile.


non sono d'accordo in linea generale con quanto avete scritto negli ultimi msg.

non so se i Pandava hanno avuto un comportamento adeguato e vincente; non so in che misura la vita di Arjiuna, intendo il suo modo di vivere più o meno bene e sereno, può essere associato e quindi scambiato con quello della sua dinastia: una cosa è Arjiuna altra è la sua dinastia. non so in che misura il fatto che la sua dinastia si sia estinta, implichi che i suoi componenti non abbiano avuto vite adeguate e serene.
Poi dissento anche dall'idea che la via migliore è quella di mezzo. queste generalizzazioni a mio avviso non vanno bene. lo yoga dovrebbe proprio far apprendere (anche) a discernere, a discriminare: ogni situazione è a se, e come ho anche letto su autorevoli libri di Yoga (Taimni), non si può dare una regola generale o "soppesare" le varie componenti in gioco, per poi agire secondo la via di mezzo.. no, questo può andar bene su un piano ordinario, ma non sul piano dello yoga. il piano dello yoga è un piano straordinario, e da questo punto di vista trova anche difficile applicazione nell'educazione (esempio dei figli e del fuoco), nel senso che se i figli non fanno yoga, è difficile farli agire secondo lo yoga. ho appreso come padre che occore fare uno sforzo nella direzione del non-yoga nel dare istruzioni a chi non fa yoga! è tremendo.
su un piano ordinario la gente tende ad agire per analogia, cioè emula il comportamento di altri che la loro mente ha giudicato vincente. ma questo non funziona se la persona che si emula fa yoga: non si può emulare chi fa yoga, anzi l'emulazione può creare SERI problemi a chi la fa (rispetto chi fa yoga). l'unico modo per "avvicinarsi" al comportamento di chi fa yoga, è FARE yoga... e ciò ti porta verso l'autenticità non verso l'emulazione.
credo che Krishna anche per tali motivi invita Arjiuna semplicemente a fare yoga: non gli dice fai così, e poi così e poi colà... gli dice fai Yoga.

ciao a tutti

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Re: aimsa e bhagavad gita

Messaggioda mauro » 8 febbraio 2017, 18:45

Mah.
Contento tu...
Saluti.

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Re: aimsa e bhagavad gita

Messaggioda Elazar » 8 febbraio 2017, 19:51

Viveka ha scritto:
l'unico modo per "avvicinarsi" al comportamento di chi fa yoga, è FARE yoga... e ciò ti porta verso l'autenticità non verso l'emulazione.
credo che Krishna anche per tali motivi invita Arjiuna semplicemente a fare yoga: non gli dice fai così, e poi così e poi colà... gli dice fai Yoga.
ciao a tutti

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Quindi chi fa yoga ha un comportamento differente e straordinario da chi non lo pratica? Io non lo credo, credo che ci sono individui che si comportano in un modo ed altri in un altro, credo che ci sono anime più raffinate di altre, a prescindere se si fa yoga o meno.
Poi, che lo yoga può essere per alcuni uno strumento di crescita interiore, come tanti altri, è un altro discorso.
Bisogna distinguere ciò che si fa da ciò che si è.....
un caro saluto .
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Re: aimsa e bhagavad gita

Messaggioda viveka » 9 febbraio 2017, 18:45

Elazar ha scritto:Quindi chi fa yoga ha un comportamento differente e straordinario da chi non lo pratica? Io non lo credo, credo che ci sono individui che si comportano in un modo ed altri in un altro, credo che ci sono anime più raffinate di altre, a prescindere se si fa yoga o meno.
Poi, che lo yoga può essere per alcuni uno strumento di crescita interiore, come tanti altri, è un altro discorso.
Bisogna distinguere ciò che si fa da ciò che si è.....
un caro saluto .


ti scrivo quello che penso sulla base della mia personale esperienza.
gli effetti dello yoga possono essere vari in funzione del livello di crescita dell'allievo; il livello di crescita dell'allievo non si può misurare dal numero di anni di pratica; così vi sono praticanti da 40 anni che sono meno cresciuti di altri che praticano per esempio da solo 4 anni!
se l'adepto ha raggiunto alti livelli di evoluzione, realizza gli effetti descritti da Panjiali nel terzo e quarto pada, che in grand parte sono straordinari.
ma sopra mi riferivo perlopiù al fatto che la pratica yoga (intesa come asana) "sostiene" una condotta morale di alto profilo. come ho anche letto ed appreso su questo forum, senza la pratica yoga è difficile "sostenere" una condotta morale di pari livello d'integrità. con riferimento a questo aspetto, chi pratica yoga e si rivolge, per esempio in ambito lavorativo (come succede a me) o in famiglia, a persone che non praticano, nel farlo deve tenerlo presente, nel senso che chi non pratica non può comportarsi come chi pratica. per esempio, una cosa è rivolgersi a fini educativi ad una classe di praticanti yoga, altra e ben diversa cosa è rivolgersi ad una classe di studenti non praticanti, ancorchè con le stesse caratteristiche di età cultura provenienza dei primi.
la scelta della via di mezzo può andar bene per chi non pratica.. diciamo che rientra nei parametri di ordinarietà.

approfondiremeo questi aspetti, ciao

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Re: aimsa e bhagavad gita

Messaggioda mauro » 9 febbraio 2017, 19:00

senza la pratica yoga è difficile "sostenere" una condotta morale di pari livello d'integrità.


Rimango senza parole.
Tanto questa frase si commenta da sola.

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Re: aimsa e bhagavad gita

Messaggioda Elazar » 9 febbraio 2017, 19:09

Caro Viveka, comprendo ciò che vuoi dire, ma quando si percorre un cammino spirituale ci si rapporta in base alla crescita interiore di chi hai difronte, non c'entra nulla lo yoga. Io posso anche raggiungere degli alti gradi nello yoga, ma poi incontrare un non praticante di yoga con una condotta di vita e morale anni luce più avanti di me......
Non so se mi spiego.
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Re: aimsa e bhagavad gita

Messaggioda Elazar » 9 febbraio 2017, 19:23

Come insegnato nel Mumonkan, la porta del Dharma non ha porta o meglio, la non porta è la porta del Dharma....
Per dire che, finché pensiamo di essere entrati da una porta che conduce al sentiero della verità, noi ci allontaniamo dalla verità stessa...
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Re: aimsa e bhagavad gita

Messaggioda mauro » 10 febbraio 2017, 10:23

Elazar ha scritto:Come insegnato nel Mumonkan, la porta del Dharma non ha porta o meglio, la non porta è la porta del Dharma....
Per dire che, finché pensiamo di essere entrati da una porta che conduce al sentiero della verità, noi ci allontaniamo dalla verità stessa...


Concordo ed aggiungo che, ogni qualvolta mi avvicino ad un insegnamento che scopro sedicente portatore di presunte "verità", me ne discosto subito.

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Re: aimsa e bhagavad gita

Messaggioda albachiara » 10 febbraio 2017, 12:17

Quoto Mauro
Condivido il suo scritto.

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Re: aimsa e bhagavad gita

Messaggioda viveka » 11 febbraio 2017, 8:52

buona domenica e buona continuazione e tutti.

ciao


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